Cessione del Quinto

Il datore di lavoro è obbligato a prelevare la quinta parte del salario o stipendio del dipendente cedente, fungendo da semplice pagatore, ma solo fin quando sussiste la busta paga.

21/apr/2011 23.06.59 Marco B. Contatta l'autore

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La Cessione del Quinto è una particolare forma di prestito personale, che consiste nella cessione massima della quinta parte dello stipendio (o 20%), al fine di estinguere un debito con un istituto creditore, fino al raggiungimento della somma dovuta, comprensiva della quota di interessi.

E’ una pratica diffusa e antica di finanziamento e sono ammessi a richiedere tale tipologia di prestito i lavoratori statali, parastatali, nonché dipendenti di aziende private.
La durata massima del prestito è di 120 mesi (dieci anni), mentre di solito il periodo minimo è di 24 mesi (2 anni).

Una volta richiesta questa forma di rimborso del prestito ottenuto, la cessione del quinto non può essere più revocata, per tutto il tempo concordato.
La durata del prestito non può eccedere quella del rapporto di lavoro, sebbene sia concessa solo ai dipendenti ministeriali di trasferire la cessione sulla pensione.

Il datore di lavoro è obbligato a prelevare la quinta parte del salario o stipendio del dipendente cedente, fungendo da semplice pagatore, ma solo fin quando sussiste la busta paga. Nel caso in cui il rapporto di lavoro dovesse estinguersi, il datore di lavoro sarà obbligato a trattenere tutte le somme maturate dal lavoratore, e cederle in favore dell’istituto erogante il prestito. Trattasi non solo di TFR, ma anche di tutte quelle somme rientranti nel rapporto di lavoro (ad esempio, tredicesima, ferie non godute, etc.).
E’ anche possibile ottenere prestiti a pensionati, tramite cessione del quinto, ma la scadenza non può andare oltre i 90 anni del debitore.

Al momento della stipula del finanziamento, la legge prevede che vengano stipulate le assicurazioni per il rischio vita e rischio impiego.
Nel primo caso, l’assicurazione interviene senza rivalsa verso gli eredi, mentre nel secondo l’assicurazione interviene, entro i limiti del TFR maturato, che, quindi, non è più nella disponibilità di chi ottiene tale prestito.

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