CS - Occupazione settore fotovoltaico: bene DL Sviluppo ma registro impianti è una scelta sbagliata

18/giu/2012 14.51.42 GIFI Contatta l'autore

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Occupazione settore fotovoltaico: bene DL Sviluppo ma registro impianti è una scelta sbagliata

ANIE/GIFI plaude il provvedimento a favore dell’occupazione nella green economy ma lancia l’allarme per il registro degli impianti fotovoltaici che rende inefficaci le misure virtuose introdotte dal DL Sviluppo

Con la pubblicazione del Decreto Legge ‘Sviluppo’ sono state approvate una serie di importanti misure a favore dell’occupazione giovanile nel settore fotovoltaico e delle aziende operanti nella green economy.

“Siamo soddisfatti che il Governo abbia recepito le nostre proposte a sostegno dell’industria nazionale prevedendo l'applicazione di un credito di imposta alle imprese che assumono a tempo indeterminato giovani di età inferiore ai 35 anni da impiegare fra l’altro nel solare fotovoltaico – dichiara Valerio Natalizia Presidente GIFI-ANIE – ma allo stesso tempo siamo seriamente preoccupati della persistenza del registro per gli impianti fotovoltaici che così come proposto andrebbe a vanificare gli elementi positivi introdotti dal DL Sviluppo e aumentare il tasso di disoccupazione nel settore fotovoltaico.”

Come noto, la soglia di accesso al registro di 12 kWp è contestata non solo dagli operatori dal settore ma anche dalla Commissione Europea, da molti rappresentanti del Parlamento italiano e da prestigiosi istituti indipendenti.

“Un registro a 12 kWp – continua Natalizia – non è nell’interesse delle aziende di qualsiasi settore: un impianto fotovoltaico può concretamente ridurre i costi energetici aumentando quindi la competitività.”

Tale meccanismo non contribuisce al controllo della spesa, produce ulteriore burocrazia, contribuisce a far lievitare i costi per le aziende del settore, riduce la competitività del comparto industriale rallentandone lo sviluppo.

“Il rallentamento dello sviluppo del settore fotovoltaico  – conclude Natalizia – causerebbe notevoli danni a tutti a partire dalle casse dello Stato. Si impedirebbero importanti flussi di IVA e tasse pagate dalle aziende del settore le quali, continuando a crescere, non sarebbero costrette ad assorbire altre risorse pubbliche, a cominciare dalla cassa integrazione. Il registro è una scelta sbagliata.”

Info: Federico Brucciani | 345 74 33 568 | comunicazione@gifi-fv.it | linkedingifi @ slideshare
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