Ethiopia Sidamo: la culla dell'aroma

Gli esperti sembrano concordare sul fatto che Kaffa, la regione occidentale del paese, rappresenti il luogo d'origine della coffea, la pianta del caffè; la bevanda consumata inizialmente era una sorta di succo estratto dai semi della pianta che veniva utilizzato anche come medicinale grazie ai suoi effetti stimolanti.

26/ott/2009 11.02.15 AromaPolti Contatta l'autore

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Se il caffè fosse una religione, l’Etiopia sarebbe la Terra Santa.
Gli esperti sembrano concordare sul fatto che Kaffa, la regione occidentale del paese, rappresenti il luogo d’origine della coffea, la pianta del caffè; la bevanda consumata inizialmente era una sorta di succo estratto dai semi della pianta che veniva utilizzato anche come medicinale grazie ai suoi effetti stimolanti.

La diffusione del caffè ricavato dai primi processi di tostatura e macinatura, sarebbe stata favorita fortemente dalla cultura islamica ed i mercanti del tempo avrebbero trasportato le piante attraverso il Mar Rosso e dato il via alle prime piantagioni vere e proprie nel sud della penisola arabica, dove si trova l’attuale Yemen.
Esistono tuttavia altre leggende più o meno pittoresche attorno alla diffusione del caffè: la più popolare vede come protagonista un pastore di capre etiope, Kaldi, ed il suo gregge; si racconta che dopo essersi nutrite di bacche di caffè, le capre abbiano passato la notte vagabondando vivacemente e destando quindi l’interesse del pastore che mise in infusione i chicchi abbrustoliti e macinati della pianta. Un’altra credenza vuole che l’uso della bevanda sia stato diffuso dai monaci di Addis Abeba che la utilizzavano per tenersi svegli durante le lunghe veglie.
Le fantasie misteriose che avvolgono la nascita del caffè non fanno altro che dimostrare quanto profondamente questa bevanda abbia conquistato la mente ed il cuore dei suoi fan più appassionati.

La raccolta del caffè in Etiopia avviene sia attraverso il metodo naturale che quello lavato; nel primo caso le drupe vengono fatte seccare completamente prima di prelevarne i chicchi, mentre nel secondo caso la polpa del frutto viene «lavata» via ed i semi vengono fatti seccare separatamente. L’obiettivo del metodo lavato, molto più dispendioso, è di eliminare da subito tutte le impurità e possibili drupe troppo mature in modo da ottenere un aroma più pulito e bilanciato.

Tra i tradizionali caffè etiopi, un posto di rilievo è occupato dal famoso Sidamo, coltivato tra i 1500 ed i 1800 metri sugli altipiani di origine vulcanica dell’omonima regione nel sud del paese, al confine con il Kenya.
Questo particolare caffè si è affermato rapidamente sia per la particolarità del gusto, che si differenzia notevolmente rispetto alle altre varietà, sia soprattutto per l’incredibile ampiezza dell’aroma; alla degustazione si coglie infatti un numero sorprendente di profumi e sapori, dalla frutta ai fiori, alle erbe aromatiche, dal cacao al miele e alla frutta secca (mandorle, nocciole, pistacchi), il tutto in un susseguirsi di sensazioni perfettamente equilibrate.

Molto spesso i chicchi di Sidamo vengono utilizzati come base per le migliori miscele; AromaPolti, invece, ha voluto intrappolare la natura elegante e selvaggia di una singola piantagione in una capsula di caffè Ethiopia Sidamo al 100%.
Dopo il successo del preziosissimo Jamaica Blue Mountain, il nostro viaggio di scoperta prosegue sotto il sole dell’Africa con questo apprezzatissimo monorigine che regalerà un pizzico di avventura al vostro rituale mattutino.

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