Italia leader nel riciclaggio delle batterie

07/mag/2004 13.30.53 Andrea Pietrarota Contatta l'autore

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Italia leader nel riciclaggio delle batterie esauste


Nel 2003 riciclate oltre 190mila tonnellate di batterie al piombo esauste

Nel 2003 è stata superata per la prima volta la quota delle 190mila tonnellate di batterie esauste correttamente raccolte e avviate al riciclaggio dal COBAT, il Consorzio istituito dal Parlamento per occuparsi del recupero di questo pericoloso rifiuto pericoloso.
Il Cobat nato con l¹obiettivo di tutelare l¹ambiente e la salute collettiva recupera anche i materiali contenuti nelle batterie esauste metallo piombo, plastiche e elettrolita per ottenere materie prime secondarie di cui il ns. Paese è importatore.
Dall¹analisi dei dati della raccolta di tutto l¹anno scorso, trova conferma la progressione costante dell¹attività dei raccoglitori incaricati Cobat.
A livello di singola area regionale, è la Lombardia che può vantare le quantità assolute raccolte più elevate con circa 33mila tonnellate. Al ³secondo posto², il Veneto con oltre 20mila tonnellate subito seguito da Piemonte (Valle d¹Aosta) a quota 19.830 e dall¹Emilia Romagna con poco meno 19.455 ton. Dal punto di vista della raccolta pro-capite, ossia dei kg recuperati per abitante, (e quindi relativo parco mezzi circolanti) emerge però un dato molto interessante in quest¹altra ³classifica è l¹Emilia Romagna la regione più virtuosa con quasi 5 kg raccolti per abitante (4,88), seguita dal Piemonte 4,58 kg, il Veneto con 4,44, le Marche con 4,24.


Il processo di riciclo delle batterie al piombo esauste

Lo smaltimento metallurgico delle batterie al piombo esauste mediante il recupero del metallo in esso contenuto presenta notevoli vantaggi per la collettività, sia in termini economici che ambientali. Se non fosse possibile il riciclo, infatti, lo smaltimento delle batterie potrebbe avvenire solo con l¹abbancamento in discariche idonee a ricevere rifiuti tossico-nocivi.
Quest¹ultima soluzione risulterebbe oltremodo onerosa sia per gli eccessivi costi della discarica sia per il mancato recupero e valorizzazione del metallo piombo (Pb) e di alcune componenti plastiche, oltreché dannosa per l¹ambiente.
A tale scopo basti pensare che il metallo riciclato dalle batterie esauste rappresenta oltre il 50% della produzione italiana di piombo nonché circa il 40% del fabbisogno nazionale di tale metallo. Tale produzione secondaria, con un risparmio stimato nell¹ordine del 66%, richiede altresì minore energia rispetto a quella necessaria per la lavorazione del minerale.


1. Gli impianti di riciclaggio
Sono sei gli impianti consorziati del Cobat in Italia che effettuano il riciclaggio delle batterie per una capacità installata di 442.000 ton/anno, addirittura superiore rispetto ai volumi provenienti
dalla raccolta. Tali impianti sono situati in Lombardia, in Campania, in Calabria e in Sicilia:

ECO-BAT S.p.A. - Paderno Dugnano (MI)
PIOMBOLEGHE S.r.l. - Brugherio (MI)
PIOMBIFERA BRESCIANA S.p.A. - Maclodio (BS)
ECO-BAT S.p.A. - Marcianise (CE)
ME.CA. S.r.l. - Lamezia Terme (CZ)
E.S.I. S.p.A. - Pace del Mela (ME)


2.1 Il processo di recupero: la frantumazione delle batterie
Gli impianti consorziati utilizzano un processo che prevede, anzitutto, la fase di frantumazione delle batterie, successivamente dall¹area di stoccaggio le batterie vengono caricate in una tramoggia e tramite nastri trasportatori, sono inviate alla sezione frantumazione composta da mulini a martelli.
Il prodotto frantumato con pezzatura calibrata viene trasferito ad un sistema vagliante a umido dove avviene la separazione accurata della parte metallica fine, dal mix di griglie metalliche e dalle materie plastiche.
La parte metallica fine (detta ³pastello²) viene trasferita ad un filtro-pressa. Il mix di griglie metalliche e materie plastiche viene avviato, mediante nastri, al separatore idrodinamico in controcorrente che, sfruttando la differenza di densità dei vari componenti frantumati, separa le componenti plastiche da quelle metalliche.
In questa fase viene anche liberata la parte liquida della batteria (soluzione acquosa di acido solforico) che viene inviata all¹impianto di neutralizzazione.
In questo impianto avviene l¹inertizzazione dell¹acido con calce idrata e con agenti flocculanti che consentono la decantazione dei solidi disciolti ed il raggiungimento della neutralizzazione del liquido ai valori fissati dalla normativa sugli effluenti.


2.2 Il processo di recupero: la fusione
La fusione del pastello avviene alla temperatura di circa 800° - 1.000° C in forni rotativi a fiamma diretta alimentati a metano e ossigeno.
Impianti di captazione e abbattimento delle polveri a valle con filtri a maniche consentono un controllo in continuo delle emissioni in atmosfera, nel rispetto dei criteri imposti per legge.
Nei forni avviene la riduzione del materiale da solfato e ossido di piombo a piombo metallo attraverso l¹aggiunta di appositi reagenti tra cui il ferro.. Tale ³piombo d¹opera². viene successivamente inviato alla raffinazione - alligazione per ottenere piombo raffinato o leghe per vari utilizzi.

2.3 Il processo di recupero: la raffinazione del prodotto
Il piombo d¹opera, in blocchi o allo stato liquido, proveniente dalla fonderia viene immesso in caldaie, dove subisce trattamenti diversi a seconda del prodotto finale che si vuole ottenere.
A solo titolo di esempio, per ottenere piombo raffinato al 99,97%, si può procedere ad una decuprazione (eliminazione del rame), quindi ad una destagnazione (eliminazione dello stagno) e ad una successiva depurazione dell¹antimonio. Per la produzione di leghe di piombo si procede con l¹aggiunta dei metalli alliganti necessari. Il processo di raffinazione avviene a temperature oscillanti tra i 350° ed i 500° C.

3. Utilizzo del piombo secondario
Il piombo ottenuto dal processo di riciclaggio ha gli stessi utilizzi del piombo ottenuto da minerale in quanto ha le stesse caratteristiche fisico-chimiche e grado di raffinazione.
Il mercato è internazionale e le quotazioni sono determinate al London Metal Exchange.
Il consumo nazionale di piombo si attesta intorno alle 280.000 t/a di cui oltre 200.000 t/a prodotte in Italia.
Di queste oltre 100.000 t/a sono di piombo ottenuto dal riciclaggio delle batterie esauste.
Gli utilizzi si articolano come segue:
Il piombo viene quindi reimmesso nella ciclo industriale per trovare impiego soprattutto nella produzione proprio di di nuovi accumulatori, m anche per il rivestimento di cavi di trasporto d¹energia, nell¹industria chimica, in quella delle ceramiche, nonché per la produzione di apparecchiature radiologiche e lastre e tubi per l¹edilizia.

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Andrea Pietrarota
Relazioni Esterne Cobat
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