GIORNATA DELLA MEMORIA: PER NON DIMENTICARE

La tentazione dell'oblio è forte.

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27/gen/2006 14.25.14 Andrea Pietrarota Contatta l'autore

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Giornata della Memoria

La tentazione dell'oblio è forte.

Come è forte la tentazione di negare la possibilità che un uomo, un uomo qualsiasi, non un folle, un pazzo, uno "diverso" da noi, possa cadere nella banalità del male.
E diventare banalmente carnefice di un altro uomo.

L'Olocausto, ritengo, abbia avuto diverse caratteristiche lo fanno essere un evento unicum nel Corso della Storia Umana: non solo per i numeri dello sterminio del popolo ebraico, di quello rom, e di tutti quanti si opposero al regime nazista, quanto per l'applicazione scentifica, industriale, seriale, protratta nel tempo, di un genocidio di massa.

Noi che siamo i nipoti dell'ultima generazione che ha vissuto quei tempi atroci,
noi che riteniamo un crimine contro l'Umanità l'uso delle bombe atomiche gettate a polverizzare istantaneamente la vita dei cittadini di Hirosyma e Nagasaki;

Noi che abbiamo visto o letto grazie ai mass-media la drammatica guerra nell'ex Jugoslavia un viviamo in un epoca segnata terribilmente dagli orrori del terrorismo internazionale;
Noi che non accettiamo che ogni uomo posso essere lupo di un suo simile;

Abbiamo il dovere di non dimenticare.
Abbiamo il dovere di cercare di lasciare il nostro mondo un pò migliore di come l'ho abbiamo trovato. Ogni giorno. Quotidianamente. Con il nostro impegno. Con la tolleranza. Con la solidarietà.

Per non vergognarci della specie cui apparteniamo: l'essere umano.
Per me non è retorica. Io ci credo.

Andrea Pietrarota, apietrarota@libero.it
http://www.corrieredelweb.it/



Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

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