Scorte di emergenza: quali cibi acquistare e cosa valutare

08/feb/2016 00:04:15 Ciro Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

La carenza alimentare a fronte dell’aumento demografico, dettaglio ben espresso all’interno degli studi di settore e delle previsioni di sviluppo globale, rappresenta una minaccia non più futura bensì più attuale di quanto si pensi e ciò sta portando sempre più persone ad avviare alcuni pensieri preventivi su come organizzare le scorte di emergenza relativamente il cibo, sia a lunga conservazione che non, al fine di non farsi trovare impreparati in caso di necessità oppure di situazioni improvvise dall’alto tasso di rischio di sopravvivenza.

L’idea, sicuramente visibili ai più come qualcosa di tanto remoto da poter esser rimandato, dovrebbe invece essere uno dei task da inserire all’interno di questo o del prossimo anno seguendo sia le crisi politiche che sociali in virtù del forte oscillamento dei paesi sul piano economico: uno sguardo attento, anche vista l’attuale ampia disponibilità di cibo a lunga conservazione su moltissimi mercati, potrebbe garantire sia a voi che a vostri cari la sopravvivenza in caso di crisi senza dover investire grosse cifre oppure rischiare qualcosa, in termini di sprechi economici e di risorse alimentari, qualora non si verificassero catastrofi.

Il primo dettaglio di cui tenere conto nell’organizzazione delle scorte di emergenza riguarda la valutazione dell’apporto nutritivo – in termini di proteine, carboidrati, lipidi e sali minerali – fornito dai cibi scelti piuttosto che il sapore oppure il loro volume, quest ultimo uno degli errori grossolani commessi dalla maggioranza delle persone pensando che l’abbondanza senza qualità possa rappresentare un fattori positivo. A tal proposito, oltre che per evitare equivoci, vanno distinti alcuni cibi da altri per poter effettuare delle scelte utili come nel caso delle barrette proteiche che, pur offrendo un buon sapore, forniscono il giusto apporto calorico proponendosi anche come cibo a lunga conservazione da poter consumare in modo frazionato in base alle necessità. 

Nell’ottica della fornitura di carboidrati, invece, le scorte di emergenza dovrebbero sempre contenere spuntini come la frutta disidratata, perfetta anche per una questione di modalità di consumo, e soluzioni liquide come caffeina oppure alcool, necessari per avere una riserva idrica simile all’acqua in assenza di quest’ultima senza però incorrere in soluzioni saline pericolose perché responsabili di alterazioni dei processi osmotici richiamando liquidi dai vostri comparti cellulari (fornendovi disidratazione e sensazione di sete perenne).  Valutazioni a parte per questioni prettamente cliniche, come la possibile presenza di una patologia diabetica oppure allergie a determinati alimenti, il cibo restante integrato nelle scorte d’emergenza può essere di qualsiasi tipologia  a patto sia a lunga conservazione (come il liofilizzato) e soprattutto di facile preparazione come quello in scatola capace di offrire entrambe le soluzioni con il minimo sforzo.

 

Il ricorso a queste soluzioni alimentari per far fronte ad una possibile crisi mondiale, sviluppando delle proprie scorte di emergenza, non ne pregiudica però la validità in caso di mancanza di catastrofi permettendovi di poter ri-utilizzare quegli stessi alimenti con la massima comodità – derivata dalla lunga conservazione – durante la vostra vita potendo così ri-convertire un investimento intelligente e preventivo in una scelta di risparmio attuata rispetto il naturale prezzo del cibo, in dosi specifiche, tipico della grande distribuzione.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl