voto in condotta a scuola

Numeri alti purtroppo, ma non così diversi da quelli dell'anno scorso: se alle scuole medie è stata registrata una leggera flessione, alle scuole superiori invece si è dovuto prendere atto di un incremento abbastanza netto delle insufficienze: il numero si aggira intorno ai 10mila in più del 2009.

06/apr/2010 09.27.50 PrestitoaStatali Contatta l'autore

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VOTO IN CONDOTTA A SCUOLA: DETERRENTE, SOLUZIONE O PALLIATIVO?

 

Il 5 in condotta spopola nelle pagelle delle scuole italiane. Come previsto all’alba della nuova riforma Gelmini, la linea dura con i ragazzi più indisciplinati ha portato una pioggia di insufficienze che rischiano di compromettere l’anno scolastico a migliaia di ragazzi.

Parlando di numeri,  il 5 in condotta riguarda più di 17mila ragazzini delle scuole medie, mentre la cifra sale a 46 mila per le superiori. Numeri alti purtroppo, ma non così diversi da quelli dell’anno scorso: se alle scuole medie è stata registrata una leggera flessione, alle scuole superiori invece si è dovuto prendere atto di un incremento abbastanza netto delle insufficienze: il numero si aggira intorno ai 10mila in più del 2009.

A diffondere i dati è stato lo stesso ministero dell’Istruzione, secondo il quale c’è una conferma positiva della "linea più severa e rigorosa attuata già dall'anno scolastico precedente in sede scrutinante, soprattutto nelle superiori".

Ma non tutti concordano con queste affermazioni, prima tra tutti la cisl scuola che ha parlato di “proclami a vuoto”.

Già durante l’approvazione preliminare del decreto sulla valutazione degli alunni, il sindacato di categoria si era detto scettico rispetto a quanto proposto e aveva avanzato delle criticità sul testo stesso che poi, in seguito, venne comunque approvato senza alcuna modifica.

Il dubbio più importante avanzato dalla cisl riguardava la mancanza di sinergia tra le forze che regolano i comportamenti dei ragazzi all’interno della società e di cui la scuola è solo una parte; ovvero “in assenza di un'azione sinergica tra scuola, famiglia, istituzioni e "sociale organizzato", finalizzata alla realizzazione di un vero "patto educativo"  si corre il rischio di non conseguire alcun risultato soddisfacente”.

In altre parole, la cisl si chiede se il voto in condotta sia effettivamente un deterrente al bullismo e sia prerogativa di un migliore rendimento scolastico, oppure finisca per diventare una nuova arma di “selezione” degli studenti, che invece di includere all’interno del sistema scolastico gli elementi socialmente difficili, finisca per isolarli e rovesciarli nella società, con tutte le conseguenze che ciò comporta.

Il voto in condotta, secondo lo stesso decreto ministeriale n. 5 del gennaio 2009, è uno strumento di valutazione complessiva che “mira a valutare il livello di consapevolezza raggiunta dallo studente in merito alle regole di una convivenza civile, della sua capacità di rispettare il complesso delle disposizioni che disciplinano la vita di ogni istituzione”. In questo senso dunque è come se la valenza del voto in condotta desse alla scuola un potere di educazione; potere che, come sottolinea la cisl, va condiviso con le altre realtà sociali affinché sia efficace allo scopo. Questo perché molto spesso si tende a sottovalutare un aspetto che invece per molti versi è tra i più incisivi: gli insegnanti sono sì tra gli educatori dei ragazzi, ma sono anche tra le loro prime vittime quando questi non rispettano le regole o in qualche caso la legge. Quindi hanno tutto l’interesse affinché si metta fine ad atteggiamenti oltraggiosi o addirittura illegali. Ma in questo senso, il 5 in condotta non risolve la situazione e a quanto pare non sembra sia stato efficace neanche come deterrente.

 

Valentina Stipa

Staff di PrestitoaStatali.it

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