Modelli vintage di biciclette: il Cycle Chic sbarca in Italia

18/mag/2012 08.23.16 Alba - Prima posizione Srl Contatta l'autore

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Da qualche anno a questa parte si verifica nelle strade delle grandi capitali europee un fenomeno che ha rivoluzionato ed unito allo stesso tempo  due mondi come i trasporti e la moda. Si tratta del Cycle Chic e quindi della pratica, solitamente in città, del ciclismo non come sport ma come soluzione alternativa per la mobilità senza però rinunciare allo stile personale e alle ultime tendenze del mondo della moda.

 

Così, fanno furore i modelli vintage di biciclette e tutte le sue varianti, dal velocipede olandese alla mitica Graziella con mille accessori e complementi (vedi cestini) che riflettono lo stile del ciclista e addirittura completano il look.

 

Il concetto del Cycle Chic è rinato nel 2006 dalla mano del canadese Mikael Colville-Andersen, che ha creato un blog al più puro stile Street Style di Fashionista dove postava fotografie dei ciclisti che incontrava per strada con mise quanto meno poco tradizionali da indossare sopra le due ruote e cioè vestiti urbani, di ogni giorno, indossati normalmente per andare la lavoro o a bere un aperitivo. Il blog è inoltre fonte indispensabile di informazioni per gli amanti del ciclismo in città già che viene regolarmente aggiornato anche con le ultime novità in termini di legislazioni e regolamenti nelle varie capitali europee.

 

Nelle città del Nord dell’Europa come Copenhaghen, dove le biciclette nelle città sono un elemento in più del tradizionale paesaggio urbano, dove esistono piste ciclabili praticamente dappertutto, dove i ciclisti vengono rispettati e considerati nelle strade e dove le bici pieghevole affiancano zaini e borse nelle aule universitarie, il cycle chic trova la sua massima espressione, ma lo fa anche in Italia e nel resto del mondo anche grazie al supporto che attrici e modelle come Jessica Alba e Agyness Deyn hanno dato al movimento spostandosi regolarmente e con stile in bicicletta nelle loro città.

 

Ora è quindi il turno dell’Italia, che sebbene non offra oggi le infrastrutture necessarie per fare un uso estensivo della bicicletta nelle città, ha comunque alcuni dei requisiti che la rendono ideale alla pratica del ciclismo con stile: bel tempo, pianure e una popolazione studentesca che è tra le più alte della regione mediterranea. Gli studenti sanno di cosa parliamo: che sia perché molti si spostano a nuove città e lasciano la propria macchina a casa, o perché di fatto l’economia degli studenti non è particolarmente comoda, le biciclette ibride o tradizionali si presentano come l’alternativa più conveniente.

 

Non solo per andare a scuola o in università, ma anche per uscire la sera, in città come Padova troverete centinaia di giovani arrivati da tutta l’Europa che si spostano le mattine alle facoltà di Portello e del centro storico e che di notte prendono le strade, libere di macchine, per andare al pub di turno o fare la serata in discoteca. Il tutto sempre con stile, per onorare ancora una volta il culto del cycle chic.

 

A cura di Alba L

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