Dimmi come mangi (e bevi) e ti dirò chi sei: i giovani e la dieta mediterranea

28/apr/2009 23.55.25 SIMS Contatta l'autore

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Dimmi come mangi (e bevi) e ti dirò chi sei:
i giovani e la dieta mediterranea
Due bicchieri e mezzo di vino al giorno uniti alla dieta mediterranea
come “elisir” della salute. Lo dicono medici ed esperti
di vini ad un convegno che si è svolto all’Umberto I che trattava
il problema delle cattive abitudini alimentari nei giovani
d’oggi.
Il timballo di maccheroni servito
da tre servitori su un vassoio
d’argento, durante il pranzo
dato dal Principe di Salina, nel famoso “Gattopardo”
di Tomasi di Lampedusa, è uno dei
primi piatti più celebri nella letteratura italiana.
L’oro brunito dell’involucro, una sorta
di glassa, il profumo di zucchero e cannella
che si sprigiona, il vapore carico di aromi:
squarciando la crosta si intravedono fegatini
di pollo, uova sode, prosciutto, tartufi. Tutti
i commensali dimenticano le buone maniere
per lanciarsi sul prelibato pasto, assaporando
i sapori di una dieta che più mediterranea
non si può. E proprio di dieta mediterranea
hanno parlato medici ed esperti enologi durante
il convegno che si è svolto all’Umberto
I, il 18 aprile scorso: “Alimentazione dei
giovani studenti: il ruolo fondamentale della
dieta mediterranea”. I ritmi della società
moderna hanno trasformato il pranzo in un
momento fugace e si diffonde soprattutto tra
i giovani, il bindgedrinking (baldoria-bevendo).
Il pranzo è una pausa pasto, durante la
quale si continua a parlare di lavoro, non è
un momento produttivo. Sempre più diffuso
il fuori pasto (patatine, snack al cioccolato,
pizzette) e il pasto “light”, con un ridotto contenuto
di lipidi, le carni magre, e si riduce il
consumo di frutta e verdura. Abitudine tutta
americana che ha portato alla “globesità”,
quando in altri paesi si ripropone la nostra
dieta mediterranea: un occhio alla bilancia
ma soprattutto alla salute. In Italia, una persona
su 10 è obesa; molti ricorrono a diete
“fai da te”, che possono portare ad un calo
ponderale ma vengono meno le corrette abitudini
alimentari che stanno alla base di una
dieta bilanciata. Il termine dieta viene dal
greco “diaita”, “modo di vivere”, non significa
restrizione alimentare. Una dieta equilibrata
prevede un buon apporto di frutta e
verdure (almeno 5 porzioni nell’arco della
giornata) e una riduzione di zuccheri e dolci
e di succhi di frutta. Evitare le carni grasse
e i salumi, le margarine, che aumentano il
colesterolo, usare il buon olio extra vergine,
abbondiamo in cereali il pesce, anche surgelato
(quello azzurro contiene i preziosi grassi
insaturi omega 3 in quantità anche superiore
che quello bianco!), i legumi, ricchi di ferro,
il latte. Poco sale, niente fritti a favore
della cucina a vapore, al forno, al cartoccio
e beviamo molta acqua… senza disdegnare
il vino! Giuseppe Trapani, gastroenterologo
ed enologo, probabilmente consiglierebbe
“un buon rosso sui 12 gradi, due bicchieri
e mezzo al giorno, durante i pasti e non prima
dei 18 anni, a sviluppo inoltrato”. Ma
la tendenza che preoccupa maggiormente
è l’abuso di alcool tra i giovani. “Si sta
diffondendo una vera e propria cultura del
bindgedrinking, cioè fare baldoria bevendo
- dice il dott. Martino Massimiliano Trapani,
Consigliere d’Amministrazione della Sapienza,
Università di Roma - ma l’uso sconsiderato
di alcolici può provocare patologie
come la cirrosi, oltre ad essere un pericolo
per gli altri, quando questi ragazzi si mettono
al volante”.
 

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