Comunicato Stampa: Tagore - "Il tremendo gioco della gioia"

13/nov/2009 16.02.21 monica martinelli EMI Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA EMI

Per la prima volta in italiano, tradotte dal bengoli, le meditazioni alla scuola di Santiniketon

 

Robindranath Tagore

"Il tremendo gioco della gioia"


a cura di Laura Santoro Ragaini

(Prima traduzione italiana dal bengoli di p.Marino Rigon con la collaborazione del Centro Studi Tagore)

 Per la prima volta in italiano, direttamente dalla lingua bengoli, EMI pubblica le trentuno meditazioni tenute da Tagore agli alunni e agli insegnanti di Santiniketon, tra il 1911 e il 1914. Tagore, Premio Nobel per la letteratura nel 1913, è il più grande e geniale scrittore bengalese, uno dei più grandi del mondo. È stato poeta, pedagogo, musicista, filosofo, compositore, drammaturgo, promotore sociale, pittore.

È l'irripetibile frutto di una Calcutta cosmopolita, in lui la crescita umana, religiosa e letteraria seguirono un percorso parallelo e molto personale, in cui la poesia è quasi la registrazione dell'esperienza religiosa. Un cammino iniziato con la percezione fisica della bellezza dell'universo che lo portò in un primo tempo a identificare la bellezza con Dio e poi in una ricerca non più di fruizione ma di contatto personale, alla scoperta dell'uomo e della sua universalità.

Molta influenza ebbero su di lui le missioni cristiane, soprattutto le figure del missionario battista William Carey e dell'anglicano Henry Martyn, ma l'esplorazione religiosa di Tagore fu sempre libera e indipendente.

Memore delle infelici esperienze scolastiche, Tagore diede vita a uno straordinario esperimento didattico a Santiniketon, luogo di ristoro dei pellegrini diretti all'Himalaya, 150 km da calcutta: una piccola scuola ispirata agli antichi ashrom della foresta. Divenuta università nel 1918 col nome di Visva Bharati, la Voce Universale,  la scuola continua ancora oggi il suo percorso, perché l'insegnamento, afferma Robindranath Tagore,  è un compito divino e deve avvenire in un clima di costante armonia tra le persone, la natura e l'adorazione a Dio in un clima di piena libertà e di pace, dove non esistono divisioni di caste e di religioni.


Più l'uomo si impegna nella fatica, nella politica, nelle attività sociali,

più rende visibile il suo intimo invisibile e cammina verso il futuro.

La capacità di esprimere sé stessi si chiama libertà.

Le tenebre non sono libertà, come non è libertà  l'invisibilità,

che è l'ostacolo più terribile da affrontare,

per superare il quale è necessario l'entusiastico fervore

del germoglio dentro il seme, del fiore dentro il boccio."




Monica Martinelli
(ufficio stampa EMI)
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