SPIRALI > Giorgio Antonucci contro tendenza alla psichiatrizzazione

17/ott/2008 16.00.38 Spirali edizioni Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
(Mailing list information, including unsubscription instructions,
is located at the end of this message.)
__


= = = C O M U N I C A T O S T A M P A = = =

Parla l'autore del volume “Diario dal manicomio”
GIORGIO ANTONUCCI: “LA 'PSICHIATRIZZAZIONE' E' CONTRO LA LIBERTÀ”
Scoperto il caso dei nosocomi di frontiera usati nel dopoguerra per il confino per emigranti “fastidiosi”.

Milano, 17/10/2008 - Emigrazione, sofferenza psichica e pratiche totalizzanti: emerge il caso che - tra gli anni '40 e '60 - delinea un instradamento anomalo al trattamento sanitario obbligatorio a danno di emigranti italiani, rei di presunte “turbe psichiche” manifestate in territorio straniero. Interviene in proposito il professor Giorgio Antonucci, scrittore ed attivista per i diritti umani, tra i maggiori esponenti del movimento dell'antipsichiatria fondato dall'americano Thomas Szasz: “la dottrina attesta da tempo che lo straniero è per sua natura in condizione di svantaggio, quindi esposto in quanto tale a riscontri di “anormalità” psichiatrica secondo giudizi arbitrari; è così che i “diversi”, gli emarginati, le vittime di guerra, all'occorrenza finiscono per essere riconosciuti tutti come “pazzi”.
Ritrovamento inquietante = Il caso: le cartelle cliniche dell'ospedale psichiatrico “San Martino” di Como evidenziano che per oltre vent'anni - dal '46 al '69 - nel nosocomio sono arrivati oltre 250 “pazienti”, quasi tutti maschi provenienti dall'estero. Come mai così tanti? Come mai qui alla frontiera e non nei luoghi di d'origine?
Il ricercatore Gavino Puggioni, esperto di storia orale e scrittura popolare, è l'artefice del fugace ritrovamento. Con lui si torna al contesto di miseria del periodo, quando era necessario andare a cercare fortuna fuori e il governo scambiava in qualche modo forza lavoro contro materie prime, braccia in cambio di carbone; e se qualcuno creava problemi di sorta era conveniente risolvere il problema alla radice. Ecco che si prospetta una scandalosa “migrazione di ritorno”, una reclusione mascherata da follia.
Una vicenda dolente, che oggi torna a galla ripresa da un'emittente radiofonica romana all'interno del ciclo “Più scheletri che armadi per nasconderli” (http://www.ondarossa.info/site/trx/scheletri.html).
L'essenza di una pratica totalizzante = Dunque il medico e psicanalista, già collaboratore di Basaglia: “Oltre il singolo caso, dobbiamo interrogarsi sull'essenza stessa della psichiatria, che può invalidare il pensiero dell'altro con un atto autoritario che non ammette difesa: quando si è dichiarato 'pazzi' qualsiasi cosa dica o faccia è comunque sbagliata”.
Dunque il manicomio come meccanismo di velata esclusione, segregazione, distacco, alienazione di quello che di volta in volta è considerato un elemento “di disturbo” della società; dove non conta “giusto” o “sbagliato” ma solo il giudizio di “correttezza” espresso dal funzionario.
Tendenza alla psichiatrizzazione = Conclude Antonucci: “L'errore di fondo è “psichiatrizzare” sempre più le manigfestazioni umane: trasformare un errore o un reato in malattia mentale significa trasformare un soggetto responsabile delle proprie scelte in un oggetto passivo, macchinetta da aggiustare secondo le esigenze sociali. Il paziente dovrebbe scegliere circa la propria salute. Invece nelle malattie mentali inventate il medico da consulente diventa tutore, decidendone il destino al suo posto. Una situazione che fa temere per la libertà”.
Ora interverranno le autorità competenti. Ma eliminare le persone attraverso la psichiatria rimane di moda, se è vero che si inventano sempre nuovi disturbi (l'obesità, il gioco d'azzardo...) in base a fini ed interessi eterodiretti. E i 'malati di mente'? Forse scompariranno solo quando la società smetterà di escluderli.


s c h e d a l i b r o :
---------------------------------------------------------------------------
GIORGIO ANTONUCCI, “DIARIO DAL MANICOMIO”
(Ed. Spirali, pp.443, euro 30, isbn 887770747X)
Una denuncia che approda alla poesia: le esperienze e le vicende vere di persone internate ed il tentativo di liberarle da una condizione di svantaggio e prigionia. Perché gli internati ricorrono ad accorgimenti di sopravvivenza di cui tutti hanno bisogno se strappati con la violenza alla propria casa, ai rapporti reali, agli affetti: ”Che il cervello funzioni bene solo quando si adatta alle convenzioni sociali è un pensiero poco intelligente, crudele e dannoso“.
---------------------------------------------------------------------------


--
The following information is a reminder of your current mailing
list subscription:

You are subscribed to the following list:

Addetti stampa e cultura: news Spirali

using the following email:

pubblica@comunicati.net

You may automatically unsubscribe from this list at any time by
visiting the following URL:



If the above URL is inoperable, make sure that you have copied the
entire address. Some mail readers will wrap a long URL and thus break
this automatic unsubscribe mechanism.

You may also change your subscription by visiting this list's main screen:



If you're still having trouble, please contact the list owner at:



The following physical address is associated with this mailing list:

SPIRALI - Ufficio marketing
via Varese 36, Senago (MI) 20030
Tel & fax: +39 02 99481494
E-mail: marketing@spirali.com


blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl