PUNTUALI NEI PAGAMENTI IL 59% DELLE IMPRESE CON IMPRENDITORE NON ITALIANO MA QUASI IL 12% SI CARATTERIZZA PER UNA ELEVATA RISCHIOSITA’ DI GENERARE INSOLUTI NEI PROSSIMI 12 MESI

PUNTUALI NEI PAGAMENTI IL 59% DELLE IMPRESE CON IMPRENDITORE NON ITALIANO MA QUASI IL 12% SI CARATTERIZZA PER UNA ELEVATA RISCHIOSITÀ DI GENERARE INSOLUTI NEI PROSSIMI 12 MESI.

Persone Marco Preti
Luoghi Italia, Lazio, Piemonte, Veneto, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Lombardia
Organizzazioni Gruppo CRIF, CRIBIS D
Argomenti economia, impresa, commercio, industria

13/mar/2012 13.16.51 ADP Contatta l'autore

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Ditta individuale situata in Lombardia, con fatturato compreso tra 100 mila e 500 mila euro, attiva nell'Edilizia o nel Commercio. E' questo l'identikit dell'impresa con titolare straniero operante in Italia che emerge da uno studio realizzato da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information. Nello specifico, a fine 2011 erano oltre 477.000 le imprese con titolare non italiano operanti nel nostro Paese. La maggioranza di queste (il 66,6% per la precisione) era costituita da ditte individuali mentre il 17,2% del totale era rappresentato da società di persone e il restante 16,2% da società di capitali. Entrando maggiormente nel dettaglio, il 18,4% delle imprese con titolare non italiano ha registrato un fatturato inferiore a 100 mila euro, il 41% del totale si posiziona tra i 100 mila e i 500 mila euro, il 19,2% tra 500 mila e 1 milione di euro, il 14,9% tra 1 milione e 5 milioni di euro, il 2% tra 5 milioni e 10 milioni di euro mentre il restante 3,7% fattura oltre 10 milioni di euro. Sulla base dello studio di CRIBIS D&B, la maggiore concentrazione di imprese con titolare non italiano si trova in Lombardia (20,3% del totale), seguita da Lazio (10,7%), Emilia Romagna (9,8%), Toscana (9,7%), Veneto (9,5%) e Piemonte (8,4%). Se si guarda però alla penetrazione di queste imprese rispetto al totale di quelle operanti sul territorio regionale, spiccano Friuli Venezia Giulia e Toscana, dove rispettivamente il 12,8% e il 12,4% delle imprese operanti sul territorio presenta titolari non italiani, seguite da Lombardia (11,2%), Liguria (10,9%) ed Emilia Romagna (10,6%). Quasi un terzo degli imprenditori stranieri presenti nel nostro Paese opera nel settore del Commercio al dettaglio (il 30,9% del totale) a fronte del 26,5% presente nell'Edilizia, del 17,3% nei Servizi vari. Il 9,9% è invece attivo nell'Industria e produzione, il 6% nel Commercio all'ingrosso, il 3,6% nei Trasporti e distribuzione, il 3,1% nei Servizi Finanziari, il 2,6% nell'Agricoltura. Se si guarda però alla penetrazione rispetto alla totalità delle imprese operante in un comparto economico, il settore con la maggiore incidenza di imprese con imprenditore non italiano risulta essere l'Edilizia, con una quota del 15%, seguito dal Commercio al dettaglio, con il 12,2%, e dal Commercio all'ingrosso, con il 10,2%. “Dalla nostra Analisi - commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di Cribis D&B - si osserva come a fine 2011 tra le imprese con titolare non italiano la percentuale di quelle puntuali risultasse essere sopra la media ma, al contempo, che anche quelle che presentavano gravi ritardi nel pagamento delle fatture dei propri fornitori fossero decisamente più numerose rispetto alla media italiana. Ma la maggior fragilità delle imprese con titolare straniero si riflette anche in una maggiore probabilità di generare insoluti commerciali nei prossimi 12 mesi. Questa criticità dipende, evidentemente, non tanto dal fatto che il titolare sia non italiano quanto, piuttosto, dalla prevalente presenza di queste imprese in settori caratterizzati in questa fase congiunturale da maggiori difficoltà, come ad esempio l’Edilizia”. In effetti, a fine dicembre 2011 il 69,1% delle imprese con titolare non italiano si caratterizzava per una rischiosità media di generare insoluti commerciali nei confronti dei propri fornitori nei 12 mesi successivi, contro una media italiana pari al 45,6%. Per l'11,9% delle imprese con titolare straniero, invece, si osservava un'alta rischiosità (contro una media italiana del 10,9%), per il 16,3% una rischiosità medio-bassa (contro una media italiana del 37,7%), per appena il 2,7% una rischiosità bassa (contro una media italiana del 5,8%). “Le dinamiche che si registrano tra le imprese con titolare non italiano rispecchiano le criticità che caratterizzano questa fase di congiuntura economica negativa – aggiunge Marco Preti -. D’altro canto, i dati relativi all’anno appena concluso confermano l’impressione generale di un contesto economico tendenzialmente più rischioso e, soprattutto, più ‘fluido’, cioè maggiormente caratterizzato da cambiamenti repentini, sia a livello di controparti (clienti e fornitori), sia a livello di andamento di mercato.  Sul sito di CRIBIS D&B è possibile scaricare l’analisi completa ed ottenere informazioni sui servizi di Business Information.

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