Come si realizza una carta geografica

Come si realizza una carta geografica.

Persone Laura Ottaviani, Rosalba, Toponomastica, Vincenzo Visceglia
Luoghi Roma, Italia, Appennino
Organizzazioni Visceglia È
Argomenti cartografia, economia, lavoro, politica

15/mar/2016 10.42.46 Cartografica Visceglia Contatta l'autore

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Nel lontano 1929 l'impegno e la passione di Vincenzo Visceglia confluirono nella fondazione dell'istituto geografico omonimo. La produzione attenta e meticolosa di centinaia di carte geografiche e lavori di cartografia, fin da subito diedero impulso al lavoro degli urbanisti, industriali ed ingegneri dell'epoca, che si avvalevano della straordinaria puntualità delle carte Visceglia per mettere a punto progetti urbanistici e piani regolatori. Gli ambiti di applicazione dei lavori partoriti dall'azienda e dalla passione del suo fondatore, già durante i primi anni di attività, sapevano diversificarsi in base ad un'attenzione particolare per i loro utilizzatori, cosicché potessero rappresentare una solida base per approfondimenti di carattere scolastico, turistico e promozionale. Oggi, l'archivio Visceglia annovera lavori di ogni genere, spesso redatti a mano dai disegnatori che da sempre costituiscono il valore più prezioso sul quale l'azienda può contare. L'altra punta di diamante dell'istituto è rappresentato dal fondo storico, costituito dalle migliaia di carte geografiche rare e spesso molto antiche che provengono da alcuni degli archivi più ricchi al mondo. Il processo di rinnovazione tecnologica che ha investito il comparto, ha fatto in modo che anche l'istituto Visceglia rivoluzionasse le proprie tecniche e strumentazioni, sebbene i valori e la passione che da sempre connotano i vertici e l'intero staff aziendale siano gli stessi da 87 anni a questa parte. Oggi, Visceglia, fra le altre cose, produce cartografia computerizzata, mappe statistiche, nonché ogni genere di carta personalizzata nella quale possono essere incluse tutte le linee guida fornite dal committente, comprensive di colori, tematiche, legenda e formato. La passione per le carte più antiche, pregne di quel fascino che le moderne produzioni stentano a possedere, resta una prerogativa dell'istituto Visceglia, che continua a riprodurre modelli cartografici storici e persino globi in legno e gesso. 

La storia dell'istituto Visceglia

È stato un piccolo borgo dell'appennino materano a dare i natali a Vincenzo Visceglia, nato nel 1903 in quel di Salandra. La nascita dell'istituto, invece, avviene a Roma, quando il suo fondatore di anni ne aveva soltanto venticinque. La passione di Visceglia per la raffigurazione su carta dei luoghi più disparati della terra lo guida verso la pubblicazione della sua prima grande opera: la Guida Toponomastica della città di Roma, una grande planimetria della capitale, all'interno della quale spicca la varietà e la precisione con cui vengono raffigurati i particolari. La cura con cui vengono rappresentati i punti di interesse e la puntualità con cui sono stati assegnati i numeri civici ha fatto storia, qualificando quest'opera come una pietra miliare della cartografia romana ed italiana. Alla Guida Toponomastica di Roma, hanno fatto seguito tantissime altre planimetrie che sono confluite nell'Atlante Urbanistico d'Italia, un'opera enciclopedica che raccoglie le raffigurazioni dettagliate di oltre cento città italiane, costantemente aggiornate a partire dall'anno della prima stesura. Ma tra le passioni intramontabili coltivate da Vincenzo Visceglia e dai propri collaboratori occupano un posto privilegiato il materiale antico e la cartografia d'epoca che affollano l'archivio aziendale. Fra tali opere spiccano per valore ed importanza alcuni atlanti geografici e diverse tavole recuperati nei più noti mercati d'antiquariato sparsi per il mondo. Uno degli ambiti più importanti nei quali opera l'istituto Visceglia è proprio la riproduzione delle carte geografiche d'antan, splendide ed affascinanti, nonché capaci di incuriosire anche coloro che non coltivano direttamente la passione per la cartografia. L'oggettistica ispirata al mondo della geografia deriva il suo nome proprio da tale scienza, essendo stata ribattezzata come geo-arte. Le mappe, i globi e l'oggettistica Visceglia sono imperniate su un'attenta e profonda ricerca della bellezza: la scienza e la tecnica produttiva sposano l'obiettivo comune dell'estetica, punto che sancisce il grande successo riscosso dall'azienda. E come dimenticare le carte scolastiche che hanno accompagnato milioni di studenti italiani negli anni della propria formazione: mappe di ogni forma e misura che sovente i nostri occhi hanno incrociato anche in alcune delle stazioni ferroviarie e metropolitane più importanti della penisola. Vincenzo Visceglia, morto nel 1971, è stato sostituito dalla figlia Rosalba, che a sua volta ha lasciato la direzione dell'azienda a Laura Ottaviani, nipote del fondatore. 

Come si realizza una carta geografica

Realizzare una carta geografica è un'opera tutt'altro che semplice, frutto di una passione intramontabile per la geografia e di un solido impegno protratto nel tempo. L'istituto Visceglia produce una notevole quantità di carte personalizzate, destinate a soddisfare le più disparate esigenze, a partire dalla promozione di eventi ed attività, fino ad arrivare a semplici finalità di arredamento. Le mappe Visceglia corredano carte personalizzate, piuttosto che dépliant pubblicitari e turistici dotati di punti di riferimento ben visibili e destinati a milioni di cittadini e turisti che popolano centinaia di città sparse per lo stivale. Alla base della produzione di una carta geografica risiedono due distinte fasi: la triangolazione e, in un secondo momento, il rilevamento topografico. La triangolazione prevede che sul territorio in questione vengano fissati un tot di punti di riferimento ravvicinati, stabilendone le coordinate geografiche e l'altitudine. In un secondo momento, si misura la distanza fra i vari punti e si passa alla costruzione di un reticolo di maglie triangolari, da cui il termine triangolazione, che hanno come fondamento la cosiddetta base geodetica. Dopo aver eseguito la triangolazione, si passa al rilevamento del terreno, con lo scopo di misurare la maggior quantità possibile di distanze intercorrenti tra i vari punti fissati, nonché la loro altitudine e posizione. Con l'approfondimento di alcune tecniche più moderne, quali il telerilevamento e l'aerofotogrammetria, questo passaggio, una volta eseguito direttamente sul territorio, oggi viene completato quasi completamento in laboratorio. Il telerilevamento utilizza le immagini satellitari, scattate a centinaia di chilometri dalla terra e capaci di restituire immagini altamente dettagliate. A questa particolare tecnica viene associata l'aerofotogrammetria, che alle immagini satellitari preferisce quelle aeree. Questa tecnica prevede lo scatto in rapida successione di centinaia di fotografie che producono una strisciata fotografica in grado di donare una visione tridimensionale della zona interessata, da cui è possibile ottenere una bozza della carta.

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