COMUNICATO STAMPA: "Cristiani e musulmani una sola mano" Un libro racconta i giorni del popolo egiziano, unito nel laboratorio della democrazia

28/feb/2012 08.32.38 monica martinelli EMI Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

 

Il 25 gennaio del 2011 le proteste egiziane contro il regime di Mubarak culminano nella rivoluzione di Piazza Tahrir, con manifestazioni contro la corruzione locale, la disoccupazione, la dilagante povertà e la crescente inflazione. Un libro racconta i giorni caldi del popolo egiziano unito nel laboratorio della democrazia.

 Cristiani e musulmani, una sola mano.

L'Egitto di piazza Tahrir, laboratorio di dialogo e democrazia

 

un libro di Elisa Ferrero

 

 

Esce a marzo il libro Cristiani e musulmani, una sola mano. Un diario che racconta gli aspetti inedi­ti e sottaciuti della «rivoluzione d’Egit­to», scoppiata in piazza Tahrir al Cairo il 25 gennaio 2011 e di nuovo accesasi lo scorso novembre. La cosiddetta “primavera araba” ha dato il via a un nuovo tipo di convivenza e cittadinan­za, all’insegna del pluralismo religioso e del confronto dialettico con l’opinio­ne dell’altro.

 

Le immagini del Corano accostato alla croce cristiana, durante le manifestazioni, hanno riempito il web e le pagine dei giornali. Molti hanno ritenuto che si trattasse di un’astuta mossa propagandistica, ma l’autrice respinge l’idea e mostra, con i fatti vissuti e narrati, come gli atti simbolici, seppur usati con consapevolezza mediatica, siano scaturiti dal desiderio di riaffermare l’unità tra cristiani e musulmani, contro la politica del divide et impera attuata dal regime di Mubarak che, paventando il pericolo islamista, manteneva in silenzio l’intera popolazione sotto lo scacco della paura.

Le scene dei musulmani in preghiera protetti dai cristiani e dei cristiani protetti dai musulmani non sono state altro che i segni esteriori di questa nuova consapevolezza.

 

Il libro ha origine dal desiderio di rendere pubblico un “diario della rivoluzione” nato in maniera spontanea, dall’invio di notizie a decine di persone interessate, diventate poi centinaia quindi migliaia, unite in una catena umana che diffondeva informazioni in tempo reale. Il racconto dei fatti si caratterizza così per l’immediatezza: pur abbracciando la cronaca e l’analisi, le «lettere» del diario sono vive e spontanee, perché scritte sull’onda degli eventi e con il sentimento di partecipazione di chi è legato ai luoghi e alle persone coinvolte. L’autrice ha raccolto le testimonianze e i commenti degli amici egiziani, attraverso telefono, posta elettronica, sms, Twitter e Facebook: gli stessi mezzi di comunicazione che sono stati usati dai giovani per organizzare la rivolta. E poi notizie da tv e giornali arabi, integrate dando notizie e testimonianze della propria esperienza di vita in Egitto. Il diario copre l’intero 2011, dall’inizio della rivoluzione a fine novembre, con gli ultimi scontri e la prima tornata elettorale.

Cristiani e musulmani, una sola mano è ricco di approfondimenti: tra le pagine del diario, i blocchetti di approfondimento, aggiunti in fase di lavorazione, spiegano termini e passaggi della storia recente egiziana utili alla piena comprensione del testo.

 

La domanda cruciale che l’autrice si pone nel capitolo finale è quanto, di questo spirito di unione, si sia trasferito al resto della società egiziana, oltre piazza Tahrir,  nella fase della ricostruzione. Il quadro non è ancora chiaro, ma qualunque sia l’evolversi degli eventi, l’esperienza di piazza Tahrir resterà un momento imprescindibile della storia egiziana, che avrà formato la coscienza politica di un’intera generazione di giovani.

 

Il libro fa parte della collana Parole non crociate diretta da Paolo Naso, la postfazione è di Wael Farouq, presidente del Centro Tawasul del Cairo.

 

 

Elisa Ferrero: piemontese, collabora con il Centro Culturale Tawasul del Cairo ed è autrice di una newsletter sulla rivoluzione egiziana, regolarmente pubblicata sui seguenti siti:

Paralleli - Istituto Euromediterraneo del Nord Ovest, Radio Beckwith Evangelica, Associazione Città Futura, Fondazione Critica Liberale, Italialaica, Emigrazione Notizie, Migranti Torino, Alp Cub.  

È laureanda in Scienze bibliche e teologiche (in­dirizzo Religioni in dialogo) presso la Facoltà Valdese di Teologia a Roma. Conosce a fondo il mondo arabo e frequenta particolarmente l’Egitto, ha scritto articoli per diverse riviste, italiane e arabe, e traduce dall’arabo testi letterari e di saggistica.

 

Il Centro culturale Tawasul - Nato al Cairo nel 2006 per iniziativa di un gruppo di giornalisti, scrittori, professori universitari, giudici e artisti, si pone come obiettivo la creazione di uno spazio d’incontro tra le due sponde del  Mediterraneo, soprattutto tra italiani ed egiziani. Il professor Wael Farouq, di religione musulmana, dell’Università americana del Cairo, ne è presidente e fondatore.


 

 

 


 

Indice dell’opera

 

Introduzione. Il piccolo stato di Tahrir.

L’esperimento di una società aperta al dialogo e a una nuova cittadinanza

 

1. Diario della rivoluzione egiziana

2. Il dialogo religioso nel dopo-Mubarak. Da piazza Tahrir alla società intera

3. Cronologia della rivoluzione egiziana (gennaio-agosto 2011)

 

Postfazione di Wael Farouq

 

Schede di approfondimento:

Qualche informazione sull’Egitto

I Fratelli musulmani

La chiesa copta egiziana

Le leggi di emergenza

I baltagheya

Gruppi e movimenti nati in seno alla rivoluzione

L’apparato di sicurezza egiziano

Gli emendamenti costituzionali

La Dichiarazione Costituzionale

Il Centro Culturale Tawasul

I salafiti

Il sistema di governo egiziano


 

« Tahrir non è un luogo, Tahrir è uno stato della mente»

da Twitter, Wael Abbas (blogger egiziano)

 

 

Ufficio stampa : Monica Martinelli, stampa@emi.it,  tel. 051 326027, cell. 331 3996944

 

 

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