Il Riciclaggio dei Rifiuti Industriali e Domestici in Francia: un’attività fonte primaria di materie prime

08/ott/2008 15.40.17 CITEF - Ufficio stampa di Ubifrance in Italia Contatta l'autore

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Ottobre 2008 – La quantità di rifiuti prodotti dall’uomo non ha precedenti nella storia: secondo le stime dell’ADEME, l’Agenzia francese per il Risparmio Energetico e l’Ambiente, il volume annuo mondiale raggiunge i 3.100 milioni di tonnellate (Mt), diviso tra 1.800 Mt di rifiuti industriali non tossici, 1.200 Mt di rifiuti urbani (domestici ed altro) e 100 Mt di rifiuti tossici[1].
 
Il riciclaggio dei rifiuti è diventata una questione economica ed ambientale di primo piano, grazie all’esperienza acquisita in molti anni di trattamento dei rifiuti di ogni tipo, la Francia vanta oggi notevoli capacità tecniche utilizzabili nel riciclaggio di rifiuti, manodopera altamente qualificata e una competenza tecnologica riconosciuta.
La riduzione del volume dei rifiuti è una delle riforme chiave delle misure legislative proposte alla tavola rotonda sull’ambiente di Grenelle, che ha riunito prima dell’estate il governo francese ed i rappresentanti della società civile. L’obiettivo è di aumentare il riciclaggio del 35% nel 2012 e del 45% entro il 2015.
 
In Francia, il riciclaggio annuale dei rifiuti, in primo luogo i rifiuti domestici (28 Mt), i rifiuti urbani (14 Mt) e i rifiuti industriali (90 Mt), ammonta complessivamente a 132 Mt, il che rappresenta solo il 16% della quantità complessiva dei rifiuti prodotti (849 Mt), compresi i rifiuti provenienti da attività agricole e edili (717 Mt) (fonte ADEME). Tuttavia, il riciclaggio rappresenta un’opportunità economica: i 38,7 milioni di tonnellate di materiale estratte dai rifiuti vengono trasformate in 31,9 milioni di tonnellate di materie prime e nel settore operano 2.400 società, con 31.500 dipendenti.
 
Il dispositivo Eco-Emballage ha svolto un ruolo d’avanguardia nella gestione del riciclaggio selettivo sin dal 1992, insieme ad organizzazioni dedicate a materiali specifici, quali Aliapur (pneumatici), Valorplast (materie plastiche/imballaggi), Ecopse (polistirene), Recyfilm (pellicole in plastica), Ecofut (contenitori in plastica), Motus-Véolia (carta e documenti) e Adivalor (rifiuti agricoli). Queste società fissano le misure in conto energia per rifiuti provenienti dai collettori e il prezzo d’acquisto per le società di riciclaggio. Ad esempio, il fatturato del 2007 della filiera di riciclaggio dei pneumatici della società francese Aliapur è valutato in € 66,6 milioni, con la seguente distribuzione dei costi: il 52,10% per la raccolta ed il trasporto), il 28,95% per la pesatura, la frantumazione e lo stoccaggio), 11,14% per il riciclaggio e il 7,81% per i costi delle strutture commerciali e della R&S.
 
“Questo settore in rapida espansione è particolarmente interessante per gli investitori internazionali” Philippe Favre, Presidente dell’Agence Française pour les Investissements Internationaux precisa: “L’AFII ha identificato una decina di progetti industriali nuovi (esclusa la produzione di energia). Quattro di questi progetti di investimento sono gestiti da società estere: Wellman France Recyclage a Verdun, Freudenberg Politex a Colmar, Amcor a Ste-Marie-la-Blanche (rilevata dalla società spagnola La Seda), Sorepla a Neufchâteau (Gruppo olandese Envipco). Anche il gruppo spagnolo Urbaser opera in Francia via la consociate Valorga, leader globale nel campo della costruzione di impianti di metanizzazione”.
 
 L’Agence Française pour les Investissements Internationaux (AFII) promuove e favorisce gli investimenti internazionali in Francia. La rete di AFII opera a livello internazionale. AFII agisce in partnership con agenzie di sviluppo regionali ed offre agli investitori internazionali opportunità commerciali e servizi personalizzati in tutta la Francia. Per ulteriori informazioni, consultare il sito www.investinfrance.org
 
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