Il trasferimento di soldi all'estero non sente la crisi

09/mag/2012 19.32.47 Valeria Biagi Contatta l'autore

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Pur in tempi di crisi è in continua crescita il volume di denaro inviato all'estero dagli immigrati residenti in Italia. Con in testa i cinesi, che inviano in madrepatria circa 12.000 euro pro capite, i lavoratori stranieri nel 2011 hanno inviato all'estero denaro pari allo 0,46% del PIL, con un aumento del 12,5% rispetto all'anno precedente.

Un fiume di denaro, 7,4 miliardi di euro, cioè quasi lo 0,5% della ricchezza prodotta in Italia in un anno, che attraverso le agenzie Money Transfer si disperde a pioggia verso i quattro angoli del mondo.
In breve tempo, recandosi in una agenzia Money Transfer a Milano, Torino, Roma o in qualsiasi città italiana, è possibile trasferire denaro all'altro capo del mondo, trasformando euro in yuan cinesi, pesos filippini o reais brasiliani, dove possono essere ritirati in contanti presentando semplicemente un documento di identità e il codice identificativo dell'operazione di trasferimento oppure possono essere depositata direttamentesu un conto corrente.
Dal nuovo rapporto della Fondazione Leone Moressa (specializzata in economia dell' immigrazione) sulle rimesse in denaro dall'Italia verso l'estero emerge che inaspettatamente nel 2011, nonostante il momento di crisi generalizzata, l'invio di soldi all'estero da parte degli immigrati è aumentato del 12,5% rispetto al 2010.

Questo si spiega sia con l'aumento del numero degli immigrati presenti in Italia (la Caritas li valuta in 5 milioni, irregolari esclusi), sia con l'accresciuta facilità per il trasferimento di fondi fra stati da parte di privati cittadini, su richiesta della stessa banca Mondiale, per favorire la crescita e lo sviluppo delle aree più povere del mondo. Il denaro inviato all'estero dai lavoratori immigrati infatti va direttamente nelle tasche delle famiglie che in genere appartengono a classi sociali medio-basse e che quindi utilizzano immediatamente i soldi ricevuti, favorendo così la crescita economica nazionale.

Il trasferimento di soldi all'estero costituisce quindi un aiuto concreto per le economie dei paesi in via di sviluppo, così come lo era stato per l'Italia all'inizio del novecento.
In aggiunta all'invio di denaro attraverso banche e agenzie Money Transfer, che ormai sono diffuse in modo capillare su tutto il territorio nazionale, devono essere conteggiati i soldi che vengono esportati in modo informale, anche se non illegale, dallo stesso interessato o tramite amici e parenti in occasione di viaggi in visita alla famiglia nel paese d'origine, ammontare che si stima essere di eguale entità a quello trasferito tramite Money Transfer.

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