Alle origini dell'archeologia, la collezione di Jacopo Muselli in mostra a Verona

03/lug/2012 15.40.52 serenapp Contatta l'autore

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I turisti ma anche gli italiani che quest’estate passeranno nei pressi della città di Verona, avranno l’occasione di visitare una mostra che si annuncia come unica nel suo genere e che è rivolta soprattutto agli amanti dell’archeologia e della numismatica.

Fino al 30 Settembre infatti sarà possibile vedere la collezione di reperti archeologici di Jacopo Muselli, in mostra al museo archeologico di Verona presso il Teatro Romano; una parte della collezione infatti è normalmente visibile in mostra permanente all’interno del museo, mentre per il periodo estivo, sarà disponibile per intero nella stupenda e suggestiva cornice del Museo del Teatro Romano.

La mostra, intitolata “Alle origini dell’archeologia: nel Settecento fra Scavo e Collezione” è un’occasione unica per capire appieno quello che è stato uno dei periodi di maggiore attività culturale a Verona: il Settecento fu un periodo di incessante fervore culturale, durante il quale fra la nobiltà dell’epoca si diffuse la moda della ricerca dell’antichità e del collezionismo antiquario; una delle figure che diedero maggiore spinta alla ricerca in questo settore fu Scipione Maffei, che istituì a Verona uno dei più antichi musei archeologici al mondo, il Lapidario Maffeiano. Altra grande figura che lasciò il segno nella storia dell’archeologia fu l’astrologo e archeologo Francesco Bianchini, esperto di antichità di Papa Clemente XI.

Alla morte di Bianchini le sue collezioni furono acquisite da Jacopo Muselli, nobile veronese appassionato di archeologia e di numismatica, che acquisì anche parte delle collezioni di Maffei stesso. Forse nel tentativo di emulare il Bianchini- di cui era un ammiratore folle- Muselli si dedicò anche ad alcune campagne di scavi archeologici nel territorio veronese, portando alla luce, nel territorio di Raldon –Presso San Giovanni Lupatoto- una necropoli a cremazione con sepolture risalenti al I-III secolo d.C. che conservava in ottimo stato vari corredi funebri contenenti far le altre cose delle fibule, balsamari in vetro e un’anfora utilizzata come contenitore funerario. Durante altri scavi scaligeri, Muselli trovò i resti di un’antica villa risalente probabilmente alla tarda epoca romana, che all’epoca scambiò per un’abitazione di tipo modesto, e dalla quale emersero alcune monete di età augustea entrate a far parte della collezione in esposizione al museo archeologico di Verona.

La mostra sarà un’ottima occasione per visitare uno dei musei cittadini più affascinanti, che eccezionalmente, aprirà al pubblico l’intera collezione del Muselli, che si caratterizza per la varietà di reperti che la formano: presenti sia oggetti di uso quotidiano che oggetti rari e bizzarri come ad esempio una mano di bronzo che stringe un astragalo, un osso dell’articolazione di un animale- oggetto usato comunemente in epoca romana alla stregua di un dado da gioco- una serie di timbri utilizzati per la marchiatura del cibo, un buon numero di strumenti di lavoro casalingo come sonagli, campanelle, chiavi, ampolle in vetro e giochi in bronzo per bambini, mentre il pezzo di maggiore interesse è certamente la piastrina identificativa di uno schiavo.

Inoltre la mostra sarà anche l’occasione per visitare- per chi non l’avesse ancora fatto- la bellissima location del Museo Archeologico di Verona presso il Teatro Romano: il museo è infatti allestito all’interno di un antico monastero costruito sul Colle San Pietro, che offre – dalla sua terrazza- una rarissima vista su Verona.



Serena Rigato

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