Edilizia italiana sempre in corsa, ma le prospettive rimangono deboli

Delle innumerevoli tipologie di crisi che hanno profondamente minato lo stato di salute dell'economia italiana dal 2008, quella che tutt'ora si dimostra come la più difficoltosa da smaltire così come la più complessa e duratura, è senza dubbio alcuno la cosiddetta "crisi del mattone".

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Argomenti economia, edilizia, borsa

14/set/2011 14.51.08 Carlotta Tinti Contatta l'autore

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Delle innumerevoli tipologie di crisi che hanno profondamente minato lo stato di salute dell'economia italiana dal 2008, quella che tutt'ora si dimostra come la più difficoltosa da smaltire così come la più complessa e duratura, è senza dubbio alcuno la cosiddetta “crisi del mattone”. La devastante recessione che ha colpito e continua ad assestare colpi temibili al mercato delle costruzioni edili così come al mondo delle locazioni di immobili fa sempre capo a alla medesima origine. Il tutto era sotto diversi aspetti ben prevedibile, negli ultimi decenni il comparto edile è certamente stato quello maggiormente esposto ad uno stress costruttivo particolarmente intenso, nell'esatta modalità a cui l'occidente non riesce a resistere e che tanto piace al sistema di sviluppo moderno. Secondo Legambiente, da un accurato studio effettuato sul nostro territorio, si evince una problematica di principale rilievo che si può ben sintetizzare con la definizione di “urbanizzazione”. L'urbanizzazione del territorio sullo stato italiano risulta procedere con un ritmo assolutamente frenetico, stimabile intorno ai 500km quadrati nell'arco temporale di un anno. Si tratta quindi di 500km di territorio che vengono convertiti in “urbano” e sulle quali si procede subito a costruire. Senza necessariamente prendere in esame quelle che sono le ovvie e pesanti ricadute che un simile concentramento apporta sullo stato di salute generale dei cittadini italiani, si prenda in esame il dato che, malgrado la costante opera costruttiva, il settore delle costruzioni continua a presentare grafici che puntano al ribasso. Come ha evidenziato Nomisma, nello scorso anno si è inizialmente registrato un aumento delle compravendite subito poi finito per congelarsi verso la chiusura dell'anno e dal quale si attende tutt'ora un segnale di vera ripresa. Per maggiori informazioni in merito: costruzioni sala bolognese

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