Monier Academy: formazione a 360° sul sistema tetto

16/nov/2010 12.41.09 Monier SpA Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Monier propone ogni anno innovazioni di prodotto e di servizio, che rispondono a normative vigenti e talvolta anticipano i trend dell’edilizia, per cui anche le stesse normative. L’arch. Aldo Barbaglia ci spiega come si articola la formazione aziendale e quali sono i motivi per cui viene effettuata.

 

Quando sono nati i corsi di formazione di Monier Academy?    

L’idea di fare formazione sul sistema tetto è nata ancora nel 2001, quando l’azienda si chiamava Lafarge Roofing spa, con i corsi TLR (Training Lafarge Roofing); per cui è da quasi 10 anni che l’azienda fa formazione ai propri interlocutori principali: agenti, rivenditori e professionisti del settore.

L’offerta di TLR comprendeva una formazione più tecnica e una più commerciale, da qualche tempo, invece, abbiamo deciso di concentrarci maggiormente sulla formazione tecnica, che però viene personalizzata a seconda dell’interlocutore.

 

Perché avete deciso di creare Monier Academy?    

L’azienda ha deciso di strutturare un sistema di corsi di formazione perché i nostri prodotti sono diventati nel tempo sempre più tecnici e soprattutto non  vengono impiegati singolarmente, ma sempre di più si utilizzano in modo sistemico.

Ciò comporta una certa complessità nel creare il giusto sistema che risolva determinati problemi. A ciò si aggiunge il fatto che Monier è un’azienda innovativa e attenta alle nuove tendenze del settore, per cui ogni anno vengono immessi sul mercato prodotti nuovi che vanno accuratamente spiegati.

Infine le normative richiedono anch’esse lo sviluppo di prodotti e di sistemi sempre più tecnici che sappiano rispondere alle diverse esigenze di isolamento termico e acustico, prestazioni energetiche più efficaci e sicurezza in cantiere.

 

 

Come sono articolati e a chi si rivolgono?

 

Fino a qualche tempo fa l’azienda strutturava un calendario di formazione a cui ci si poteva iscrivere di volta in volta, ma abbiamo visto che è più efficace e soprattutto vi partecipano più persone se la formazione viene organizzata su richiesta.

Le tipologie di formazione sono diverse: vengono organizzati corsi per i nostri consulenti commerciali, sia tecnici che di posa del sistema tetto; corsi per i banconisti dei rivenditori per far comprendere loro meglio le peculiarità dei prodotti che devono poi vendere ed infine seminari o convegni destinati ai professionisti: ingegneri, architetti e geometri.. Stiamo organizzando, in questi mesi, molti seminari in collaborazione con vari Ordini dei Geometri a seguito dei quali vengono rilasciati agli iscritti partecipanti i Crediti Formativi, così come stabilito dal Consiglio Nazionale dei Geometri.

L’obiettivo formativo è quello di fornire un’aggiornamento puntuale e continuativo (formazione permanente) sulle caratteristiche dei prodotti/sistemi nuovi e/o modificati con focus mirati a quelle che sono le prescrizioni della vigente normativa.

Il confronto in aula da noi promosso e stimolato ci consente inoltre di acquisire ulteriori informazioni (sia espresse sotto forma di richieste che di commenti a quanto visto e sentito durante il seminario) circa le esigenze del progettista, spesso tramite della Committenza e più in generale del mercato.

 

In quale ambito territoriale vengono effettuati?

 

Monier opera in tutta Italia per cui i corsi vengono organizzati in tutte le regioni d’Italia.

 

Ci sono delle differenze costruttive che comportano modalità diverse di formazione in base alla zona in cui vengono effettuati? E quali sono le principali differenze?   

 

Io non parlerei molto di differenze costruttive quanto di un uso differente dei materiali da costruzione che implica la scelta di soluzioni differenti per la realizzazione di una copertura a perfetta regola d’arte.

Tanto per fare un esempio si pensi alla differenza tra la realizzazione di un tetto con struttura portante in legno e di uno realizzato in calcestruzzo: diversa dovrà essere la tipologia della membrana impermeabilizzante così come la protezione dell’isolante a seconda che si tratti di un materiale che teme l’umidità (es. fibra di legno) o che ne sia immune (es. polistirene).

 

 

Ci può dire qual è stata la gratificazione più importante nella sua attività di formazione?

 

Sicuramente quando, durante un corso di posa sul sistema tetto, dopo aver fatto vedere come risolvere i principali problemi di impermeabilizzazione nei punti di discontinuità della copertura (colmo, attorno al camino, agli sfiati), un carpentiere di lungo corso mi propose “dietro adeguata ricompensa di collaborare con la propria impresa nella posa delle coperture”: ciò a dimostrazione che il sistema tetto Monier ne risolve una più del diavolo

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl