COMUNICATO STAMPA: "L'Africa a testa alta di Cheikh Anta Diop", un libro di Jean-Marc Ela con prefazione di Marco Aime

COMUNICATO STAMPA: "L'Africa a testa alta di Cheikh Anta Diop", un libro di Jean-Marc Ela con prefazione di Marco Aime.

Persone Monica Martinelli, Marco Aime Introduzione, Marco Aime Esce, Jean-Marc Ela, Emi
Luoghi Italia, Europa, Africa, Bologna, Egitto, Africa Nera, Zerbo
Organizzazioni Electrical and Musical Industries
Argomenti storia, politica, storia antica

21/feb/2012 11.27.38 monica martinelli EMI Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

 

«Ciò che l’Occidente chiama universalità della scienza, della storia o della filosofia,

spesso non indica niente più che il proprio comfort di vivere e di dominare.»

 

L’Africa a testa alta di Cheikh Anta Diop

 

di Jean-Marc Ela

 

con prefazione di Marco Aime

 

 

Esce nella seconda metà di marzo, per i tipi della EMI,  L’Africa a testa alta di Cheikh Anta Diop  di Jean-Marc Ela.

Assieme a Ki-Zerbo, Cheikh Anta Diop (1923-1986) è il più grande storico africano del XX secolo, il suo pensiero ha restituito dignità e consapevolezza all’uomo africano.

Fisico e umanista senegalese, è una figura ancora controversa nell’ambito della storiografia ma anche i suoi critici ne riconoscono la statura.

Con le sue teorie, in particolare con la tesi secondo cui la civiltà egizia è radicalmente negro-africana e non bianca, tentò di spostare in avanti la frontiera della conoscenza sull’Africa, con l’obiettivo di reintrodurre il Continente nella storia da cui era stata espulsa e ricollocarla nelle grandi narrazioni nelle quali veniva regolarmente dimenticata.

 

Affermare che l’Egitto dei Faraoni affondava le sue radici culturali nel mondo nero, e non fosse quindi di matrice mediterranea e di influenza culturale europea, costituiva un tentativo di «spostare il centro del mondo» ribaltando la geografia mentale dominante: l’Egitto nasceva da sud, dal cuore dell’Africa nera.

Con la ricerca linguistica e scientifica, cercò di dimostrare la continuità tra l'idioma dell’antico impero e le lingue africane nonché i tratti negroidi degli egizi. I risultati della ricerca divennero uno strumento di battaglia politica: affermare certe teorie non era un mero lavoro accademico, significava ribaltare la visione sull’Africa e di conseguenza anche quella sull’Europa. Ripensarne la storia e, soprattutto, ridefinire i rapporti tra i due continenti.

Criticate sul piano politico, alcune posizioni vennero messe in discussione anche su quello scientifico e tutt’ora costituiscono argomento di dibattito.

 

L’africa a testa alta di Cheikh Anta Diop è uno dei pochi libri pubblicati in Italia in cui avviene, idealmente, l’incontro tra due grandi intellettuali africani: Jean-Marc Ela (1936-2008), prete, teologo della liberazione e insigne sociologo e antropologo, e Cheikh Anta Diop, che ha anticipato quella ricca e fruttuosa corrente definita post-colonial studies. Per questo è particolarmente significativo rileggere oggi, a cinquant’anni dalle indipendenze africane, il percorso, magistralmente tracciato da Jean-Marc Ela, di questo protagonista della lotta per il riconoscimento dell’Africa.

Le altre opere di Jean-Marc Ela tradotte in italiano sono: Questo è il tempo degli eredi (Emi, 1983); Fede e libera­zione in Africa (Cittadella, 1986); La mia fede di africano (Edb, 1987); Il grido dell’uomo africa­no (L’Harmattan Italia, 2001). L’edizione originale del libro è: Cheikh Anta Diop ou l’honneur de penser (L’Harmattan, 1989).

 

Indice dell’opera

 

Prefazione di Marco Aime

 

Introduzione

 

1. L’epoca di Cheikh Anta Diop

Un mondo frantumato

Le astuzie della razionalità europea

La fine di uno sguardo

 

2. Un solo tema: l’Africa

Soggetto unico, sguardi molteplici

Un problema di metodo

 

3. La ragione è nata presso i neri

Il declino degli assoluti

Scandalosa verità

 

4. Coscienza storica e rivoluzione africana

Il problema della storia africana

Il rispetto del reale

Dalla conoscenza storica alla coscienza politica

 

5. Colonizzazione e problema nazionale

Una fIction storica?

La questione nazionale «a rasoterra»

Il sogno di un panafricanista

La memoria di un popolo

 

6. Responsabilità sociali e politiche del ricercatore ...

Ai margini dell’università

L’uomo di scienza e il suo popolo

Una posta in gioco politica

Propaganda o verità?

Per una scienza a servizio dell’uomo

 

7. La sfida delle nuove generazioni africane

 

Bibliografia e sitografia

 

 

 

 

 

  

 

 

 

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