“L'Italia del Recupero”

28/ott/2005 12.26.40 Andrea Pietrarota Contatta l'autore

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ECOMONDO 2005: “L'Italia del Recupero”
Rimini, 28 ottobre ’05 - Il quadro dell’”Italia che ricicla” che emerge
dalla ricca sessione di convegni e presentazioni che si stanno tenendo in
questi in giorni in occasione della Fiera Ecomondo (a Rimini dal 26 al 29
ottobre) disegna finalmente un panorama che non si può che descrivere in
termini positivi.

Sono diversi i settori in cui le raccolte differenziate delle diverse
tipologie di rifiuti il nostro Paese non è più il fanalino di coda
rispetto a stai di grandi tradizioni ecologiste come i Paesi nordici, ma
anzi “L'Italia del Recupero” comincia a distinguersi come una delle realtà
nazionali con le migliori performance, Un'indagine sull'universo del
riciclaggio è stato promosso dall’UNIRE (Unione Imprese di Recupero),
l’Associazione che aderisce a FISE - Federazione Imprese di Servizi - ed è
stato realizzato con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, del
Ministero delle Attività Produttive e di Apat, in collaborazione con
l’Osservatorio Nazionale sui Rifiuti e con il contributo di Conai ed
Ecomondo.

“I dati registrati nel 2004”, dichiara il Presidente Unire Corrado
Scapino, “mostrano anche per quest’anno l’incremento a livello generale
dalle raccolte differenziate anche tramite ingiustificati ampliamenti
delle assimilazioni dei rifiuti da attività economiche a quelli urbani
operate dagli Enti Locali. A tale incremento non è corrisposta una pari
crescita delle quantità riciclate in ragione, per alcuni settori, del
mancato sviluppo della domanda: condizione che ha comportato, peraltro, la
non piena utilizzazione della capacità di valorizzazione dei rifiuti
istallata nel nostro Paese”.

Rispetto agli anni precedenti si riscontra un aumento delle esportazioni
dirette verso paesi extraeuropei (solo per il macero la Cina ad esempio ha
importato dall’Italia 40.000 tonnellate nel 2004), riscontrando nel
contempo un orientamento a privilegiare la domanda verso selezionate
tipologie di rifiuto.

Questo settore, oltre a rappresentare una risorsa non secondaria per
l’economia italiana in termini di materie prime ed energia risparmiata,
offre un contributo importante nell’ambito degli impegni di Kyoto,
considerato che l’Italia detiene la maglia nera per il mancato rispetto
degli accordi sulla riduzione delle emissioni climalteranti. Nel solo
settore della plastica, ad esempio, grazie al riciclo si sono evitate
emissioni di gas ad effetto serra per circa 105 milioni di tonnellate.
Tale sarebbe stato, infatti, l’inquinamento immesso nell’ambiente se si
fosse prodotto un quantitativo di nuove materie plastiche pari a quello
riciclato.

In particolare per i settori interessati da apposite normative speciali
basate sulla responsabilità del produttore del bene, Unire ritiene che
solo con il pieno coinvolgimento di tutta la filiera e quindi anche dei
recuperatori, possono essere assicurate soluzioni efficaci ed economiche
per il raggiungimento degli obiettivi di recupero.

Questi le principali evidenze nei singoli settori del recupero dei
differenti rifiuti:

Carta
Il 2004 per il settore del recupero carta potrebbe essere definito come
“l’anno del sorpasso”. E’ stato infatti l’anno in cui, come da previsioni,
la raccolta di macero nazionale ha superato il consumo di macero da parte
delle cartiere di 100mila tonnellate. Il comparto presenta sostanziali
differenze nell’andamento dei tassi di raccolta, utilizzo e recupero: il
tasso di raccolta presenta una progressione di 8 punti percentuali a
partire dal 2000 (dal 41,2% al 49,2%), il tasso di recupero cresce del
2,4% (dal 45,9% al 48,3%), mentre l’utilizzo è sostanzialmente stazionario
(55,8% nel 2000-56,6% nel 2004). La raccolta differenziata cresce
soprattutto al Sud.

Vetro
L’Italia si conferma il terzo paese produttore di imballaggi in vetro in
Europa Occidentale (dopo Germania e Francia) raggiungendo le 3.582.777
tonnellate. Tuttavia le raccolte non riescono a intercettare quantitativi
di rifiuti equivalenti a quelli registrati nel nord Europa. Dal censimento
emergono dati discordanti con quelli registrati da COREVE, che segnalano
una riduzione dei flussi da raccolta differenziata che cresce a ritmo più
lento nel sud del Paese dove rappresenta solo il 15% del totale.

Gomma
L’Italia mantiene anche nel 2004 il triste primato come Paese che in
Europa recupera la minor percentuale pneumatici fuori uso. La quota di
recupero di materia del nostro Paese sul totale dei pneumatici usati,
circa 410.588 tonnellate quest’anno, è inferiore alla media europea (il
nostro 6% contro il 25% circa in U.E.), mentre quella destinata alla
discarica ancora troppo elevata rispetto alla media europea (47,5% in
Italia contro il 25% circa in U.E.), nonostante il calo dal 51% registrato
lo scorso anno. In linea con la media europea, invece, sono la quota
destinata alla ricostruzione (12,94%) e quella al recupero energetico
(27,20%). Tra le altre destinazioni dei pneumatici usati: materie prime
secondarie 6,03%, export 2%, stoccaggi censiti (4,33%).

Autodemolizione
Nel 2004 sono stati demoliti 1.473.416 veicoli (-8,4% rispetto al 2000)
per un totale di più di un 1 milione di tonnellate di materie recuperate.
Anche nei primi mesi del 2005, sino a maggio, la tendenza si è confermata.
Mediamente circa il 25% (in peso) dei veicoli demoliti viene smaltito in
discarica, mentre quasi il 75% viene reimpiegato (circa il 5%) e
recuperato. Quasi del tutto assenti i processi recupero energetico legati
al comparto (se si eccettua il recupero dei pneumatici). Le difficoltà di
smaltimento spingono ad esportare i rifiuti oltre confine, in Germania.

Plastica
Nel 2004 in Italia su oltre 5 milioni di tonnellate di materiali
termoplastici immessi al consumo, risultano avviati a riciclo meno del 7%
del totale. Il riciclo della plastica consente di risparmiare 25 milioni
di tonnellate di petrolio. La raccolta differenziata e il tasso di riciclo
crescono al 12,1%, ma esperienze estere dimostrano che sono perseguibili
obiettivi superiori su base nazionale (Francia 44%, Svizzera 70%, Belgio
60%, Germania 80%) e in particolare forti margini di miglioramento al sud.

Acciaio
La raccolta di imballaggi in acciaio nel 2004 ha raggiunto quota 345.000
tonnellate, con un aumento di 9.000 tonnellate rispetto al 2003,
confermando il suo trend positivo.
Centrato l’obiettivo di avvio al riciclo posto dal Consorzio Nazionale
Acciaio che ha toccato le 321mila tonnellate. Il Paese che guida la
classifica europea della raccolta degli imballaggi in acciaio è il Belgio
(94%), mentre l’Italia si attesta sul 57,9% dell’immesso a consumo.

Alluminio
Si conferma anche nel 2004 il primato dell’Italia nella speciale
classifica del riciclo dell’alluminio. L’industria italiana detiene ormai
da anni una posizione di rilievo nel panorama mondiale per quantità di
materiale riciclato. Il nostro Paese è infatti terzo al Mondo assieme alla
Germania, dopo Stati Uniti e Giappone.
Nell’ultimo decennio la produzione italiana di alluminio riciclato è
cresciuta del 65%, toccando nel 2004 le 619 mila tonnellate; questa
quantità rappresenta il 76% dell’alluminio prodotto in Italia.

Inerti
In Italia nel 2004 sono stati prodotti circa 40 milioni di tonnellate di
rifiuti inerti. Il settore vive una situazione di profonda arretratezza:
vengono infatti riciclate solo 3,7 milioni di tonnellate, pari a circa il
10% del totale prodotto. Quasi il 100% di questa tipologia di rifiuti
appartiene alla categoria dei rifiuti dalle attività di costruzione e
demolizione.

RAEE
Il consumo di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), dal 2003
al 2004, è in forte ascesa, come attestano i dati Findomestic:
elettrodomestici bruni +40% circa; piccoli elettrodomestici +15%;
telefonia +10%; elettrodomestici bianchi e office equipment +5%. L’analisi
svolta dall’Apat a partire dai dati MUD relativi alle operazioni di
recupero dei RAEE di provenienza urbana di 138 impianti rileva che tali
impianti trattano un totale di 89.739 tonnellate di RAEE, dei quali il
58,7% è costituito da rifiuti pericolosi, il restante 41,3% da rifiuti non
pericolosi.

Batterie al piombo esauste
Infine, il caso della raccolta e del riciclo delle batterie al piombo
esauste (come quelle di tutti i mezzi di trasporto) si segnala come il
“fiore all’occhiello dell’Italia che Ricicla”: il nostro Paese è, infatti,
è leader a livello internazionale vantando un tasso di recupero superiore
al 97% dell’immesso al consumo, una raccolta di oltre 16 milioni di
batterie ogni anno (pari a circa 190.000 tonnellate), per un recupero di
piombo che fa risparmiare oltre 76 milioni di euro sulle importazioni di
tale metallo.





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