Breve guida alle assicurazioni vita per la tutela del nucleo familiare

19/mar/2012 17.24.37 Alba - Prima posizione Srl Contatta l'autore

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Il mercato delle assicurazioni è uno dei più complessi di fronte al quale una persona possa trovarsi. Probabilmente è solo in competizione con i mutui e altri prodotti bancari nell’insieme di servizi finanziari che più confondono le persone e per i quali una quantità di tempo significativa è necessaria per informarsi, valutare e scegliere tra le molteplici e complesse alternative a disposizione.

Un esempio classico che devono affrontare molte persone, soprattutto quelle con figli a carico, è la sottoscrizione di una polizza vita. Le società assicurazioni e le formule disponibili sono quasi infinite, con combinazioni di tempistiche, eventualità e ammontare dei premi che variano in funzione di altri tanti parametri, alcuni dei quali sono fuori dal controllo del contraente.

In genere si possono distinguere tre tipi di assicurazioni vita, all’interno delle quali esistono modalità di versamento e copertura diverse. Tutte hanno comunque lo stesso obiettivo, quello di tutelare uno o più persone di fronte ad avvenimenti che ne possono minare il benessere, quale la morte di un membro della famiglia o un incidente che invalidi la persona che apportava il maggior numero di ingressi al nucleo famigliare.


La polizza vita caso vita è uno dei tipi più comuni ad essere sottoscritti perché funziona anche come strumento di integrazione alla pensione pubblica. Questa copertura non prevede un premio alla morte della persona assicurata, ma sì che se questa persona dovesse decedere nel periodo di validità dell’assicurazione, i suoi beneficiari riceverebbero il capitale versato. In caso che la polizza scada e l’assicurato sia ancora in vita, si può scegliere di ricevere i premi versati più gli interessi in forma di unica tantum oppure come rendita vitalizia, una soluzione che scelgono molte persone al fine di supportare gli ingressi provenienti dalla pensione statale.


La polizza vita caso morte si differenzia principalmente dalla precedente per non versare nessun premio nel caso la persona assicurata sia ancora in vita alla scadenza del contratto assicurativo. Di conseguenza, lo strumento è quello che risponde al meglio alla copertura dell’eventualità di morte in modo sostanzioso di, in genere, la persona che sostiene una famiglia. Non essendo recuperabile il capitale versato in caso di vita, i premi da versare ai beneficiari degli assicurati per i quali effettivamente si verifica l’avvenimento è più alto.


Infine, le polizze vita miste proposte dalle compagnie e broker assicurativi prevedono le due eventualità sopracitate e quindi stabiliscono il versamento di premi sia nel caso la persona sia ancora in vita alla scadenza dell’assicurazione vita che se non lo è. In tutti e due i casi i premi saranno versati in forma di tantum unica o in modalità di rendita differita, ma saranno in genere più bassi che quelli ricevuti dalle assicurazioni caso vita e caso morte. Queste tendono ad abbinarsi a rischi come le malattie e gli infortuni, la compagnia assicuratrice pagando un ammontare maggiore nel caso si verificassi una di queste eventualità previste nella polizza.


L’arrivo di figli, l’apertura di mutui e le purtroppo più che mai presenti minacce sul sistema delle pensioni pubbliche fanno che in molti casi sia necessario tutelare la propria vita e quella dei propri cari con strumenti aggiuntivi come le assicurazioni vita. Una analisi delle alternative presenti in mercato e degli effettivi rischi e conseguenze, così come del livello di sicurezza desiderato, sono la chiave per optare per la soluzione che lascerà tutta la famiglia più serena.


A cura di Alba L
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