A due anni dal clamoroso esordio con Il suggeritore esce il nuovo attesissimo romanzo di Donato Carrisi: Il tribunale delle anime

20/ott/2011 12.27.43 Mondolibri Contatta l'autore

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Una ragazza scomparsa. Un serial killer trasformista. Un segreto oscuro nel cuore di una Roma cupa e misteriosa. E due “cacciatori del buio” che affrontano le tenebre per illuminare una scioccante verità.

Il suggeritore è stato il thriller italiano più venduto nel mondo – pubblicato in 19 paesi, in vetta alle classifiche in Germania, Gran Bretagna e Francia, dove si è aggiudicato anche il prestigioso Prix Polar; in Italia ha venduto oltre 300.000 copie e ha vinto il Premio Bancarella 2009.

E adesso... Il tribunale delle anime che l’autore, in una recente intervista su “Vanity Fair”, ha presentato con queste parole: «Possiamo dire che è la storia di una semplice sparizione che, per una anomalia, si rivela essere una cosa diversa. Possiamo dire che a notare questa anomalia sono i cacciatori del buio; possiamo dire che al centro della storia ci sono una fotorivelatrice e un killer che assume l’identità delle sue vittime. Questo sì, possiamo dirlo, ma non una parola in più».

Ma noi forse possiamo raccontare qualcosa in più, senza per questo rovinare il piacere di una lettura intensa, emozionante, che deve stare sempre all’erta per non lasciarsi sorprendere da ogni nuovo colpo di scena.Siamo a Roma, in un’alba piovosa e triste; due uomini all’interno di un antico caffè di piazza Navona esaminano un dossier riservato. Una ragazza scomparsa. Nessuna traccia. La polizia pensa a un allontanamento volontario. Ma se non fosse così?

Marcus, il più giovane dei due, è un cacciatore del buio, esperto nell’inseguire il male fin nei più profondi recessi e addestrato a fiutare tracce nascoste, indizi flebili, anomalie, quei minuscoli strappi nella normalità che svelano l’inimmaginabile.
E infatti c’è un particolare che sconvolge il quadro logico ricostruito dalla polizia; questo minuscolo indizio solo Marcus può seguirlo fin nelle sue più incredibili conseguenze. Anche perché Marcus si muove nell’ombra, tra le pieghe delle inchieste ufficiali e nessuno è a conoscenza delle sue indagini; nessuno tranne chi le ha autorizzate, in alto, molto in alto... E quindi, se c’è qualcuno in grado di ritrovare viva la ragazza, quello è sicuramente lui.


Ma il cacciatore – così abile e apparentemente imperturbabile – è anche un uomo tormentato dai dubbi: come può riuscire a risolvere questo caso impossibile dopo il terribile incidente che ha cancellato parte della sua memoria e che gli nasconde perfino la sua vera identità? Ha bisogno di dettagli, non solo di anomalie.
E i dettagli arrivano quando la sua indagine incrocia Sandra, fotorilevatrice della polizia scientifica che, con il suo obiettivo e l’occhio esperto, sa leggere ogni dettaglio sulla scena di un crimine, quell’indizio che porta iscritto in sé il nome del colpevole. Perché gli oggetti parlano e la morte è nei dettagli... ma nei dettagli c’è anche la verità. Ed è proprio un dettaglio fuori posto nella sua vita privata a portarla a Roma, dove le sue angosce s’incontrano con i tormenti di Marcus. Qui in una Roma magica e misteriosa, splendidamente noir, un’ambientazione suggestiva, perfetto teatro dello scontro finale tra bene e male, Marcus e Sandra si addentrano nelle pieghe oscure della città eterna. Le loro indagini si fondono e si dirigono, attratte da una forza incontrollabile, verso quei luoghi in cui il mondo della luce incontra il mondo delle tenebre: la terra delle ombre, dove tutto è confuso, rarefatto, sospeso. È lì che i due cacciatori devono indagare per ridare luce alla verità e ricacciare il male al di là del confine del buio.

Il Tribunale delle anime è un thriller con molti intrecci nella trama, magistralmente controllati da Carrisi, abile nel dosare e nel gestire continui colpi di scena e incursioni nelle diverse dimensioni temporali e spaziali del racconto; un movimento che dà estrema vivacità alla successione degli eventi e stupisce il lettore a ogni cambio di ritmo.
Con questo suo secondo romanzo dopo Il suggeritore, Carrisi dimostra che il “thriller italiano” è ormai diventato grande, al punto da superare i tanto celebrati “maestri” americani (o quelli scandinavi di moda adesso) non solo nelle classifiche ma anche e soprattutto in qualità.

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