IMPRESAMIA.IT-FILIERA - Latte: Zaia al Brennero insieme a Coldiretti

21/lug/2009 15.46.15 IMPRESAMIA.IT Contatta l'autore

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Marini: da frontiere 3,5 milioni litri al giorno diventano italiani

FILIERA - Latte: Zaia al Brennero insieme a Coldiretti

Oltre 2mila allevatori hanno bloccato al valico del Brennero le cisterne di latte in arrivo dall'Austria e dagli altri paesi del Centro-Europa. La mobilitazione è promossa dalla Coldiretti a difesa del latte e dei formaggi italiani ed è stato scelto un valico di frontiera perché "dalle frontiere italiane  passano ogni giorno 3,5 milioni di litri di latte sterile, semilavorati e polveri di caseina per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente - ha denunciato dal presidio del Brennero il presidente della Coldiretti Sergio Marini ( a destra nella foto) - mozzarelle, formaggi o latte italiani, all'insaputa dei consumatori". Accanto a Marini, il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia ( a sinistra nella foto). " Condivido fino in fondo la battaglia della Coldiretti" ha detto il ministro che ha ricordato  di aver organizzato con la stessa Coldiretti la mobilitazione e il presidio al Brennero per illustrare nei dettagli la proposta che l'Italia ha presentato in sede comunitaria per superare la crisi del settore: un piano di abbandono del mercato per 600 milioni di euro che consentirà di eliminare il 2% della produzione del latte su base Ue.
Nel corso della manifestazione, Marini ha chiesto l'etichettatuta obbligatoria del latte e il ministro ha subito raccolto la proposta.  Ma qual'è il vero problema? Tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio indicarlo in etichetta. Ma tutto questo si deve anche alla politica comunitaria che anziché privilegiare chi produce latte di qualità, ha approvato un pacchetto di aiuti da 1.200 milioni di euro per sostenere burro e latte in polvere con il risultato che le materie prime di serie B, ora potranno costare ancora meno. La situazione è destinata ad aggravarsi poiché dal primo gennaio 2009 può essere incorporato fino al 10% di caseina e caseinati nel formaggio, al posto del latte, secondo quanto previsto dal regolamento (CE) n. 760/2008 del 31 luglio 2008. Insomma, si tratta di prodotti di bassa qualità che vengono "abusivamente nazionalizzati" e con i quali le grandi industrie casearie confezionano formaggi indistinguibili dal vero Made in Italy. "In un anno - ha affermato il presidente della Coldiretti - sono arrivati ben 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili di polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi all'insaputa dei consumatori e a danno degli allevatori.
A rischio - ha poi aggiunto - ci sono 43 mila stalle, quasi 200 mila occupati e oltre 22 miliardi di euro di valore generato dalla filiera nel settore lattiero caseario che rappresenta la voce più importante dell'agroalimentare italiano. Grazie alle disposizioni comunitarie sulle etichette su cui è vietato dichiarare l’origine delle materie prime utilizzate (tranne per l’olio d’oliva) questi alimenti a bassissimo costo finiscono dritte sulle tavole italiane. L'etichetta richiesta a gran voce dagli allevatori sarebbe, quindi, l'unica difesa della genuità del Made in Italy.
" Sì all'etichetta, ma non basta - ha commentato Confagricoltura in una nota - l’adozione di un corretto sistema di etichettatura arricchirà il nostro modello produttivo di ulteriori certezze e rassicurazioni sul piano della tracciabilità e dei controlli sanitari, ma andrà accompagnato da interventi utili a creare liquidità alle imprese.E' necessario infondere fiducia alle aziende - si legge nella nota - aiutandole a migliorare le condizioni di competitività ed a superare questo difficile momento". Confagricoltura spiega che la crisi del settore lattiero-caseario è "strutturale" e  "non può essere affrontata con  le rituali attenzioni d’emergenza". (LCh)
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