Biancaneve deve morire di Nele Neuhaus in tutte le Librerie Mondolibri

19/ott/2011 10.00.38 Mondolibri Contatta l'autore

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Dal sensazionale caso editoriale in Germania al successo anche in Italia: Biancaneve deve morire si afferma come uno dei migliori polizieschi di questi ultimi anni

Caso editoriale
È arrivato in Italia trascinato dal successo straordinario di vendite e di critica ottenuto alla sua uscita in Germania, dove in pochi mesi ha venduto oltre 500.000 copie e ha stazionato a lungo ai vertici delle classifiche. Stiamo parlando di Biancaneve deve morire, un caso editoriale sì, ma anche un successo ampiamente meritato, perché il romanzo scritto dalla tedesca Nele Neuhaus è sicuramente uno dei migliori thriller degli ultimi anni. Venuto dal Nord, come i best-seller di Larsson, Mankell e tanti altri della scuola scandinava, ma con tratti e con un carattere che, al di là dell’ambientazione, lo avvicina moltissimo ai polizieschi mozzafiato della tradizione anglosassone. Una vera rivelazione per gli appassionati di questo genere letterario.

Un avvio da brividi
Già nel Prologo la storia si apre con una scena sconcertante, di quelle che fanno subito rabbrividire i lettori: in una stanza buia giace distesa una ragazza, i fiori sul comodino accanto al letto, che un premuroso e misterioso personaggio cambia non appena entra nella stanza, si avvicina a lei e accende lo stereo che suona la canzone preferita dalla ragazza. Lei non parla, lui la saluta: «Ciao Biancaneve». Lui lo sa che lei non può rispondergli, perché lei è morta ed è lui che si prende cura di lei nella speranza che un giorno possa tornare a sorridergli, almeno una volta ancora...

Il passato getta la sua ombra
E poi parte l’azione. Tobias Sartorius esce dal carcere dopo dieci anni, condannato per l’omicidio di due ragazze sue coetanee, scomparse una sera dopo una festa di cui Tobias conserva ricordi vaghi e confusi; buchi nella sua memoria e nel suo alibi che lo hanno portato in carcere con pesanti prove ma senza che i cadaveri di Laura e Stefanie fossero mai ritrovati. Nella piccola cittadina di Altenhain, nei pressi di Francoforte, l’atmosfera nei suoi confronti non potrebbe essere peggiore: nessuno lo ha mai ritenuto innocente – come lui si è sempre proclamato – e nessuno adesso lo vuole vedere ancora in giro per quei luoghi. Ma Tobias è pronto a tutto, soprattutto per stare vicino al padre che, gravato dai debiti e abbandonato anche dalla madre di Tobias poco dopo il suo arresto, è ormai l’ombra di sé stesso, costretto a vendere la bella locanda «Al gallo d’oro» per far fronte alle spese legali. Tobias, preparato ad affronatre un clima pesante, trova però una desolazione che non si aspettava e che ora rischia di trascinarlo in un baratro di disperazione.

La situazione si fa intricata
E infatti, proprio lo stesso giorno in una cisterna dell’aeroporto militare abbandonato di Eschborn viene ritrovato lo scheletro di una donna, forse il cadavere di una delle ragazze scomparse. Ma non è tutto: qualcuno getta la madre di Tobias giù da un cavalcavia. Il ritrovamento di quel corpo e quest’ultimo omicidio hanno forse a che fare con il suo ritorno? È quello che si chiedono Oliver von Bodenstein e Pia Kirchhoff, i due investigatori della polizia criminale chiamati a far luce su questi ultimi avvenimenti e che subito si trovano di fronte al muro di omertà e alle ambigue complicità che avvolgono la cittadina. E quando scompare anche la giovane Amelie, che nei giorni dopo il suo ritorno aveva stretto amicizia con Tobias, tutti quanti sono pronti a puntare il dito contro l’«assassino ritornato» e non solo a parole. Muovendosi a fatica in mezzo a quel clima insostenibile di violenza e rancore, Oliver e Pia cominciano però a scoprire delle crepe nell’impianto accusatorio che dieci anni prima aveva portato in carcere Tobias e che ora sembra invece portare più lontano, dove qualcuno in paese vorrebbe che non si guardasse perché lì c’è una verità che non perdona...

Il vero romanzo poliziesco
Nele Neuhaus è nata a Münster nel 1967 e prima di intraprendere la carriera di scrittrice ha studiato Giurisprudenza, Storia e Letteratura e ha lavorato in un’agenzia pubblicitaria. Biancaneve deve morire è il primo pubblicato in Italia di una serie di romanzi che hanno per protagonisti la coppia di investigatori Oliver von Bodenstein e Pia Kirchhoff. Se, come sembra, anche da noi si ripeterà il successo che il libro ha avuto in patria, li rivedremo presto all’opera e avremo così la possibilità di apprezzare nuovamente lo stile dirompente di Nele Neuhaus, la cui abilità nel catturare il lettore è fuori discussione. Un’abilità da “poliziesco” in piena regola, che sa controllare i molti personaggi implicati nella vicenda senza mai perdere il filo dell’azione, così da renderla sempre fulminante e accattivante.
L’autrice sa usare con destrezza anche l’accorgimento stilistico del frequente e improvviso cambio di scena che contribuisce non solo a tenere alta la tensione ma anche ad accelerare il ritmo dell’azione via via che l’enigma da sciogliere si fa sempre più intricato.

Il consiglio dell’autrice
Nele Neuhaus è stata recentemente nel nostro Paese per promuovere la traduzione italiana di Biancaneve deve morire e durante il tour di presentazione ha rilasciato alcune interviste raccolte nel suo ricchissimo sito www.neleneuhaus.de; in una di queste (al blog “L’angolo nero”) in modo molto simpatico ha dato due consigli ai lettori italiani, lasciando libertà di scelta:

«I motivi per non leggere oppure per leggere Biancaneve deve morire? Il motivo “per non leggerlo”: se la notte volete dormire sonni tranquilli... non leggetelo. Il motivo “per leggerlo”: perché c’è una storia, un intreccio, personaggi affascinanti, segreti nascosti... Vi affascinerà fino all’ultima pagina».

Non abbiamo dubbi: il più valido è il motivo per leggerlo.
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