IL MARE CI CHIAMA A RACCOLTA!

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23/nov/2005 08.49.33 Andrea Pietrarota Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA 23/11/05

Comunicato stampa                                                                                                                 23 novembre 2005


Siglato il Protocollo d’Intesa tra il Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste,
il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati e Italia Navigando SpA

 
IL MARE CI CHIAMA A RACCOLTA!

Prende il via il progetto che doterà la più grande rete nazionale della portualità turistica di apposite “isole ecologiche” per la raccolta delle batterie al piombo esauste e degli oli lubrificanti usati dei natanti.

Oggi,  23 novembre, nella prestigiosa cornice di Palazzo Falconieri a Roma, il presidente del COBAT Giancarlo Morandi, il presidente del COOU Paolo Tomasi, e l’amministratore delegato di Italia Navigando Renato Marconi hanno firmato un fondamentale protocollo d’intesa, alla presenza del Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Ambiente Roberto Tortoli.

Con la sottoscrizione di questo accordo, i tre soggetti interessati hanno unito le rispettive forze per dotare gran parte della rete turistico-portuale italiana di punti di conferimento di rifiuti pericolosi, quali sono le batterie al piombo esauste e gli oli lubrificanti usati - derivanti dall'attività diportistica - le cosiddette “isole nel porto”
Il progetto delle “isole nel porto”, che ha preso il via nel 1999, in questi anni si è rivelato una soluzione davvero efficace per evitare la dispersione in mare di sostanze altamente inquinanti che potrebbero provocare danni irreversibili all'ecosistema marino. Solo l’anno scorso nei 31 porti dove sono state attivate le isole ecologiche di COBAT e COOU sono stati ritirati 137.000 Kg di batterie esauste e 289.000 kg di oli usati, che avrebbero potuto verosimilmente finire gettati in mare.

Collocando nelle aree portuali le “isole nel porto”, i diportisti, i piccoli pescatori e gli scafisti in genere hanno, così,  trovato sul posto gli idonei punti di raccolta dove conferire – senza alcun costo - le vecchie batterie e gli oli usati provenienti da barche, gommoni e motoscafi, senza incorrere nella vietata, quanto incosciente e dannosa, “tentazione” di disfarsi di questi rifiuti pericolosi gettandoli sui fondali dei porti o in mare aperto.

Italia Navigando SpA, società controllata da “Sviluppo Italia” (l’Agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa e l’attrazione di investimenti) è la nuova realtà del turismo nautico italiano: costituita nel 2002 ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo dei flussi turistici, nazionali ed internazionali, attraverso la realizzazione di una rete di porti turistici, tutti dotati di infrastrutture e servizi specializzati per la nautica da diporto, che per il 2011 si prevede, dovrebbe arrivare a contare circa 50 porti per 20.000 posti barca complessivi.

Dal canto loro, i due Consorzi Obbligatori, COBAT e COOU, istituiti entrambi con legge dello Stato, operano da oltre vent'anni per assicurare senza fini di lucro la raccolta gratuita e il recupero di rifiuti pericolosi quali le batterie al piombo esauste e gli l'oli lubrificanti usati, con risultati che pongono il nostro Paese ai vertici europei.

Ogni anno i due Consorzi, infatti, raccolgono e riciclano quantità assolute elevatissime di batterie esauste ed oli usati, con percentuali prossime alla totalità dell’immesso al consumo.
I vantaggi sono molteplici: prima di tutto la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, che è lo scopo istitutivo dei due enti, quindi il sensibile contributo per la bilancia dei pagamenti Italiana, attraverso il risparmio di centinaia di milioni di euro sulle importazioni di metallo piombo e petrolio.

Oggi in Italia mancano all’appello piccole percentuali residuali di batterie esauste e di oli usati, ma queste percentuali, tramutate in quantità assolute, corrispondono, purtroppo, ancora a migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi, i quali sfuggendo alle reti di raccolta consortili, possono finire abbandonati sul suolo urbano, in campagna e peggio che mai in mare.


Proprio per evitare la dispersione nel mare di oli e batterie esauste, i due Consorzi da anni sono impegnati  nella difesa dell’ecosistema marino, collaborando con la FEE (la Fondazione Mondiale che assegna ogni anno le Bandiere Blu alle migliori spiagge ed approdi turistici) e sviluppando il progetto delle “isole nel porto”.

“Con il protocollo d’intesa stipulato con Italia Navigando, i nostri Consorzi compiono un altro fondamentale passo avanti nella difesa dell'ambiente marino, una difesa, che richiede però la collaborazione di tutti, istituzioni e diportisti affinché quello che è un bene comune, il mare, possa continuare ad esserlo anche per le generazioni future. – ha affermato il Presidente del Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste, Giancarlo Morandi - Conferire i residui delle nostre attività nautiche, oli e batterie esauste, nelle isole ecologiche di COBAT e COOU ci consente di tutelare l’enorme patrimonio paesaggistico, storico e culturale delle coste italiane costituite da oltre 8.000 km, ma soprattutto ci permetterà di essere cittadini consapevoli ed attenti allo sviluppo sostenibile: piccoli gesti per  rigenerare il futuro”.

“I quantitativi di oli lubrificanti usati provenienti dalle isole ecologiche sono assai incoraggianti. Ed è un risultato inevitabilmente destinato a crescere con la crescita del numero di porti dove stiamo installando nuove isole. Vorrei ricordare – ha proseguito il Presidente del Consorzio degli Oli Usati Paolo Tomasi - che le implicazioni ambientali di uno improprio comportamento sono devastanti. Basti pensare che il semplice cambio di olio (circa 5 litri) di una piccola imbarcazione, se versato in mare, inquina una superficie grande come un campo di calcio, dal momento che, come è noto, l’olio galleggia nell’acqua e finisce, pertanto, per creare una sottile pellicola che non consente più lo scambio di ossigeno e dunque il mantenimento della vita dell’intero ecosistema sottostante”.

La firma dell’accordo di programma con COBAT e COOU, che fa seguito alla firma del Protocollo d’Intesa con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio per supportare l’attività di salvaguardia dell’ambiente e di tutela dagli inquinamenti, rappresenta per Italia Navigando un grande passo avanti nella politica di sviluppo della portualità turistica che da sempre si accompagna all’attenzione per la tutela dell’ambiente. – ha concluso l’Amministratore Delegato di Italia Navigando Renato Marconi - In quest’ottica, siamo particolarmente soddisfatti dell’accordo siglato dai due Consorzi con il principale porto della rete di Italia Navigando: il Marina di Portisco.. Si tratta del primo passo per il concreto avvio del rapporto di collaborazione per la gestione delle nuove “isole nel porto”.

I primi porti turistici a costituire la rete di Italia Navigando che saranno dotati delle isole nel porto sono 8: dopo Portisco: anche Brindisi, Capri, Policoro, Procida, Taranto, Teulada, Villa Igiea, Cala dei Normanni si doteranno di queste strutture
 

COBAT: il fiore all’occhiello dell’“Italia che ricicla”
Lazio, una delle regioni più “riciclone” di batterie al piombo esauste
Nel 2004 il COBAT ha raccolto e avviato al riciclaggio quasi 192.000 tonnellate di batterie esauste (pari a circa 16 milioni di pezzi), con una percentuale di recupero prossima alla totalità dell’immesso, che ha posto l’Italia al vertice mondiale nella raccolta di questi rifiuti pericolosi e facendo risparmiare 76 milioni di euro sull’importazione di metallo piombo. Solo nella Regione Lazio, che si segnala tra le più “riciclone” di batterie esauste le tonnellate raccolte sono state quasi 16.0000. Anche sul fonte nautico la regione si segnala tra le più attive: già sono tre i porti laziali, e precisamente nella Provincia di Latina, che si sono dotati di isole ecologiche Sperlonga (dove sono stati raccolti nel 2004 940 kg di batterie esauste), Terracina (400 kg di raccolta) e Gaeta (715kg di raccolta)
 

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