CS: Esce "Visitare gli infermi" (EMI), come diventare guaritori a partire dalle nostre ferite secondo il missionario clarettiano Angelo Cupini

01/mar/2016 17.38.51 monica martinelli EMI Contatta l'autore

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In libreria da giovedì 3 marzo

 

Comunicato stampa

 

Sentirci feriti per diventare «gauritori»

Le riflessioni di Angelo Cupini nel nuovo libro

Visitare gli infermi (EMI)

 

 

Bologna, 1 marzo 2016

 

«Visitare vuol dire operare dentro di noi una partecipazione tale da essere messi in crisi noi stessi e desiderare una guarigione per le nostre vite». Essere «guaritori» significa quindi essere coscienti delle proprie debolezze e del fatto che non siamo dei «sani» che vanno a fare visita a dei «malati», ma che ognuno di noi porta con sé l’eredità delle sue ferite.

 

È questa la particolare e personale interpretazione dell’opera di misericordia del «visitare gli infermi» che ci offre Angelo Cupini, missionario clarettiano, da anni impegnato nel recupero dei tossicodipendenti con la sua onlus Comunità di via Gaggio. L’Autore affida le sue riflessioni al libro Visitare gli infermi. Lasciamoci arricchire dalla debolezza (Editrice Missionaria Italiana, in libreria da giovedì 3 marzo), parte della collana «Fare misericordia» dedicata alle opere di misericordia e predisposta per l’Anno giubilare.

 

Sono in particolare sette donne, interpellate da Cupini, a riempire di significato quest’opera, testimoniando il «cambiamento», la «fiducia» acquisita, l’ «essere più attenti», ma soprattutto la «forza» che coloro che chiamiamo malati hanno saputo trasmettere a queste sette figure coraggiose. Dai malati di SLA a quelli di HIV, sono gli infermi, gli «scartati», come li definisce dispregiativamente la nostra società, a visitarci; sono le loro sofferenze a risvegliare le nostre coscienze e a renderci consapevoli, come dei moderni Giobbe, che solo a partire dalle nostre ferite saremo in grado di prenderci cura degli altri. Un riscatto della malattia, che ribalta le categorie contemporanee che associano l’infermità alla debolezza e all’inutilità.

 

L’attività di cura di Gesù verso i malati, nodo centrale della riflessione di Cupini, si incarna nell’immagine dell’operato dei suoi confratelli clarettiani in India: «Per esempio, è normale nelle comunità, in alcune ore, vedere l’arrivo di persone, normalmente poveri, alle quali si curano i piedi che viaggiano scalzi e sopportano i pesi, i terreni, le stagioni. Prendersi cura dei loro piedi vuol dire per i miei confratelli accogliere la persona, onorarla nel punto più fragile, farlo familiarmente e senza scopo di lucro o di conversione».

 

 

L’AUTORE

 

Angelo Cupini (Frosinone 1939), missionario clarettiano, è un prete noto per il suo impegno sociale. Opera a Lecco nella Comunità di via Gaggio, fondata nel 1975 per l’aiuto ai tossicodipendenti. È stato superiore generale dei clarettiani dal 1996 al 2008. Ha scritto Cristo abita in periferia (Gruppo Abele).

 

Angelo Cupini, Visitare gli infermi. Lasciamoci arricchire dalla debolezza, Collana Fare misericordia, Editrice Missionaria Italiana, pp. 64, euro 7,00

 

In allegato, la copertina del volume.

 

Per informazioni e copie saggio per recensione:

Chiara Brivio

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