Urbanistica Milano: un’opportunità persa

16/ago/2011 14.29.39 Alba - Prima posizione Srl Contatta l'autore

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Milano è diventata una delle città europee più importanti a livello economico, turistico e culturale, ma il suo modello urbanistico è lontano dal buon senso e la preoccupazione per la sostenibilità che caratterizza le sue rivali internazionali.

Le nuove costruzioni a Milano che oggi fanno crescere la città sono il riflesso di politiche di sviluppo urbano poco orientate al benessere dei cittadini ed invece focalizzate nel favorire la speculazione e la stratificazione sociale.

Milano si è espansa a macchia d’olio, attraverso degli anelli che circondano un centro una volta più abitabile e meno terziarizzato di oggi. La cerchia dei navigli è il primo degli anelli intorno al centro, seguita dalle mura spagnole dalle quali la città non si è mossa fino all’unità dell’Italia, momento in cui l’industrializzazione e lo sviluppo economico hanno portato alla creazione sia di infrastrutture industriali che di costruzioni edili civili. La circonvallazione esterna è il terzo degli anelli, seguito dal più recente anello delle tangenziali.

Il carattere particolarmente commerciale di Milano l’aveva portata a organizzare la metropoli in base alle vie di comunicazione e trasporto di merci più importante. I Navigli e le porte delle mura spagnole sono diventati così l’asse strutturale della città dal quale partono strade ormai celebri come Corso Buenos Aires, Corso Lodi, Corso S. Gottardo e Corso Sempione tutti radiali che portavano al centro medievale.

Lungo la storia, la città ha sperimentato dei veri furti di tesori urbanistici e monumentali. Sono sparite dal centro piazze e giardini in favore di edifici in mattone. Il regno dei Savoia cominciò un processo che i bombardamenti della guerra si incaricarono di continuare.

L’interramento dei Navigli negli anni 30 è un altro sintomo della poca rilevanza che ha per le autorità statali e comunali la conservazione dei beni storici di Milano e il benessere della popolazione locale, che si è vista spostata dal centro per occupare complessi residenziali in periferia, nei quartieri dormitorio e nei più recenti e migliorati progetti edilizia residenziale.

Il Ministero dei Lavori pubblici ha avuto occasioni per migliorare certi aspetti urbanistici della città di Milano come le varie proposte, molte originate dai cittadini, per aumentare il numero di spazi pubblici ed aree verdi. La scelta delle autorità è però stata fino adesso quella di valorizzare di più il negozio che rappresenta la speculazione.

In molti casi si è appuntato anche il fatto che Milano si sia sviluppata in modo caotico, senza l’adozione di piani di sviluppo urbanistico chiari e durevoli effettivamente applicati dai dirigenti.

Molte città, particolarmente in Europa, sono cresciute come Milano in base ad un modello di cerchi concentrici ma sono riuscite a dare la priorità alle infrastrutture effettivamente utili per la popolazione di ogni cerchio senza forzarne lo spostamento e soprattutto hanno saputo valorizzare il patrimonio architettonico che la storia ha regalato agli europei.

Oggi, le case nuova costruzione milano ad uso abitativo si concentrano nella maggior parte dei casi in periferia. Il centro rimane sopra urbanizzato e dedicato al commercio ed al turismo e con abitazioni a prezzi stratosferici difficilmente assimilabili in questi tempi.


Articolo a cura di Alba Lorente
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