Birra e Passione

Mauro Obino Fondatore e Mastro Birraio del Birrificio Artigianale Janasbeer, specializzato nella produzione di birre Belghe.

Persone Mauro Iniziò, Jana Maista, Mauro Obino Fondatore
Luoghi Sardegna, Belgio
Argomenti linguistica, economia, enologia, folclore

18/feb/2016 11.49.24 Janashop Italia Contatta l'autore

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Mauro Obino

Fondatore e Mastro Birraio del Birrificio Artigianale Janasbeer, specializzato nella produzione di birre Belghe. Ha accumulato 15 anni di esperienza nella produzione di birre artigianali, e diversi Stage in grossi ed importanti birrifici del Belgio.

L'idea del Nome

Il nome del Birrificio è : “JANASBEER”. Un nome scelto per evidenziare l’idea di una birra artigianale rivendicando la produzione tipica del posto, poiché tutto il processo di produzione avviene in una zona particolare della Sardegna: il Sulcis Iglesiente. Janas, infatti, è un termine appartenente alla lingua sarda Campidanese che, tradotto in italiano, significa “Fate” (al singolare Jana o Fata). Da qui nasce il nome inglesizzato Janasbeer, ovvero la birra delle Janas (la birra delle fate). Ha scelto l’accostamento della lingua inglese con il dialetto sardo per evidenziare ciò che a lui interessa, in altre parole essere all’avanguardia rivendicando orgogliosamente in ogni modo le sue origini.

La leggenda delle Janas

La scelta del logo Janasbeer giunge da un approfondito studio sul significato del nome stesso della birra. Come è stato precedentemente descritto (…La leggenda delle Janas…) le Janas erano delle fate, di bellezza elfica, piccole creature leggendarie con delle piccole ali ed uno spirito felice, ma allo stesso tempo rispettate e temute. Il logo quindi si distingue in due parti ben distinte: una parte storica, quella rappresentata dalla piccola donna elfo, l’altra chiude l’anello narrativo del significato stesso del nome della birra. JanasBeer, infatti, significa “La birra delle fate. La leggenda delle Janas Molti racconti popolari sardi parlano delle misteriose Janas, donne piccine come uccelli di campo, di bell’aspetto tanto da sembrare angeli. Erano un po’ più alte di un palmo di mano, provviste d’ali e dotate di una bellissima voce e del dono della profezia. Erano gentili e molto timide, incantatrici e burlone, molto belle, permalose e ghiotte di miele; si sostiene che all’occorrenza diventavano anche un po’ streghe. Gelose custodi dei metalli, su cui comandano dalla creazione del mondo, le Janas non possono permettere che gli siano impunemente sottratti. Uscivano solo la notte, affinché i raggi del sole non rovinassero la loro candida pelle. Nelle notti d’estate volavano per i campi, brillando di fortissima luce; diffidenti con gli adulti, amavano giocare con i bambini. Si bagnavano nelle fonti e correvano nude per i boschi; vivevano in comunità con a capo una Jana Maista, che ogni dodici anni si rinchiude per tre giorni in una caverna per partorire nuove creature. Le fate Janas desideravano essere trattate con riguardo, e amavano ballare quando sentivano della musica. Era più prudente, però, non farsi coinvolgere nelle loro danze: chi ballava con le Janas non si rendeva conto del trascorrere del tempo; poteva sembrare che il ballo durava solo poche ore, in realtà passavano degli anni. Le Janas accompagnavano il loro lavoro con un bellissimo canto: la melodia si espandeva nell’aria e nelle notti silenziose dava conforto ai viandanti solitari. Le dimore delle fate, le Domus de Janas (in italiano “case delle fate”), erano aperture scavate nella roccia, un essere umano non poteva abitarci, e nell’isola si possono trovare ovunque anche oggigiorno. In queste grotte custodivano meravigliose ricchezze e trascorrevano il tempo tessendo su telai d’oro le loro preziose stoffe; le stendevano poi nei prati nelle notti di plenilunio. Questa è la breve storia delle fate Janas, fate di una bellezza elfica, appartenenti ad una leggenda che possiede un qualcosa di storico, in quanto ci hanno ereditato le loro dimore affinché fossero ricordate e narrate conservandole nella storia della Sardegna, isola da loro prediletta.

La storia

Mauro Iniziò a produrre birra per passione nel 1996, all’età di 16 anni; ciò che lo ha spinto all'apertura del primo birrificio in Sardegna nel 2004 è la sempre più esigente voglia di conoscenza. Ogni birra progettata e prodotta rispecchia esattamente i gusti di Mauro ed il suo modo di essere, anche se ha dovuto rielaborare lo stile della birra in base anche al consumo popolare della regione in cui vive. Attualmente nel mercato sono presenti solo 1 tipo di birra: MORISCA, birra che si può trovare tutto l'anno. CLICCA QUI PER SCARICARE LA BROCHURE DI MORISCA.

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