La manovra finanziaria e il conto online

Nella recente manovra finanziaria, ormai prossima all'approvazione - a causa della difficile congiuntura economica e valutaria beneficerà dei voti dei partiti di opposizione oltre a quelli dei partiti che sostengono la maggioranza - non può non destare una certa meraviglia un pacchetto di norme che riguardano i conti online e depositi titoli.

14/lug/2011 16.09.29 linkbildung Contatta l'autore

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Nella recente manovra finanziaria, ormai prossima all'approvazione - a causa della difficile congiuntura economica e valutaria beneficerà dei voti dei partiti di opposizione oltre a quelli dei partiti che sostengono la maggioranza - non può non destare una certa meraviglia un pacchetto di norme che riguardano i conti online e depositi titoli. I termini della questione sono noti ma è bene riepilogarli.

Deposito titoli.
Attualmente sul deposito di titoli grava un'imposta di bollo di circa € 34 annui. Tale imposta verrà portata a € 120 l'anno per stabilizzarsi a regime su un importo pari a € 150 annui. L'ammontare di titoli azionari pari o superiore ai € 50.000 comporterà un'imposta di bollo di € 380 l'anno.

Proventi da titoli.
L'attuale ritenuta sui guadagni di borsa e si guadagni dei titoli di Stato verrà incrementata dall'attuale 12,5% al prossimo 20%. Va da sé che sommando la maggiore tassazione sui guadagni al quadruplicamento dell'imposta di bollo sui titoli, i piccoli risparmiatori viene quasi totalmente preclusa la possibilità di acquistare titoli inclusi quelli di Stato.

Conti on-line.
Ogni conto online, e ormai cominciano a essere molti, si appoggia spesso a un conto deposito gratuito. Questi ultimi soprattutto se vincolati offrono dei buoni rendimenti. Naturalmente, è bene ricordarlo, il rendimento è legato anche all'importo che viene depositato. La finanziaria in via di approvazione ha modificato al ribasso la ritenuta sugli interessi maturati in un conto corrente sia esso tradizionale o conto corrente online. Va da sé che i piccoli risparmiatori siano molto più incentivati a investire su questa forma di risparmio che vede un'imposta di bollo quattro volte inferiore rispetto all'imposta di bollo nel conto titoli.

In sintesi ciò che desta sorpresa è il fatto che queste norme sembrano voler disincentivare i piccoli risparmiatori dall'investire in titoli azionari, ma soprattutto in titoli di Stato e tale atteggiamento sembra andare nella direzione opposta alla necessità di un paese che attraversa un momento difficile e che ha bisogno di reperire risorse.

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