A Tenute Rubino i 5 Grappoli dell'AIS per il Torre Testa 2007

A Tenute Rubino i 5 Grappoli dell'AIS per il Torre Testa 2007 Nota Stampa A Tenute Rubino I 5 grappoli dell'AIS per il Torre Testa 2007 Luigi Rubino: "Il riconoscimento di Duemilavini amplifica i grandi passi in avanti compiuti dall'enologia del Salento, sempre più riconosciuto dal pubblico come un contesto produttivo d'eccellenza" Il Torre Testa 2007, il vino di punta dell'azienda Tenute Rubino, ottiene i 5 Grappoli dell'edizione 2010 della Guida AIS DUEMILAVINI, il massimo riconoscimento riservato ai fuoriclasse della produzione enologica italiana.

22/ott/2009 15.20.38 Gran Via Società&Comunicazione Contatta l'autore

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Nota Stampa

 

A Tenute Rubino

I 5 grappoli dell’AIS per il Torre Testa 2007

 

Luigi Rubino: “Il riconoscimento di Duemilavini amplifica i grandi passi in avanti compiuti dall’enologia del Salento, sempre più riconosciuto dal pubblico come un contesto produttivo d’eccellenza”

 

Il Torre Testa 2007, il vino di punta dell’azienda Tenute Rubino, ottiene i 5 Grappoli dell’edizione 2010 della Guida AIS DUEMILAVINI, il massimo riconoscimento riservato ai fuoriclasse della produzione enologica italiana. Il lusinghiero giudizio espresso dalla guida dell’Associazione dei Sommelier Italiani (ottenuto precedentemente da Tenute Rubino anche con il Torre Testa annate 2001 e 2006 e con il Visellio 2001 -2004), sottolinea l’importanza del progetto produttivo messo in campo dall’azienda brindisina, interamente centrato sulla produzione di vini di qualità, in un territorio, come quello del nord del Salento, particolarmente vocato alla coltivazione della vite.

 

Negli ultimi anni l’attenzione degli esperti e dei winelovers più esigenti si è accesa su quei vini autoctoni, dalla grande personalità che, estranei a quel fenomeno globale di omologazione dei vini,  riescono ad affermare una propria dimensione varietale ed organolettica e a richiamare l’attenzione della critica enologica. Il Torre Testa, Susumaniello vinificato in purezza, è uno di questi vini italiani, di territorio, che ha impresse nel proprio DNA queste caratteristiche.

 

Diventato l’emblema della filosofia produttiva di Tenute Rubino, iniziata dieci anni fa da Luigi Rubino, il Torre Testa è un vino esemplare, capace di trasmettere il valore di una produzione d’eccellenza di un territorio straordinariamente legato alla coltivazione della vite e con condizioni pedoclimatiche estremamente favorevoli, dove l’influenza dell’ambiente marino assume una connotazione specifica davvero interessante e innovativa, inserendo la Puglia, ed in particolare le terre salentine, nel panorama delle zone produttive d’eccellenza in Italia.

 

“Il Torre Testa è un vino simbolo per Tenute Rubino – spiega Luigi Rubino, titolare dell’azienda – capace di generare un effetto di attrazione indiscutibilmente importante e che, vorremmo, sempre più esteso alle produzioni di vini autoctoni della nostra terra. Negroamaro, Primitivo, Susumaniello i vitigni più conosciuti, ma non dimentichiamo le malvasie bianca e nera, l’Aleatico e le varietà italiote che da secoli contraddistinguono i vigneti del Salento. Il riconoscimento ottenuto dalla prestigiosa guida dell’AIS – afferma Luigi Rubino – ci sprona a proseguire con più impegno il cammino intrapreso verso un concetto di qualità più complessivo e che deve estendersi anche al marketing e alla comunicazione. Insomma non basta produrre buoni vini, dobbiamo saperli valorizzare sui mercati e comunicarne bene il valore e l’unicità. Il grande pubblico deve ancora  in parte scoprire il valore enologico della Puglia – conclude Luigi Rubino – e il riconoscimento dato da Duemilavini al Torre Testa può costituire un nuovo stimolo a conoscere questi territori vitivinicoli, le aziende produttrici e i loro vini. Non smetto mai di richiamare ciò che ha scritto sulla Puglia “The Wine Advocate”, la rivista diretta da Robert Parker,  affermando che le varietà autoctone del Salento (Susumaniello, Negroamaro e Primitivo su tutte) possono costituire una felice scoperta e sorpresa per quanti ricercano nei grandi vini identità e piacevolezza, eleganza e territorio”.

 

Brindisi, 21 ottobre 2009

 

L’Ufficio Stampa

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