COBAT, fiore all¹Italia che ricicla

In Italia, il COBAT, ente senza fini di lucro istituito con legge dello Stato, può essere considerato a pieno titolo come precursore del sistema integrato nella gestione dei rifiuti e la giusta soluzione al problema delle batterie al piombo esauste, quelle utilizzate per l avviamento di tutti i tipi di automezzi, nonché per i gruppi di continuità di centrali elettriche, telefoniche, di ospedali ecc.

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10/apr/2006 04.03.08 Andrea Pietrarota Contatta l'autore

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Pubblicati i dati di raccolta 2005 delle batterie al piombo esauste in Italia
COBAT, fiore all’occhiello dell’Italia che ricicla


L’anno scorso in Italia sono state raccolte e riciclate oltre 200.000 tonnellate di batterie al piombo esauste. Un servizio per la tutela dell’ambiente ma anche un importante contributo per l’economia nazionale: con il piombo recuperato sono stati risparmiati 90 milioni di euro sulle importazioni di tale metallo.


Nel 2005 nel nostro Paese sono state raccolte oltre 16,6 milioni di singole batterie, da cui sono state recuperate circa 113.000 tonnellate di piombo, quasi 10.000 tonnellate di plastiche nobili (polipropilene) e neutralizzati 33 milioni di litri di acido solforico. Sono i dati resi noti dal COBAT - Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste.

In Italia, il COBAT, ente senza fini di lucro istituito con legge dello Stato, può essere considerato a pieno titolo come precursore del sistema integrato nella gestione dei rifiuti e la giusta soluzione al problema delle batterie al piombo esauste, quelle utilizzate per l’avviamento di tutti i tipi di automezzi, nonché per i gruppi di continuità di centrali elettriche, telefoniche, di ospedali ecc.

L’anno scorso il COBAT ha superato per la prima volta la soglia delle 201.518 tonnellate di accumulatori esausti, con una percentuale sull’immesso al consumo oramai prossima al 100%, un risultato che ci allinea ai Paesi europei di alta tradizione ambientale come Svezia, Norvegia e Danimarca.

Il primato è ancora maggiore se si pensa ai bassi costi applicati per assicurare la raccolta e il riciclo degli accumulatori esausti. In Italia, infatti, vige il più basso sovrapprezzo sulla vendita delle batterie nuove, notevolmente inferiore a quello applicato dai Paesi nordici: solo 76 centesimi di euro per una batteria d’automobile.

Il merito del COBAT è un successo dell’opera del Parlamento italiano, ma anche della capacità del suo management di saper conciliare interessi economici, talvolta divergenti, di imprenditori grandi e piccoli, per l’interesse generale del Paese. Al Consorzio, infatti, partecipano tutti gli operatori del settore batterie al piombo, dai produttori ed importatori alle associazioni degli artigiani che ne effettuano l’installazione, dai raccoglitori ai riciclatori. Anche se composto da soci privati, il COBAT svolge un rilevante compito di natura pubblica, sia dal punto di vista ecologico che da quello economico.

Il Consorzio tutela l’ambiente, assicurando sull’intero territorio nazionale la raccolta gratuita e il successivo riciclo di rifiuti pericolosi come le batterie al piombo esauste.
Al contempo, l’attività consortile ha una forte valenza economica: ogni anno il nostro Paese risparmia sull’importazione di nuovo piombo oltre 90 milioni di euro.

Da un punto di vista regionale, la Lombardia, con circa 32,5 mila tonnellate, è la regione che in assoluto ha raccolto le maggiori quantità di batterie esauste, seguita subito dalla Campania (ca. 24.500 ton), Emilia Romagna, Piemonte, Veneto (ca. 19.000 ton), e  Lazio (ca.17.000 ton).

Concludendo, con le parole dell’ing. Giancarlo Morandi, Presidente del COBAT, possiamo affermare che “il COBAT realizza un circolo virtuoso in cui economia ed ecologia procedono di pari passo: la tutela dell’ambiente s’incontra con il recupero di risorse e la salvaguardia della salute collettiva con il risparmio economico. Possiamo dire - ha concluso l’ing. Morandi - che il nostro Consorzio rappresenta un esempio concreto di sviluppo sostenibile, tanto che oggi veniamo presi d’esempio da numerosi Paesi esteri”..


Andrea Pietrarota
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