CASSA INTEGRAZIONE E CESIONE DEL QUINTO SONO COMPATIBILI

In un contesto come questo diventa importante anche analizzare le conseguenze nelle quali si incorre, nel caso in cui si acceda a un prestito tramite cessione del quinto e ci si trovi improvvisamente nella condizione di non poter più contare sulla retribuzione mensile intera.

19/apr/2010 12.11.59 PrestitoaStatali Contatta l'autore

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CASSA INTEGRAZIONE E CESSIONE DEL QUINTO SONO COMPATIBILI

Crisi economica, disoccupazione, chiusura delle fabbriche e cassa integrazione sono concetti che ultimamente riempiono le pagine di giornali e rientrano tra le problematiche più urgenti da risolvere nel nostro paese e non solo. Il divario tra i ricchi e i poveri aumenta senza lasciare spazio alla categoria intermedia, che si assottiglia ulteriormente.

In un contesto come questo diventa importante anche analizzare le conseguenze nelle quali si incorre, nel caso in cui si acceda a un prestito tramite cessione del quinto e ci si trovi improvvisamente nella condizione di non poter più contare sulla retribuzione mensile intera.

Prima di analizzare tali conseguenze però cerchiamo di capire che cos’è il regime di cassa integrazione: istituita nel lontano 1947, e successivamente modificata, non è altro che “una prestazione economica (erogata dall’INPS) in favore dei lavoratori sospesi dall'obbligo di eseguire la prestazione lavorativa o che lavorano a orario ridotto” ovvero un aiuto concreto alle aziende che per carenza di lavoro, invece di licenziare, possono sfruttare questo istituto, garantendo, per un tempo stabilito e variabile, il posto di lavoro ai propri dipendenti.

Durante questo regime transitorio, la retribuzione mensile non può superare l’80% dello stipendio globale e questo si ripercuote inevitabilmente su eventuali finanziamenti e prestiti erogati invece sulla base di uno stipendio più alto.

In questo caso, come si comporta l’istituto di credito erogante? Va precisato prima di tutto che, al momento dell’erogazione del prestito, tra gli accertamenti fatti, ci sono sempre anche una serie di variabili che, in caso di una diminuzione dello stipendio, guadagnano peso ai fini dell’onere della rata, come il TFR, l’anzianità di servizio oppure i dati relativi all’azienda, dunque il capitale sociale, la dimensione etc. Solitamente poi quando si stipula un prestito con cessione del quinto, all’interno del contratto sono contenute tutte le condizioni applicate in caso di diminuzione del reddito (non necessariamente imputabile alla cassa integrazione). Dopo queste dovute premesse, per tornare alla domanda iniziale, a meno che non sopraggiungano problemi o fattori di altra natura, la rata mensile resta invariata anche in regime di cassa integrazione. Questo rimane vero se la decurtazione della retribuzione non supera il 50% del totale. In quel caso è possibile chiedere la sospensione della rata. Nel caso in cui invece si abbia un taglio netto che superi un terzo del totale, è possibile rinegoziare la rata stessa secondo le nuove condizioni economiche. In entrambi i casi, l’istituto di credito recupera gli interessi persi prolungando la durata del prestito stesso fino al raggiungimento della cifra iniziale pattuita con il richiedente.

Dunque anche in questo caso, la scelta della cessione del quinto rimane una valida alternativa: c’è la possibilità di sospendere o rinegoziare il vostro onere mensile mettendovi nella condizione di non risultare, nonostante il cambiamento delle vostre condizioni economiche, un cattivo pagatore.

 

Valentina Stipa

Staff di PrestitoaStatali.it

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