La calabria ostacola le energie rinnovabili

La calabria ostacola le energie rinnovabili L'Associazione dei produttori di energia da fonti rinnovabili - Aper - ha criticato un provvedimento legislativo regionale in materia di energie rinnovabili, chiedendo un chiarimento da parte del Governo.

06/mar/2009 09.44.29 fbonucci Contatta l'autore

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L'Associazione dei produttori di energia da fonti rinnovabili - Aper - ha criticato un provvedimento legislativo regionale in materia di energie rinnovabili, chiedendo un chiarimento da parte del Governo. Si tratta della legge regionale Calabria n. 42 del 29.12.2008 che ha approvato "Misure in materia di energia elettrica da fonti rinnovabili". Roberto Longo, presidente di Aper - sostiene che questa legge preveda, da un lato, una fissazione di un tetto massimo di potenza autorizzabile, dall'altro, una riserva di energia utilizzabile dalla Regione per stipulare protocolli di intesa con primari operatori (preferibilmente con partenariato calabrese) che destinino una significativa quota degli investimenti ad attività di sviluppo industriale ed economico sul territorio regionale, e per assegnare quote di energia prodotta a soggetti che gestiscono servizi pubblici caratterizzati da un elevato fabbisogno energetico. Disposizioni queste che comporterebbero importanti conseguenze in termini di distorsione delle dinamiche di un mercato che, per definizione, è libero e concorrenziale dal 1999. Aper ha cosi' proceduto a segnalare al Governo le disposizioni in contrasto con il quadro normativo vigente, sollecitando un intervento istituzionale dello Stato al fine di instaurare un giudizio di illegittimita' costituzionale. Una procedura gia' utilizzata dall'associazione nel dicembre 2008 per la legge regionale emanata dalla Regione Puglia e prima ancora con i provvedimenti normativi falsamente pro-rinnovabili della Regione Molise. In entrambi i casi il Governo ha ritenuto sussistessero i presupposti per promuovere il giudizio davanti alla Corte Costituzionale.

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