Analisi fondamentale Forex 18 luglio 2011

Si vocifera di un immediato intervento della BoJ (Bank of Japan) se il cross USD/JPY dovesse tornare sotto 79.

Persone Barack Obama
Luoghi Europa, Esposizione Universale Roma, Grecia, Stati Uniti d'America, Regno Unito
Organizzazioni Bank of Englad, BoJ, Moody's Corporation, Unione Socialista Indipendente
Argomenti economia, finanza, borsa

19/lug/2011 14.18.52 btstudio Contatta l'autore

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Analisi fondamentale Forex 18 luglio 2011

La settimana appena trascorsa è stata molto turbolenta. Il cross EUR/USD ha toccato 1.39 per poi avere un forte rimbalzo. Questa situazione è determinata dalle vicissitudini economiche che i due Paesi stanno attraversando e che hanno inciso sul breve periodo generando delle forti variazioni di prezzo caratterizzati da un forte volatilità senza precedenti storici. Due monete in crisi. Ad approfittarne sono le monete di rifugio quali yen, franco svizzero e l’oro il quale ha segnato un nuovo record storico. Si vocifera di un immediato intervento della BoJ (Bank of Japan) se il cross USD/JPY dovesse tornare sotto 79. È uno scenario molto complesso quello del Forex delle ultime settimane dove anche “i migliori” fanno fatica a sopravvivere. La moneta europea è stata incapace di approfittare della debolezza del Dollaro e lunedì e martedì ha subito degli importanti crolli che non è riuscita a riassorbire nonostante i forti rimbalzi. Ma la debolezza dell’Euro non si mostra solo con il diretto rivale americano. Segnali negativi anche nei confronti del Franco svizzero e dello Yen. Venerdì con la chiusura dei mercati sono stati effettuati gli stress test sulle maggiori banche europee che hanno visto 8 bocciate su 91 (5 spagnole, 2 greche e 1 austriaca) un risultato positivo almeno a prima vista ma la maggioranza pensa che sia un risultato fittizio pubblicato solo per dare fiducia agli investitori. Anche dal Regno Unito arrivano segnali negativi ma la Sterlina resiste e guadagna contro il dollaro fino a raggiungere quota 1.6193. La Bank of Englad è intenzionata a mantenere l’attuale politica economica fino alla metà del 2012 nonostante l’alta inflazione. Negli USA la situazione non migliora e l’economia si trova di nuovo sull’orlo della recessione. Forti contrasti tra Obama e i Repubblicani riguardo l’aumento del debito pubblico ma il mondo intero sta ad aspettare e si chiede cosa succederà il 2 agosto se gli Stati Uniti dovessero andare in default tecnico. Le conseguenze immediate sarebbero il congelamento dei pagamenti governativi ed effetti negativi su consumi e domanda aggregata. In ragione di ciò le agenzie Moody’s e Standard &Poor’s hanno messo sotto vigilanza il rating USA. Viste queste premesse, questa settimana si apre con la questione del debito pubblico USA dominante e l’Europa che inizia a riflettere su un fallimento pilotato della Grecia. In Europa è prevista anche la pubblicazione, martedì 19 luglio, dell’indice ZEW che prevede un calo di -12 mentre per mercoledì 20 è prevista la pubblicazione dell’indice di fiducia dei consumatori anch’esso in calo a -11. La settimana si chiuderà con gli indici di fiducia delle imprese francesi e tedesche entrambi attesi in calo. Nuove pubblicazioni anche per gli USA per le quali si prevedono dei leggeri aumenti i quali, però, non porteranno ad un miglioramento della situazione economica americana.

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