Muffa in casa: da che cosa dipende e come combatterla

31/gen/2016 16.57.12 Chiara Sorrentino Contatta l'autore

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La formazione della muffa in casa non è mai un buon segno. I microrganismi che la compongono, non solo deteriorano i materiali che infestano, ma influiscono negativamente sulla salute causando problemi all’apparato respiratorio e non solo. Di seguito ecco alcune indicazioni su come comportarsi per combattere la muffa in casa.

Le muffe sono dei microrganismi che possono liberare dei frammenti e spore e alcuni composti volatili microbeni. Questi ultimi rappresentano un vero e proprio potenziale pericolo per chi occupa ambienti soggetti alla formazione di muffe.

Una volta accertata la presenza della muffa si deve procedere con la rimozione dei materiali contaminati e la corretta pulizia dei materiali rimanenti dall’altra.

Generalmente, si dovrebbe procedere con la pulizia dalla prima comparsa della muffa visibile. In questo modo si può minimizzarne la proliferazione in superficie. Gli interventi che dissimulino la muffa sono sconsigliati perché inadeguati alla risoluzione del problema. La creazione di paratie, oppure l’applicazione di pitture o tappezzeria sui muri contaminati, potrebbero non bastare, ma peggiorare il problema, creando lo sviluppo delle muffe in aree inaccessibili o difficili da pulire.

Prima di procedere con la pulizia di macchie di muffa è sempre meglio capire quest’ultima da dove deriva. Ricordiamo, infatti, che la muffa dipende da un problema di umidità, per cui è necessario, anzitutto eliminare la cause dell’umidità altrimenti le macchie di muffa si ripresenteranno ciclicamente.

Una volta scoperte le cause della muffa, si può procedere con la bonifica. Quest’ultima dovrà essere studiata ed eseguita in base allo stato di decomposizione dei materiali contaminati, ma anche sulla natura dei materiali sui quali le muffe si sono sviluppate.

Se lo sviluppo della muffa interessa superfici inferiori a i 3 m² allora è possibile occuparsi in autonomia della pulizia delle superfici; se al contrario le superfici contaminate o afflitte dalla muffa superano tale valore, allora il problema potrebbe essere più complesso e richiedere l’intervento di un’azienda specializzata.

Bisogna anche tener presente che la porosità dei materiali rappresenta un ulteriore viatico per la proliferazione delle muffe. Per esempio il cartongesso e le carte da parati sono materiali porosi, per cui se contaminati vanno rimossi, soprattutto se la superficie contaminata supera lo 0,5 m². Invece nei materiali non porosi come cemento e mattonelle, lo sviluppo della muffa avverrà solo in superficie per cui potrà essere sufficiente una pulizia. Quando la contaminazione avviene a livello di materiali semi-porosi come intonaci e pannelli, allora le superfici dovranno essere analizzate scupolosamente, per determinare le cause dello sviluppo delle muffe.

Prima della pulizia bisogna però considerare che le macchie di muffa sono ricoperte da spore molto piccole, che se soggette a sollecitazioni possono distaccarsi e diffondersi nell’aria. Se si intende procedere con la pulizia bisogna necessariamente prendere delle precauzioni, come per esempio utilizzare una mascherina per la protezione delle vie aeree e guanti di protezione per le mani. Inoltre, bisogna evitare i ricircoli d’aria che vanno verso l’interno.

Se è possibile, durante l’operazione di pulizia bisogna spostare dall’ambiente tutti quegli elementi che non sono stati contaminati, quali biancheria e vestiti, giocattoli e peluches, mobili e così via. Tutto ciò che rimane deve essere, in seguito, oggetto di pulizia.

Tutti i materiali contaminati dovranno essere rimossi, prima del trattamento di bonifica. Tutti i materiali dovranno essere bagnati, per limitare la diffusione delle spore. I rifiuti derivati dalla bonifica dovranno essere accuratamente raccolti e imballati e smaltiti correttamente.

Per la pulizia delle superfici si possono utilizzare panni, acqua e detergenti. I materiali devono essere risciacquati solo con acqua pulita. Se le macchie di muffa non vanno via totalmente è possibile servirsi di candeggina, diluita con acqua. La miscela deva essere lasciata in posa per 15 minuti, dopodiché va risciacquata con acqua pulita. Se sei sta pensando di utilizzare un aspirapolvere per la pulizia della muffa, bisogna assicurarsi che sia dotato di filtro HEPA H 14, altre tipologie di filtro potrebbero causare la dispersione massiva della muffa nell’aria.

Qualora questi metodi non siano sufficienti per l’eliminazione della muffa, bisogna richiedere la consulenza di aziende specializzate nel trattamento della muffa e dell’umidità. Da sessant’anni Murprotec opera per contrastare gli effetti della presenza di umidità in casa, con soluzioni garantite trent’anni contro l’umidità di risalita. Inoltre, offre la propria consulenza anche per problematiche riguardanti la condensa in casa e le infiltrazioni d’acqua.

 

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