2010, l'anno della sfida estrema

2010, l'anno della sfida estrema Nota per la stampaPer informazioni e interviste 0547 346339 ufficiostampa@gruppomacro.net2010, l'anno della sfida estrema Cesena, 25 gennaio 2010 - Sei primati mondiali non sono bastati a fermare l'entusiasmo del maratoneta estremo Max Calderan che nel 2010, non solo si metterà alla prova come scrittore con l'uscita del suo libro La Forza Dentro (Macro Edizioni), ma affronterà anche una settima grande sfida: la traversata del deserto dell'Empty Quarter in Arabia Saudita.

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2010, l’anno della sfida estrema

Cesena, 25 gennaio 2010  Sei primati mondiali non sono bastati a fermare l’entusiasmo del maratoneta estremo Max Calderan che nel 2010, non solo si metterà alla prova come scrittore con l’uscita del suo libro La Forza Dentro (Macro Edizioni), ma affronterà anche una settima grande sfida: la traversata del deserto dell’Empty Quarter in Arabia Saudita.

Il quarantenne ex manager friulano  - unico uomo al mondo in grado di sopravvivere nel deserto in perfetta solitudine -  affronterà 1400 chilometri di caldo, sabbia e mistero. Una zona ancora inesplorata: “il luogo dove è nato l’Uomo”, dice Max, “dove vi è ancora la possibilità di incontrare l’ignoto assoluto”.  

Per Max – come lui stesso scrive - “l’estremo è spingere il limite fino a dove si avverte il punto di non ritorno”.  Ridefinire l’impossibile è infatti “ l’ultima via per riportare l’uomo alle proprie origini, quando percorreva centinaia e centinaia di chilometri completamente solo, quando dormiva ancora dieci minuti con un occhio aperto e uno chiuso perché aveva paura di essere attaccato da una belva”.

Le sue imprese si svolgono al confine delle umane possibilità, in condizioni che nessun’altro riuscirebbe a sostenere. Nel deserto si muove in autosufficienza alimentare, senza assistenza tecnica e medica, senza percorsi prestabiliti, in assoluta solitudine, concedendosi solo dei micro cicli di sonno e un GPS per la rotta.

Il deserto, l’ignoto, il pericolo non lo spaventano. “Se sei capace di attraversarli con la mente, il tuo corpo la segue” dice Max, che non è solo un esploratore, ma anche un ricercatore spirituale. Durante la traversata “non avrò nessuno strumento hi-tech communication. D’altronde, non dovrò comunicare niente all’esterno.”

Ed invece il messaggio che Max – l’uomo, non l’atleta – trasmette nelle sue imprese  è denso di significato. Roberto Re – uno dei più noti coach motivazionali in Europa – nella prefazione al libro scrive “le imprese di Max hanno un qualcosa di soprannaturale. E non ho scelto a caso questa parola. Sono convinto che lui riesca a superare i limiti del suo corpo facendo appello a qualcosa di più alto, che parte dalla sua mente ed arriva fino al suo spirito.”

“E il suo messaggio – continua Re - è proprio che chiunque ha un potenziale immenso e che potremmo fare molto di più di quanto facciamo, se solo imparassimo a limitarci di meno e a credere di più nelle nostre reali possibilità. Lui lo dimostra correndo nel deserto e spingendo il suo fisico oltre ogni possibile legge medico-scientifica ed è la via che lui ha scelto. Ma ognuno di noi ha il suo deserto da correre nella vita di tutti i giorni.”

 

Max Calderan nasce come sportivo nell’arrampicata e nello sci alpinismo. Oggi si definisce un esploratore desertico estremo. Insignito della Medaglia al Valore Civile dal Presidente della Repubblica, vince i Campionati Nazionali di Pentathlon Militare e si laurea in scienze motorie con il massimo dei voti. Dopo una carriera da manager di una multinazionale farmaceutica sceglie di dedicarsi completamente all'esplorazione estrema, non senza aver superato nella vita privata periodi molto difficili.

Oggi, Max Calderan è detentore di 6 Prime Mondiali Assolute, unico uomo al mondo in grado di sopravvivere nel deserto in perfetta solitudine, in autosufficienza alimentare, senza assistenza medica, dormendo solo tramite micro cicli di sonno e a temperature che possono superare i 58 °C.

Aprile 2006 – QATAR: primo uomo al mondo, ha percorso la diagonale più lunga dal confine con l’Arabia Saudita fino al Golfo Persico , 202 km non stop in 38 ore.

Gennaio 2007 – SULTANATO OMAN:primo uomo al mondo capace di correre 437 km sulla linea ideale del Tropico del Cancro dal confine con gli Emirati Arabi fino al Golfo di Oman in 90 ore e 20 minuti.

Agosto 2007– SULTANATO OMAN:  primo uomo al mondo capace di correre 200 km in 48 ore (+56 °C) in piena estate , quando anche gli stessi beduini si fermano per il caldo eccessivo. Erano le Ramlat (sabbie) AlWahiba.

Agosto 2008– SULTANATO OMAN:  il raddoppio estivo sulle Wahiba con 360 km percorsi in 75 ore e punte di 58 gradi .

Maggio 2009  - RAMALLAH (CISGIORDANIA)-GERUSALEMME-GAZA: 105km dove ad un check point israeliano Max prova l'adrenalina di un mitra puntato addosso pronto a far fuoco. Poi la pace del deserto del Sinai in Egitto 210 km dove apre una via di accesso tra lo stupore delle tribù beduine.

          Dicembre  2009 -  DESERTO DEL SINAI: Parte dalla Costa del Mar Rosso nel Golfo di Suez, nei pressi di Abu Sneima, dove      Mose` divise le acque, alle ore 11,30 di mercoledi 17 dicembre 2009, con uno zaino di 8 kg ed arriva dopo sole 24 ore e trenta minuti, ai piedi del Monte Sinai, presso il Monastero di Santa Caterina. Percorre 150 km, consumando tre litri di acqua, su un terreno non battuto con saliscendi molto impegnativi e temperature notturne prossime allo zero.

Per più informazioni: http://www.maxcalderan.com
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