Sovrintendenza incontra la Calce del Brenta

Sovrintendenza incontra la Calce del Brenta I TECNICI DELLA SOVRINTENDENZA INCONTRANO LA CALCE DEL BRENTA La padovana La Calce del Brenta ha accompagnato tecnici e professionisti alla scoperta di tecniche e strumenti per la finitura decorativa di edifici ad alto interesse storico ed artistico.

04/dic/2009 10.24.04 Ufficio stampa Polaris Contatta l'autore

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I TECNICI DELLA SOVRINTENDENZA INCONTRANO LA CALCE DEL BRENTA
 
La padovana La Calce del Brenta ha accompagnato tecnici e professionisti alla scoperta di tecniche e strumenti per la finitura decorativa di edifici ad alto interesse storico ed artistico.
 
 
02/12/2009 - La calce ed il suo utilizzo nella conservazione e tutela degli edifici di interesse storico ed architettonico sono stati al centro del laboratorio promosso venerdì scorso da La Calce del Brenta e dedicato a professionisti e collaboratori della Soprintendenza ai Beni Architettonici ed Ambientali di Venezia. Quindici i partecipanti, per una giornata di studio ed aggiornamento che si è svolta interamente negli spazi dell’azienda padovana guidata da Franco De Toni: dalla fornace alle sale laboratorio, i partecipanti hanno potuto direttamente sperimentare tempi e fasi del ciclo della calce – dalla combustione dei ciottoli alla realizzazione delle finiture - che l’azienda ancora gestisce nel pieno rispetto dei dettami della tradizione.
 
E’ questo che fa della pittura a calce il materiale d’elezione per ogni intervento di recupero particolarmente su edifici di alto valore architettonico e storico. A dimostrarlo i risultati ottenuti su alcuni immobili vincolati; il risanamento delle loro superfici murarie è stato portato ad esempio da Luigi Melzi - professionista interno all’azienda e membro della commissione n. 4 dell’Uni per edilizia e intonaci – per l’altissima qualità finale delle operazioni di risanamento eseguite a fronte delle significative problematiche preesistenti.
 
“Le finiture in Calce offrono in questo senso delle garanzie importanti - ha spiegato Melzi – La calce è infatti sin dall’antichità il solo legante usato nella maggior parte delle opere costruite dall’uomo; l’impiego di finiture in calce è dunque una scelta che garantisce compatibilità con i materiali esistenti e massimo rispetto della storicità dell’edificio. Esse restano, anche tra le proposte oggi in mercato, la soluzione migliore sia in termini di benessere e salubrità – assoluta naturalità, elevata porosità e traspirabilità, igienicità, capacità di regolazione igrometrica - che sotto il profilo estetico”. 
 
Le lunghe e pazienti sperimentazioni e ricerche condotte da Franco De Toni e dai suoi collaboratori nel pieno rispetto dei dettami della tradizione hanno infatti permesso la realizzazione di prodotti unici per la straordinarietà delle prestazioni: non pellicolano ne si fessurano ma invecchiano “nobilmente” regalando un effetto di preziosità all’edificio; non disgregano evitando così l’effetto “spolveramento”; hanno una varietà e profondità delle tinte non raggiungibile da alcun altro tipo di pittura; offrono la possibilità di riproporre con assoluta fedeltà tecniche e modelli decorativi caratteristici della migliore tradizione artistica italiana.
 
La molteplicità delle soluzioni offerte da La Calce del Brenta è stata illustrata nel corso dell’incontro con riferimenti ed esempi applicativi su strutture di alto interesse storico ed architettonico. Concreto l’approccio, che ha permesso di delineare tecniche e materiali con cui oggi è possibile per il restauratore riprodurre in modo filogicamente corretto apparati decorativi preesistenti.
 
In allegato: i tecnici della Sovrintendenza con Luigi Melzi e Franco De Toni in visita alla fornace.
 
 
 
Ufficio stampa: Laura Pontin l.pontin@polarisedizioni.com tel. 0437.858465, cell. 329.3917722
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