Le antiche nuove tradizioni a Oniricalab

14/feb/2012 12.36.42 Alba - Prima posizione Srl Contatta l'autore

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Oniricalab continua a ricevere buone critiche sia dal pubblico che visita i vari workshop e mostre proposte che dagli esperti e professionisti del settore design, che trovano in questo appuntamento che da ottobre e fino alla sua chiusura il mese di giugno portano a Verona una visione alternativa dell’arte, dell’utilizzo dei materiali e del fai da te Verona.

Il festival, che è nato nel 2009 con la intenzione di diffondere la cultura del fare con le mani e non con il computer, del ritorno alle tecniche artigianali e dell’utilizzo di tecniche e materiali naturali e a basso impatto ambientale, è arrivata a questa sua terza edizione con una ampia varietà di partecipanti arrivati da tutto il mondo e con una offerta espositiva e formativa decisamente significativa.

L’evento-laboratorio, organizzato dalle associazioni Fuoriscala, OndeQuadre e Reverse, ha proposto questo anno interessanti progetti basati su nuove forme di espressione come AnatoMY. I designer di Sovrappensiero Design Studio esplorarono gli ultimi giorni di gennaio il corpo umano come veicolo di pensieri e sensazioni e il rapporto che si instaura tra di lui e la percezione che abbiamo di noi stessi.

Tastefull, tenuto a ottobre, è stato un’altro dei workshop con più successo di questa edizione. Tenuto dallo studio FormaFantasma, Tastefull ha analizzato non solo le ultime tendenze alternative nel mondo del food design ma anche l’utilizzo di questo come materia prima per la produzione di oggetti quotidiani e di decorazione. In particolare, il workshop di cinque giorni nell’ambito del festival Verona si è strutturato in base a tre interpretazioni, quella del cibo come fonte di colore, come ispirazione per nuovi metodi produttivi e come fonte di ispirazione estetica.

La prima curiosa iniziativa ha visto alcuni piatti della cucina veneta tradotti in tovaglie di colore ottenute dalla bollitura e filtraggio di ingredienti come lo zafferano, il vino e i piselli, mentre la seconda ha esposto la creazione di un polimero naturale a base di patate e mais capace di diventare packaging nutritivo per le piante. La terza ed ultima interpretazione ha usato il cibo come veicolo creatore di arte e articoli di design come gioielli, e ha persino visto la nascita di un nuovo typefont creato a base di cibo, dove le lettere sono gli ingredienti delle ricette.

Prima della chiusura all’inizio dell’estate, due appuntamenti da non perdere. Dal 26 al 31 Marzo i tedeschi di Umschiten proporranno un workshop sullo sviluppo e l’ottimizzazione degli spazi in ottica di design sostenibile, e dall’8 al 13 maggio sarà possibile partecipare alle sedute con Dario Pegoretti, acclamato designer e artigiano di biciclette.

Un festival quindi tutto da scoprire per tutti quelli che apprezzano le cose fate come una volta ma con lo spin moderno delle generazioni più giovani, per gli amanti dello slow food e delle tecniche tradizionali di produzione, e in generale per tutti quelli curiosi che visitino Verona durante questi mesi e che cerchino un modo diverso di conoscere la cultura veneta.

A cura di Alba L

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