Gruppo Basso, dopo la crisi il rilancio

14/feb/2010 19.27.09 zancoa Contatta l'autore

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Le banche creditrici siglano un accordo con l'impresa di costruzioni dopo le difficoltà della scorsa primavera.

Treviso - Per il rilancio del Gruppo Basso giungono in soccorso le banche. Il gruppo trevigiano ha raggiunto infatti un accordo con gli istituti di credito per la ristrutturazione del debito e l’erogazione di nuova finanza che consente di superare la crisi di liquidità verificatasi lo scorso marzo. Nei primi mesi dell’anno, per effetto delle criticità del mercato creditizio, il gruppo aveva, infatti, subito una drastica riduzione degli affidamenti bancari – scesi da 485 milioni di euro a 300 milioni – nonostante l’attività non avesse dato segni di crisi.
La stretta bancaria si era così tradotta in una temporanea sospensione dei pagamenti nei confronti dei fornitori di alcune aziende del gruppo stesso. L’accordo con le banche prevede il riscadenzamento dei pagamenti verso i fornitori, l’erogazione di nuova finanza, oltre alla diminuzione dell’esposizione debitoria per più di 100 milioni di euro che sarà perseguita attraverso l’ingresso nel capitale – oggi interamente detenuto dalla famiglia Basso – di nuovi partner finanziari, la cessione di aree edificabili e/o di immobili e il conferimento di nuove iniziative immobiliari in veicoli ad hoc per svilupparle congiuntamente a investitori terzi.
La riorganizzazione societaria è iniziata con la valorizzazione mediante cessione delle immobilizzazioni costituite essenzialmente dal patrimonio immobiliare a reddito (centri commerciali, piastre logistiche, uffici, capannoni artigianali ed industriali) collocato nelle aree più ricche del Paese quali Toscana, Triveneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Inoltre, è stata effettuata la ricapitalizzazione di due società del gruppo denominate (Gruppo Basso S.p.A. e Lefim S.p.A.), il capitale della prima è salito a 120 milioni e quello della seconda a 40 milioni di euro.
L’intesa con le banche creditrici è stata raggiunta anche in ragione della fondamentale solidità patrimoniale del Gruppo Basso che – avendo alle spalle 80 anni di attività – dispone di mezzi propri per oltre 520 milioni di euro (come risulta da una perizia indipendente effettuata lo scorso maggio su richiesta delle banche) a fronte di debiti verso il sistema per 220 milioni di euro.
La restrizione creditizia è avvenuta in una fase particolarmente delicata per l’azienda trevigiana, e non solo per la pesante recessione che negli stessi mesi stava investendo tutta l’economia. L’azienda era infatti impegnata nella realizzazione di due progetti immobiliari: il Roncade Outlet Gallery ed il Centro Leonardo, per complessivi 120 milioni di euro. In entrambi i casi, il timing per la realizzazione dei lavori non ha subito ritardi e l’outlet, in particolare, sarà regolarmente portato a termine nella primavera 2010.
Le difficoltà finanziarie non hanno comunque rallentato l’attività del Gruppo Basso. A novembre si è aggiudicato due appalti per conto del Ministero della Difesa, in Friuli Venezia Giulia e in Toscana, sono stati avviati contatti con istituzioni e imprenditori della Libia per la realizzazione di progetti immobiliari e infrastrutturali nel Paese nordafricano, tra cui è in corso l’analisi di fattibilità per un nuovo impianto di prefabbricati. Il Gruppo Basso, che ha chiuso l’esercizio 2008 con un giro d’affari di 100 milioni di euro, conta 200 dipendenti diretti più altri 400 tra collaboratori e indotto.
 

Fonte: oggitreviso.it

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