Acquacoltura e ricerca marina: La Francia si mobilita per sviluppare una pesca sostenibile

Acquacoltura e ricerca marina: La Francia si mobilita per sviluppare una pesca sostenibile Ottobre 2009 - Presente su tre grandi oceani (Atlantico, Pacifico e Indiano), la Francia è il secondo paese a livello globale per estensione del demanio marittimo, che copre un decimo delle barriere coralline mondiali.

19/ott/2009 10.37.14 CITEF - Ufficio stampa di Ubifrance in Italia Contatta l'autore

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Ottobre 2009 – Presente su tre grandi oceani (Atlantico, Pacifico e Indiano), la Francia è il secondo paese a livello globale per estensione del demanio marittimo, che copre un decimo delle barriere coralline mondiali.

La tavola rotondaGrenelle del mare” ha riunito a Parigi tra febbraio e luglio 2009 tutti gli operatori del settore al fine di definire “una strategia nazionale per il mare e il litorale”. Diverse misure sono state decise e pubblicate a fine luglio in favore delle energie marine, della biodiversità e della pesca sostenibile o ancora della governance del mare. Un disegno di legge basato sul lavoro della tavola rotonda dovrà nei prossimi mesi favorire lo sviluppo di pratiche di pesca sostenibili.
 
Biodiversità e pesca sostenibile
Gli operatori francesi hanno fissato una priorità : lo sviluppo di aree marine protette e in particolare di una grandissima, nella Polinesia francese, per contribuire all’obiettivo internazionale di 20 % delle acque protette nel 2020 e favorire la riproduzione dei pesci e degli habitat marini sensibili. In questo contesto verrà anche rinforzata la protezione concertata del santuario PELAGOS (spazio marittimo di 87500 km² oggetto di un accordo tra Italia, Monaco e Francia per la protezione dei mammiferi marini che vi vivono) . Diverse misure saranno studiate per migliorare la protezione di alcune specie come gli squali e il tonno rosso e per migliorare la selettività delle reti dei pescherecci.
Oggi la coltura delle alghe, l’allevamento di pesci, ostriche e cozze copre circa il 30% di tutti i prodotti del mare consumati in Francia. La percentuale raggiunge l’80% per i frutti di mare. La Francia è seconda in Europa con 43.000 tonnellate di trote prodotte ogni anno.
 
Più nello specifico, l’acquacoltura marina produce orate, branzini, rombi e salmoni (più di 8.000 tonnellate in totale, incluse 4.000 tonnellate di branzini), nonché molluschi (13.000 tonnellate di ostriche e 60.000 tonnellate di cozze).
Alcuni allevatori di ostriche vantano una tradizione di esportazione di lunga data. Ma crescono anche nuove società molto innovative come Britexa di Chateaulin (Bretagna), una piccola società con otto dipendenti che alleva e vende la crepidula, un mollusco molto popolare in Cina, Scandinavia e Russia.
 
L’Ifremer, istituto francese di ricerca per lo sfruttamento delle risorse marine, strutturato in cinque centri a Boulogne-sur-Mer, Brest, Nantes, Toulon e Tahiti e presente con 26 sedi sparse lungo le coste della Francia metropolitana e dei territori d’oltremare, è un centro all’avanguardia leader nella ricerca sull’acquacoltura, finanziato con un budget annuo di 235 milioni di €.   Fornisce agli operatori informazioni essenziali sui rendimenti delle colture marine, nonché sulla lotta contro le malattie che possono intaccare le risorse.
 
La ricerca è supportata da cluster industriali e scientifici di alto livello che contribuiscono allo sviluppo di nuovi prodotti ittici:  
- Il polo Aquimer, con sede nella parte orientale del Canale della Manica e sul Mare del Nord, ha lanciato Seamineroil, un programmada 2 milioni di € per lo sviluppo di nuovi prodotti marini;
- Il polo Mer Bretagne, nel rispetto per l’ambiente e grazie a rapporti con gli esperti dei migliori laboratori acquatici, sta sviluppando il progetto Ormeaux, centrato sull’allevamento dell’omonimo  mollusco, raro e prezioso, molto richiesto sul mercato giapponese e cinese;
- Il polo Mer PACA ha lanciato Aquapecten, un programma di ricerca applicata per definire un protocollo per l’allevamento della capasanta del Mediterraneo.
Per David Appia, Presidente e Amministratore Delegato dell’Agenzia francese per gli investimenti internazionali, “la Francia offre condizioni molto favorevoli, in termini di clima ed ecologia, per attrarre le aziende di acquacoltura che non riescono a trovare luoghi idonei nei loro paesi d’origine. I cluster francesi rappresentano una gamma di ecosistemi aziendali attraenti nei quali è possibile sviluppare prodotti innovativi, nel contesto delle nuove prospettive che il disegno di legge “Grenelle del mare” sta aprendo per questo settore .”

L’Agenzia francese per gli investimenti internazionali
promuove e sostiene gli investimenti internazionali in Francia. L’Agenzia dispone di una rete operativa in tutto il mondo e lavora in collaborazione con le agenzie per lo sviluppo regionale per offrire agli investitori internazionali opportunità di business e servizi personalizzati in tutta la Francia.
Per maggiori informazioni, scrivere a herve.pottier@afii.fr o visitare il sito www.investinfrance.org.
 
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