CS_Tenute_Rubino vendemmia 2009_30_09_09.

30/set/2009 15.57.58 Gran Via Società&Comunicazione Contatta l'autore

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Nota Stampa

 

VENDEMMIA 2009 A TENUTE RUBINO:

LE PECULIARITA’ MICROCLIMATICHE DEL TERRITORIO

AL SERVIZIO DELLA QUALITA’ -

 “VINI BIANCHI FRESCHI E FRUTTATI,

PIU’ ELEGANZA E COMPLESSITA’ NEI ROSSI”.

 

Luigi Rubino: “Minore produzione ma grande qualità. Ci aspettiamo grandi cose da quest’annata particolare, dove le interazioni tra clima e territorio giocano un ruolo straordinario, soprattutto lungo la costa con la presenza del mare.”

 

La nuova frontiera dell’eccellenza enologia italiana si sposta sempre più a sud ed ha nel Salento una terra  d’elezione. La Puglia, negli ultimi dieci anni, ha fatto passi importanti verso il traguardo della grande qualità e, finalmente, inizia a infrangersi quel luogo comune  di arretratezza enologica e di produzione viticola centrata solo su quantità e rese per pianta.

Casella di testo:   Grappoli di Susumaniello

La pattuglia di produttori votati alla ricerca della qualità, per fortuna, si è arricchito dell’apporto di nuove cantine che, nel giro di cinque, dieci vendemmie, hanno saputo imporsi come marchi emergenti, portatori di una filosofia produttiva tesa a realizzare eccellenza e tipicità di territorio.

E’ nel vigneto che arriva la “rivoluzione”, dove si è intervenuti con più decisione, realizzando impianti moderni, applicando una viticultura mirata e selettiva, formando gli addetti ed investendo sulle varietà autoctone e, soprattutto, su quei vitigni a rischio di estinzione. Un percorso ancora in salita ma dove gli elementi di positività fanno presagire un notevole balzo in avanti del comparto dei vini di qualità di questa regione importante,  strategica per i destini del vino italiano nel mondo che, ricordiamo, è la prima regione italiana produttrice di uve da mosto.

 

Tra queste aziende spicca l’azienda Tenute Rubino nell’agro di Brindisi, con alle spalle una decina di vendemmie (vinificate con questo marchio) una migliore dell’altra, e un consolidamento di reputazione produttiva e di penetrazione di mercato che, di questi tempi, è assai raro scorgere, in un quadro di generale contrazione dei consumi e di difficoltà di mercato.

 

 

 

La vendemmia 2009 è davvero esemplare per capire quanto, nel Salento, sia davvero importante, ai fini della definizione dell’effettiva qualità dei vini, l’andamento climatico  registrato durante la fase invernale e primaverile prima e, dopo il germogliamento nel periodo primaverile estivo. In generale, possiamo dire che il 2009 passerà alla storia per le estese piogge che hanno caratterizzato tutto l’inverno e gran parte della primavera, piogge che si sono avute anche a giugno inoltrato.

Questa circostanza ha generato un raffreddamento complessivo dei terreni e un ritardo nella germogliazione delle piante di qualche settimana che, ovviamente, si è poi attenuato con il progressivo innalzamento delle temperature e il ristabilimento delle condizioni pedoclimatiche tipiche di questo territorio, a ridosso del mare e con suoli normalmente molto sciolti, profondi, quasi sabbiosi e in grado di drenare l’acqua in eccesso. Casella di testo:   Vigneto di Jaddico, nella dorsale adriatica  Questa specifica caratteristica dei terreni, soprattutto nelle Tenute di Jaddico e Marmorelle, ha consentito di gestire al meglio il rischio di peronospora  (alcuni casi si sono avuti nel Salento), e sono stati sufficienti i normali e preventivi trattamenti a base di zolfo per contrastarne la comparsa. Quindi uve integre e sane, ma con acini un po’ più piccoli e grappoli spargoli,  rispetto agli anni precedenti, in virtù del rallentamento dello sviluppo vegeto-produttivo delle piante intervenuto nella prima fase. 

Anche Tenute Rubino è in linea, quindi, con l’effettiva diminuzione delle quantità che oggi viene stimata, per la vendemmia 2009 in Puglia, ad un 10% in meno rispetto alla vendemmia  del 2008. A fare notizia però è la qualità: nonostante gli aspetti microclimatici e il passaggio repentino tra piogge e caldo, lo stato sanitario e l’accumulo zuccherino delle uve (soprattutto nelle varietà autoctone a bacca bianca) fanno avanzare previsioni più che ottimistiche sull’annata 2009. Parametri che rispecchiano in pieno l’andamento vendemmiale di Tenute Rubino e che fanno crescere, nello staff  tecnico dell’azienda salentina, i motivi di ottimismo.

 

“Le condizioni meteorologiche particolari, soprattutto a primavera - spiega Luigi Rubino - hanno sicuramente condizionato il normale svolgimento delle operazioni colturali e le lavorazioni del terreno e, quindi, il conseguente sviluppo vegetativo delle piante. Il ritardo, però, è stato colmato grazie al clima più favorevole dei mesi più caldi che ha, progressivamente, riequilibrato le condizioni vegeto-produttive, consentendo il regolare processo di maturazione delle uve. In cantina abbiamo portato uve con grappoli più piccoli ma ricchi e concentrati,  uve perfettamente sane e al giusto grado di maturazione. Avremo un po’ più di acidità nei bianchi e, quindi, una sensazione di maggiore freschezza e fragranza; nei rossi spiccheranno l’equilibrio e la nitidezza dei sentori varietali che troveremo, un po’ più tondi e morbidi, ragion per cui ci aspettiamo grandi cose da questa vendemmia”.

 

Nella sostanza, le condizioni meteorologiche registrate nelle quattro tenute agricole che compongono la base produttiva di Tenute Rubino, sono state gestite con piccoli interventi di natura agronomica e viticola, riducendo gli eccessi di germogliazione o non facendo diradamento, quando il carico produttivo per pianta era in linea con i parametri di produzione definiti per ciascun vigneto e ciascuna varietà impiantata. Un andamento climatico straordinario, almeno nella sua fase iniziale e che, via via si è andato regolarizzando, confermando il quadro qualitativo atteso per la vendemmia 2009. Un andamento climatico che ha un suo aspetto predominante nelle temperature, diurne e notturne, registrate nel periodo più prossimo alla raccolta, quando si stanno formando quelle componenti organolettiche e aromatiche fondamentali per ottenere vini di grande qualità. La cospicua escursione termica tra giorno e notte (10/12 C° in meno rispetto alle temperature più alte del giorno) e gli effetti di ulteriore raffreddamento che la brezza marina riesce a determinare sui vigneti impiantati vicino la costa, hanno avuto un peso importante nella definizione degli standard qualitativi delle uve, soprattutto per quelle a bacca rossa, dove pigmentazione e maturazione delle sostanze contenute nelle bucce hanno un’importanza primaria nella definizione degli standard qualitativi dei grandi vini rossi.

 

La vendemmia 2009 a Tenute Rubino - Le singole varietà  e il calendario di raccolta

 

La prima varietà ad essere stata raccolta, a metà di agosto, è lo Chardonnay. Lo sviluppo vegeto-produttivo delle piante  è  stato regolare nelle prime fasi di crescita per poi, rallentarsi, con il protrarsi delle piogge in tarda primavera, inizio estate. Questo ritardo è intervenuto nella fase di formazione degli acini, riducendone un po’ la grandezza. Con l’aumentare delle radiazioni solari e delle temperature, quel ritardo si è ridotto, riportando in linea il calendario di raccolta. Lo Chardonnay di Tenute Rubino ha offerto sin dalle prime verifiche in laboratorio, una qualità eccellente sia in termini di parametri analitici sia da un punto di vista organolettico.

L’annata in corso può segnare davvero la definitiva consacrazione del Vermentino di Tenute Rubino, l’ultima varietà introdotta nel patrimonio ampelografico dall’azienda, e che sta dando grandi soddisfazioni per l’accoglienza ricevuta dal mercato. L’alta qualità delle uve riscontrata a ridosso della raccolta - avvenuta nella prima decade di settembre -  fa presagire un vino assai fresco, intenso per profumi e dalla spiccata acidità. Nelle fasi antecedenti la raccolta, le uve si presentavano qualitativamente molto buone anche se la maturazione ha subito un leggero rallentamento nell’ultima settimana che ha leggermente ridotto il grado zuccherino delle uve. A rasserenare lo staff tecnico di Tenute Rubino sono stati gli ottimi valori di acidità totale e ph registrati nel campionamento e che sanciscono la buona qualità della vendemmia. Analoga la previsione per la Malvasia Bianca, la principale varietà a bacca bianca di Tenute Rubino, con un andamento vegeto-produttivo del tutto regolare e tempi di maturazione perfettamente rispettati: le uve, come è consuetudine, sono state raccolte nella prima decade di settembre.

 

Casella di testo:   Vendemmia a Tenute Rubino  Per le varietà a bacca rossa la raccolta è in pieno svolgimento, ma l’esame visivo, gustativo e di laboratorio compiuto sui campioni, consegnano un quadro prospettico di grande rilievo per qualità e rapporto acidità/zuccheri, seppur in uno scenario dove i tempi di maturazione, nello stesso vigneto e per la stessa varietà, sono stati differenti. Questa particolare e inusuale situazione è dovuta, essenzialmente, ad una differente interazione tra condizioni meteo, suolo e temperature  intervenuta proprio nella fase iniziale di germogliazione, determinandone  un netto rallentamento.   Lo sviluppo vegeto - produttivo delle varietali a bacca rossa è stato un po’ più complicato, ma la qualità delle uve non ne ha risentito. Le piogge di primavera hanno ostacolato le operazioni agronomiche nei vigneti che, avvenute successivamente, hanno ulteriormente rallentato la prima parte di crescita dell’apparato fogliare. Tutto questo ha dato vita ad una disformità dei grappoli nei diversi appezzamenti ma anche nelle varietà coltivate nello stesso appezzamento. È stato così soprattutto per l’autoctono Negroamaro. L’iniziale ritardo di germogliamento, colmato grazie ad un clima favorevole nei mesi caldi, non ha ricucito la disformità dei grappoli inizialmente rilevata, per cui non c’è stata una maturazione lineare della pianta.  La raccolta delle uve di Negroamaro è in corso e sarà ultimata entro i prossimi giorni. Allo stadio attuale della maturazione, l’integrità delle uve è buona e la tendenza all’accumulo di grado zuccherino, insieme  ai valori di acidità e pH, sembrano confermare per i rossi una buona annata.

Ultimo ad essere vendemmiato sarà il Susumaniello coltivato nella Tenuta di Jaddico. Un vitigno di antica tradizione che Tenute Rubino ha ripreso a coltivare con l’obiettivo di salvaguardare un’importante e rara varietà del panorama viticolo regionale. Un vitigno il cui sviluppo vegeto-produttivo è costantemente monitorato dall’azienda, secondo un disciplinare di produzione  rigoroso, attento a garantire una produzione di uve dallo straordinario impatto qualitativo.

Il Susumaniello - l’ultimo vitigno ad essere vendemmiato nel Salento -  ha avuto, anche quest’anno, una maturazione dei grappoli lenta e le influenze delle escursioni termiche in ambito marino - la brezza che soffia costantemente ne previene gli eccessi di umidità – ne hanno salvaguardato gli accumuli dei polifenoli e delle sostanze aromatiche. La vendemmia , è in fase di conclusione e allo stato attuale la qualità della produzione è ottima grazie anche al giusto rapporto tra superficie fogliare e produzione.

Grande attesa per il Primitivo: anche in questo caso le analisi pre-vendemmiali compiute sui campioni, ci raccontano di un grado di maturazione più uniforme rispetto al Negroamaro. Il germogliamento registrato nella prima settimana di aprile, sia nelle tenuta di Uggìo che a Punta Aquila, è risultato molto soddisfacente così come tutto lo sviluppo successivo delle piante.  Qualche problema è stato riscontrato solo in fase di allegagione, per via degli sbalzi termici registrati in quel periodo, innescando una sorta di diradamento naturale dei grappoli e, quindi, una minor resa per pianta.  La raccolta si è conclusa nella prima quindicina di settembre.

 

Brindisi – 30 Settembre 2009

 

L’Ufficio stampa

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