Barriere stradali: dal 01 gennaio 2011 privilegiata la sicurezza delle persone

In caso di urto contro i guard rail in acciaio, nei casi di impatto medio o leggero si possono verificare l'intrusione della lama nell'abitacolo o, per le barriere più alte, l'urto tra la lama della barriera e la testa dei trasportati su autovetture; nei casi di impatto più forte, come quello che vede coinvolti mezzi pesanti, si può verificare lo sradicamento dei paletti e quindi il cedimento della barriera.

02/gen/2011 19.54.35 Promoplus Contatta l'autore

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Le barriere di sicurezza in cemento armato a profilo New Jersey nascono per il miglioramento della sicurezza degli utenti della strada, con particolare riferimento a ciò che riduce le conseguenze di un incidente avvenuto: la sicurezza passiva.
Le barriere di cemento armato sono ormai riconosciute come le migliori per affidabilità, sicurezza, facilità di manutenzione (non richiedono manutenzione, una volta installate) e costi rispetto alle barriere guard rail in acciaio.
I principali produttori di barriere in cemento si sono riuniti nel 2002 in un'associazione (Abesca) con lo scopo di promuovere la diffusione di Barriere di Sicurezza a muretto in cemento armato.
Tutti i modelli di barriere, da bordo ponte, spartitraffico, bordo laterale, per punti fissi e per le gallerie sono stati messi a punto e testati al vero su piste certificate, ed hanno superato i crash test richiesti dalle normative Italiane ed Europee vigenti.

La normativa in vigore fino al 2010, tuttavia, era maggiormente focalizzata sugli effetti degli urti sui veicoli.

In Italia, contrariamente a molti altri Paesi europei, sono ancora molto impiegati i guard rail in acciaio che - pur essendo alti e pericolisi sono conformi alla normativa italiana. In caso di urto contro i guard rail in acciaio, nei casi di impatto medio o leggero si possono verificare l'intrusione della lama nell'abitacolo o, per le barriere più alte, l'urto tra la lama della barriera e la testa dei trasportati su autovetture; nei casi di impatto più forte, come quello che vede coinvolti mezzi pesanti, si può verificare lo sradicamento dei paletti e quindi il cedimento della barriera.

L'anomalia sta nel fatto che non tutte le barriere, anche quelle rispondenti alle prescrizioni normative, offrono la stessa sicurezza potenziale per gli automobilisti e i motociclisti. Le norme, modificate più volte, impongono requisiti poco funzionali alla sicurezza o potenzialmente pericolosi, e  spesso si progettano barriere per superare i test, e non per controllare gli esiti degli incidenti effettivi.

Dal 1 Gennaio 2011 la normativa EN 1317 parte 1,2,3,4,5 (la normativa di riferimento per il settore) fa riferimento anche ad indicatori di tipo biomeccanico e non saranno più privilegiati gli effetti degli urti sui veicoli ma piuttosto sulle persone trasportate.

Si tratta di un importante passo avanti in direzione di una maggiore sicurezza passiva per gli utenti della strada.

Sin dal 2005 le barriere dei soci Abesca sono tutte testate con manichino antropomorfo strumentato che verifica, come nei test usati per le autovetture, la validità della protezione dell’uomo (misura bio-meccanica).

Nel corso degli anni sono stati installati, sulla rete stradale italiana, migliaia di chilometri di barriere spartitraffico a profilo New Jersey in calcestruzzo, ed è conclamato il generale miglioramento della sicurezza sulle strade, con un notevole risparmio di vite umane.
Risultati eccellenti si sono avuti nell’uso sul bordo dei ponti, dove le barriere a muretto impediscono la caduta dei veicoli leggeri e pesanti e non trasmettono l’urto al ponte.

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