Jobs act, i buoni propositi per il 2015.

Jobs act, i buoni propositi per il 2015.. Lasciamo oramai il 2014 con l'amarezza in bocca di cenoni che per un certo verso sono lo specchio delle nostre tasche, ovvero sempre più vuote e con giovani seduti alle tavole dei genitori senza un lavoro decente o semplicemente sottopagati, se non in alcuni casi super sfruttati a nero.

26/dic/2014 13:48:07 Leo Contatta l'autore

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Lasciamo oramai il 2014 con l’amarezza in bocca di cenoni che per un certo verso sono lo specchio delle nostre tasche, ovvero sempre più vuote e con giovani seduti alle tavole dei genitori senza un lavoro decente o semplicemente sottopagati, se non in alcuni casi super sfruttati a nero.

Non ci vuole certo un consulente del lavoro per analizzare la situazione italiana di quest’anno. Ma secondo i nostri politici la prospettiva per il 2015, sarà meno nera di quella del 2014. Il mondo del lavoro è destinato quindi a cambiare, il governo promette nei prossimi 3 anni ben 800 mila assunzioni in più.

Almeno questa è la promessa che oggi ripete a tutti il presidente del Consiglio Matteo Renzi, tutto questo dopo l’incontro con il presidente della Repubblica. È con il Jobs act che si promette un enorme cambiamento, prima di tutto nella sicurezza e nei diritti sul lavoro. Facendo un piccolo esempio, oggi l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è in grado di proteggere dal licenziamento, solo i dipendenti delle aziende che hanno più di 15 dipendenti.

Al di sotto dei 15 dipendenti infatti, manca il reintegro ma pare appunto che le cose con il Jobs act cambieranno portando a tutti il doppio regime. Il contratto che non prevede o che meglio riduce il reintegro è definito a Tutele Crescenti verrà lo stesso applicato ma comunque solo alle nuove assunzioni.

Ovviamente ciò mette sullo stesso livello sia coloro che inizieranno il loro primo lavoro che coloro che hanno intenzione di cambiare lavoro o azienda. Insomma potrà trattarsi di un ennesima linea di frattura in un paese dove le fratture che vedono i giovani sempre all’ultimo posto.

A riguardare tutti, saranno anche i controlli a distanza, controlli con i quali l’azienda sarà in grado di sorvegliare e controllare gli impianti e anche i dispositivi usati dai dipendenti. Ci sono poi numerose regole che verranno cambiate per tutti sia per i nuovi che per i vecchi contratti. Anche se a livello psicologico per gli italiani avrà più importanza il cambiamento dell’articolo 18.

E grazie a questi cambiamenti, grazie al taglio dei contribuenti, previsto dalla legge di Stabilità, porterà a ben 800 mila assunzioni in più per tutti. Insomma non resta che aspettare e scoprire se questi risultati tanto attesi e tanto decantati saranno veramente attivi alle nostre porte.

Ne avremmo veramente bisogno in un economia tanto rovinata e tanto ansimante ed è forse l’ultima spiaggia per molti giovani che altrimenti emigreranno come già hanno fatto altri coetanei e non. Situazione davvero grave considerando che i giovani che oggi emigrano sono considerati un terzo degli emigranti che arrivano nelle nostre terre.

 

Questo ci porterà, fra non molto ad avere più emigranti per le strade che italiani stessi. Allo stato attuale la forza lavoro totale in Italia è di ben 23 milioni di persone, mentre quelli con un contratto da dipendente sono appena più di 12 milioni. Una riforma che anche se molto lentamente cambierà molte cose portando ad un numero di assunzioni molto soddisfacente. Oggi sembra fantascienza ma domani chi sa. 

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