Un intenso esordio letterario

La scrittrice padovana Simonetta Mannino, affronta nel suo romanzo d'esordio "L'odore della felicità" edito da Edizioni Esordienti E-Book, il tema dell'alcolismo.

Persone Ornella, Simonetta Mannino, Nina
Argomenti letteratura, teatro

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22/feb/2012 14.55.25 L'odore della felicità Contatta l'autore

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La scrittrice padovana Simonetta Mannino, affronta nel suo romanzo d’esordio “L’odore della felicità" edito da Edizioni Esordienti E-Book, il tema dell’alcolismo.


Il libro racconta la storia di una giovane donna e del suo rapporto con la madre, figura apparentemente affettuosa, ma in realtà murata nel suo male di vivere e nella sua solitudine, che cerca di compensare con il vino. La sorella Ornella, così pratica, concreta, e anche gelosa della sorellina, un padre che ha abbandonato la famiglia; questo è il mondo di affetti malati e incompleti di Nina, la protagonista di questo romanzo, che la portano a sviluppare una sorta di masochismo che sfocia in episodi di autolesionismo, sia nell’infanzia, sia nell’età adulta. Appena maggiorenne la protagonista lascia la fabbrica per esibirsi in un night e finisce per prostituirsi. Vuole denaro, molto denaro, per regalare alla madre un’esistenza più agiata e, in qualche modo, forse, comperarne l’affetto, ma intanto continua ad autodistruggersi. Anche l’amore non è che illusione, di Nina, ovviamente, perché per gli uomini lei è soltanto una puttana.


“L’odore della felicità” è attualmente disponibile in formato E-book sul sito www.edizioniesordienti.com.


L’autrice, nonostante l’argomento drammatico, è capace di regalare al lettore più esigente momenti di autentico piacere per la bellezza della scrittura, per i personaggi non descritti, eppure vividamente visualizzabili, e per l’abilità nell’uso di foreshadowing e metafore: la penna d’argento con cui Nina firma il contratto per lavorare al night è come una lama, la firma che traccia è come una ferita, immagine che annuncia l’ambivalenza della scelta della ragazza. I canarini morti nella gabbietta, in casa della madre, ricordano altri due piccoli e morbidi batuffoli gialli, le scarpine di lana con le quali Nina vuole annunciare a Cristian, l’uomo che si illude di amare, la sua gioia di essere incinta, gioia che si spegnerà subito in una scena di violenza che culmina in un aborto. La narrazione fluida coinvolge il lettore e lo trascina in un mondo di simboli, di colori, di luci, di odori e sensazioni attraverso i quali la lettura si fa esperienza e strumento di conoscenza, e allora ci interroghiamo: il viaggio della vita, dove porta? Alla fine del racconto, Nina darà la sua risposta: così privata, così personale, così finitamente umana.



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