Articolo: Una fiera che vola alto

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27/gen/2009 08.40.37 Di Mano in Mano soc coop Contatta l'autore

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Gli angeli, con la loro natura di figure intermedie tra cielo e terra, hanno sempre avuto un posto di rilievo nell’arte sacra a partire dal periodo paleocristiano fino ai giorni nostri: protagonisti o spettatori nella raffigurazione di scene dall’Antico e dal Nuovo Testamento, raffigurazioni pittoriche e scultoree di questi esseri misteriosi, eppure così vicini alla sensibilità popolare (basti pensare alla diffusione del culto dell’Angelo Custode e al culto antichissimo dei tre Arcangeli, Michele, Gabriele e Raffaele) hanno accompagnato l’evoluzione del gusto nel corso dei secoli e ornato altari di Chiese e Cappelle in ogni angolo del mondo Cristiano.

Il modo di rappresentarli ha subito nel tempo grandi variazioni: semplici figure di giovanetti nei primi secoli, hanno acquisito il loro caratteristico attributo, le ali, solo nel V secolo, per suggerire l'idea della loro velocità e della loro natura aerea. Benché asessuati, hanno un aspetto tendenzialmente femminile; sono adolescenti o addirittura fanciulle e generalmente portano vesti ampie e sciolte. La loro natura di esseri soprannaturali in comunicazione con il mondo degli uomini, con tutta la carica emotiva e il potenziale di rappresentazione fantastica che questa loro posizione intermedia riesce a suggerire, ne fa sicuramente un soggetto amatissimo nel periodo barocco: il bisogno di toccare l’animo dei fedeli, soprattutto dei più umili e semplici, che caratterizza l’arte sacra del periodo della Controriforma cattolica, quasi catechismo per immagini a contrastare le spinte del protestantesimo che premeva alle frontiere, trova nella rappresentazione degli angeli, modelli di perfezione celeste, un tramite ideale. Il bisogno di puntare soprattutto al sentimento dello spettatore porta a preferire la figura del bambino/giovinetto alato, con una sovrapposizione iconografica alla raffigurazione degli amorini di classica memoria dei contemporanei soggetti profani: del resto entrambe le figure, l’angelo e il piccolo Cupido, sono per l’uomo messaggeri di un Amore sentito come dono del cielo.

La coppia di Angeli in legno laccato e dipinto in policromia (altezza cm.140) che verrà presentata in occasione della Fiera dell’Antico in programma dal 13 al 15 Febbraio nella nostra sede di Milano risponde perfettamente a questo clima culturale: su una base esagonale decorata da foglie di palma dorate, si presentano le figure di due giovinetti, il corpo in appoggio su una gamba, l’altra morbidamente piegata. Le braccia sono rialzate, in atteggiamento quasi mistico, a reggere probabilmente dei ceri. Le grandi ali, finemente scolpite, il gonnellino piumato che cinge loro i fianchi, i calzari a stivaletto e i capelli morbidamente ondulati sono dorati. Un pezzo di notevole fattura che il pathos della rappresentazione e i particolari di lavorazione portano a datare più al XVII che al XVIII secolo. Un esame più accurato rileva la presenza di un massiccio intervento di restauro in un momento imprecisato della storia di questo pezzo: al disotto dello strato superficiale di gesso colorato si può intravvedere in diversi punti il rivestimento originale, recuperabile con un lavoro di restauro che ripristini l’aspetto primitivo delle due figure. Esiste addirittura il dubbio che il torso nudo dei due angeli nasconda la presenza di una corazza, dorata, in coerenza con la foggia dei calzari a stivaletto, di gusto militare, tipici, proprio nell’abbinamento alla corazza, della tradizionale rappresentazione di Michele, l’Arcangelo guerriero, uccisore del Drago. La provenienza geografica di queste sculture resta incerta: la storia di questo ultimo secolo ce le fa trovare in una villa in Campania, lo stile ci riporta probabilmente all’area Romana.

Non resta che venire ad ammirarli nello scenario di numerosi altri pezzi di antiquariato, preziose ed eleganti reminiscenze di un passato che ancora così tanto calore può dare al nostro presente.

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Re Cecconi Pierantonio
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