COMUNICATO STAMPA: A marzo in libreria "Perché le religioni a scuola? Competenze, buone pratiche e laicità" a cura di Brunetto Salvarani

01/feb/2012 13.32.30 monica martinelli EMI Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

 

«Fino a quando i cattolici leggeranno solo il Vangelo,

 gli ebrei solo la Torà e i musulmani solo il Corano, sarà impossibile

realizzare una vera integrazione a scuola e nella società»

Amos Luzzatto (leader delle Comunità Ebraiche)

 

Perché le religioni a scuola?

Competenze, buone pratiche e laicità

 

A cura di Brunetto Salvarani

 

La proposta di un gruppo di studiosi per un insegnamento curriculare e aconfessionale su religioni e credenze. Nelle scuole italiane, un numero crescente di studenti fa riferimento a confessioni diverse, ma non esiste un insegnamento che le codifichi come materia di studio ed elemento essenziale della cultura. Una proposta per adeguare la scuola alla società di oggi.

 

Perché le religioni a scuola? è il tema del Convegno primaverile promosso dal CEM, il Centro Educazione alla Mondialità di Brescia, il 9 aprile del  2011. Le religioni, nelle scuole italiane, ci sono perché tanti studenti fanno riferimento a diversi mondi religiosi; ci sono perché da tempo si discute più o meno strumentalmente del senso della presenza del crocifisso nelle aule scolastiche, dei presepi e dei canti sacri da insegnare o meno agli alunni. Ma non ci sono, se non in  maniera del tutto periferica, come materia di studio e connotato essenziale, per una cultura che si pretenda completa e al passo coi tempi.

Esiste solo una disciplina, l’Insegnamento della religione cattolica (Irc), facoltativa e di marca confessionale. Una situazione ingessata e, apparentemente, priva di sbocchi, nonostante il cambiamento avvenuto nel panorama religioso europeo e come dimostra il disagio vissuto dagli stessi docenti di Irc, nel lavoro quotidiano degli ultimi anni.

In tale contesto, nel convegno CEM si è auspicato l’avvio di quella che fu definita l’ora delle religioni, sulla base del metodo di Bradford, in chiave aconfessionale, interculturale e aperta a tutti gli studenti.

I numerosi  relatori presenti, diversi per disciplina e provenienza confessionale, hanno unanimemente rilevato come l’ambito scolastico sia strategico, e rischi di costituire lo spazio principe per strumentalizzazioni e banalizzazioni varie.

È evidente, del resto, che le nostre istituzioni educative non sono in grado di far fronte al crescente pluralismo religioso odierno, condizione normale, per un paese europeo. Mentre solo una forte competenza religiosa è garanzia di laicità, e la laicità non può prescindere da una forte competenza religiosa.

 

La prima parte del libro contiene interventi di docenti e professori con esperienza nel campo educativo e di dialogo interreligioso, la seconda parte è dedicata invece alle buone pratiche, con la descrizione di esperienze educative modello in Italia, Svizzera, Stati Uniti e Québec.

 

Troviamo interventi, tra gli altri, di: Brunetto Salvarani, Enzo Pace, Alessandro Saggioro, Lucrezia Pedrali, Aluisi Tosolini, Carmelina Chiara Canta, Mariachiara Giorda, Marco Dal Corso e Marialuisa Damini.

 

 

Il curatore del volume è Brunetto Salvarani.  Docente di Missiologia e Teologia del dialogo presso la Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna, dirige il mensile di educazione interculturale CEM Mondialità, il trimestrale di dialogo ebraico-cristiano e interreligioso Qol e le collane «L’Altrascuola» e «Fattore R» dell’EMI.

Per la stessa casa editrice ha diretto la collana «Parole delle fedi» ed è curatore (con Paolo Naso) di Il muro di vetro. L’Italia delle religioni. Primo Rapporto (2009) e autore di Educare al pluralismo religioso (2006); Gesù (2006); A scuola con la Bibbia (2001).

 

Perché le religioni a scuola sarà in tutte le librerie a marzo. E' già possibile acquistarlo presso l'editore scrivendo a ordini@emi.it o tramite il sito internet www.emi.it.

 

 

 

 

pp. 176 - euro 12,00


 

Indice dell’opera:

 

Prefazione. A scuola per educarsi all’altro.

di Mario Menin

 

Introduzione. Perché le religioni a scuola?

di Brunetto Salvarani

 

Prima parte. Le prospettive epistemologiche .

 

Non possiamo non dirci religiosi. L’insegnamento delle religioni come emergenza culturale in Europa e in Italia.

di Enzo Pace

 

Religioni a scuola e modelli di laicità.

di Paolo Naso

 

I principi di Toledo: l’Europa chiama.

di Alessandro Saggioro

 

Religioni a scuola, uno sguardo pedagogico.

di Lucrezia Pedrali

 

Il diritto a conoscere le religioni: comparare scolasticamente i fenomeni religiosi.

di Aluisi Tosolini

 

Scenari per l’insegnamento della cultura religiosa in Italia.

di Carmelina Chiara Canta

 

Seconda parte. Le buone pratiche.

 

La scuola della laicità aperta: il corso «Etica e cultura religiosa» nel Québec.

di Flavio Pajer

 

La discussione sull’istruzione religiosa nelle scuole pubbliche statunitensi.

di Giuseppe Tacconi

 

L’insegnamento religioso in Svizzera.

di Giuseppe La Torre

 

La Bibbia a scuola.

di Giangabriele Vertova

 

Islam nella società plurale: narrazione e dialogo.

a scuola di Adel Jabbar

Studiare, insegnare, divulgare le religioni.

di Mariachiara Giorda

 

Sentieri cooperativi per insegnare le religioni.

di Marco Dal Corso - Marialuisa Damini

 

Appendice. La Carta di Brescia

 

 

 

 

«Non è possibile immaginare un futuro dell’Europa

senza una conoscenza del fenomeno religioso

e delle principali religioni presenti in Europa.

Il problema riguarda tutta la scuola e tutta la società.»

Cardinale Carlo Maria Martini

 

 

 

 

 

 

Ufficio stampa : Monica Martinelli, stampa@emi.it,  tel. 051 326027, cell. 331 3996944

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