Domitalia festeggia 20 anni di attività: Ferluga racconta il successo di oltre 4.000 clienti e le tante sfide vinte.

18/dic/2009 11.10.50 Blu Wom Contatta l'autore

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Dal 1989 ad oggi Domitalia, ex IMS Italia, rispecchia una delle realtà modello del Friuli Venezia Giulia in grado di affrontare brillantemente 20 anni di attività, lanciandosi sempre in nuove sfide, cercando costantemente la via dell’innovazione, ripensandosi ogni volta per soddisfare l’esigenze di un consumatore che cambia molto velocemente. Dalla produzione in solo legno, aggiungendo poi il metallo e i polimeri plastici, al lancio nel settore del contract, fino all’acquisizione aziendale dalla holding tedesca. Ferluga racconta come ha fatto sua Domitalia SPA: 100% Made in FVG.

 

Ims Italia è nata nel 1989, nel giorno del mio compleanno, il 19 dicembre. Se vado a rivedere le nostre collezioni dell’epoca, quasi non credo ai miei occhi. Producevamo solo sedie completamente in legno, le tipiche sedie che si fabbricavano nella zona. Mi sentivo un vero Don Chisciotte lanciato alla conquista dell’Italia, patria del design, con prodotti così tradizionali ma ho sempre amato le sfide e, vuoi per capacità, vuoi per intuito e anche per un po’ di fortuna, questa l’ho vinta, facendo una serie di scelte importanti.” Commenta così l’importante traguardo dei 20 anni, Alessandro Ferluga, Presidente di Domitalia oggi, IMS Italia fino a qualche anno fa.

Domitalia si è distinta negli anni sviluppando modelli che incontrassero il gusto italiano, sganciandosi almeno in parte dalla produzione IDExport e acquisendo un’identità peculiare. In pochi anni la collezione disegnata e prodotta da Ims Italia per il mercato nazionale ha incontrato anche il gusto dei consumatori esteri e così ha iniziato a vendere in tutto il mondo.

Alla fine degli anni ’80 nel Manzanese venivano prodotte solo sedie, Domitalia è stata tra i primi a pensare di abbinare anche una produzione di tavoli e di semplici mobili (buffet a 2 e 3 porte) per completare una piccola gamma di proposte per arredare il soggiorno. Le prime collezioni sono caratterizzate dall’uso esclusivo del legno mentre con il passare degli anni, la produzione si è adeguata alle tendenze del mercato, sviluppando prima prodotti misto legno-metallo e poi anche prodotti realizzati con diversi tipi di polimeri plastici.

In tutta quest’evoluzione alcuni prodotti hanno lasciato il segno. “Penso al modello Scala, una sedia di cui, negli anni d’oro, vendevamo oltre 120.000 pezzi l’anno, quasi 400 al giorno – ricorda Ferluga - numeri oggi assolutamente impensabili per un unico prodotto”.

Questo dice molto sull’evoluzione del mercato e sulla frammentazione degli articoli: ormai il ciclo di vita di un prodotto si accorcia sempre più, spesso anche per questioni di necessità. Non appena un modello viene copiato dai cinesi, bisogna svilupparne già uno nuovo ed essere pronti a lanciarlo sul mercato per essere sempre competitivi, senza fermarsi mai.

Tra il ’93 e il ’94 Domitalia vince un’ulteriore sfida: il Contract. In una zona in cui venivano prodotte sedie unicamente per l’uso residenziale, l’azienda si è confermata tra le prime del settore “casa” a sviluppare anche una linea specifica dedicata esclusivamente al Contract, entrando così in un settore nel quale operavano e tuttora operano poche, selezionate aziende che personalizzano completamente il prodotto con dettagli, finiture e tappezzerie per ogni specifica commessa.

 

Da sempre ho cercato di instaurare un rapporto di cordiale amicizia con i nostri clienti – prosegue Ferluga - e proprio questo rapporto diretto e di reciproco rispetto spiega come tra i nostri oltre 4000 clienti alcuni, acquisiti nell’89, abbiano fatto un ininterrotto percorso di crescita e cambiamento insieme a noi. Non posso non ricordare che qualcosa di simile è accaduto anche con i miei collaboratori. All’inizio eravamo in pochi e alcuni di loro lavorano tutt’ora in azienda. Il mio rapporto con i dipendenti è sempre stato aperto e basato sul rispetto: esigente, ma non intollerante. ”

Quest’ultima crisi, che senza dubbio è stata la più dura tra quelle affrontate nella zona del Manzanese dall’inizio della società, ha sicuramente provato tutti, ma ha anche permesso a Domitalia di essere più consci della forza e delle possibilità intrinseche dell’azienda e dei suoi collaboratori.

 

Conclude Ferluga: “Per finire, sono tante le soddisfazioni che ho avuto in questi 20 anni, ma sicuramente la più grande è stata quella provata due anni fa: dopo diversi tentativi, ho potuto acquisire, come desideravo, la proprietà della società da me creata nell’89 e ho voluto farlo insieme a chi in questi anni mi ha aiutato concretamente affinché il sogno si realizzasse. Le sfide del futuro saranno ancora molte e Domitalia è proiettata verso progetti legati alla tutela dell’ambiente, a modelli e cicli produttivi eco-compatibili che rappresentano la garanzia di un abitare naturale. Comfort, design, tecnologia ed ecologia: queste sono le nostre linee guida per il futuro.”

 


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