IMPRESAMIA.IT-CRISI - Unioncamere: al Sud arriva l’onda lunga della crisi

IMPRESAMIA.IT-CRISI - Unioncamere: al Sud arriva l'onda lunga della crisi Dal calo a due cifre si salvano alimentare e energia, caute le previsioni per il terzo trimestre Primi segnali di stabilizzazione, anche se ancora di segno negativo, del sistema manifatturiero italiano, ad eccezione del Sud dove la crisi si accentua.

21/lug/2009 15.47.29 IMPRESAMIA.IT Contatta l'autore

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Dal calo a due cifre si salvano alimentare e energia, caute le previsioni per il terzo trimestre

CRISI - Unioncamere: al Sud arriva l’onda lunga della crisi

Primi segnali di stabilizzazione, anche se ancora di segno negativo, del sistema manifatturiero italiano, ad eccezione del Sud dove la crisi si accentua. Lo si legge nell'indagine relativa al secondo trimestre dell'anno sulle imprese fino a 500 dipendenti appartenenti ai diversi settori manifatturieri, realizzata dal Centro studi Unioncamere. Sono i primi segnali neutri che “rappresentano il nastro di partenza dal quale il nostro sistema produttivo può riprendere la corsa - ha affermato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello (nella foto) - a patto di tenere caldi i motori, puntando su un’offerta sempre più competitiva e innovativa. E’ evidente che occorre ancora attendere per una crescita sostenuta delle nostre esportazioni, ma vanno colte le indicazioni incoraggianti che provengono dal mercato tedesco oltre che da quelli asiatici e del medio-oriente. Sul mercato nazionale - ha precisato ancora - le Pmi manifatturiere intendono trarre vantaggio da un cauto miglioramento del clima di fiducia delle famiglie”.
Il calo della produzione e del fatturato (rispettivamente -16% e –14,1%), mantenutosi sostanzialmente stabile rispetto al trimestre scorso, interessa in misura maggiore le imprese fino a 49 dipendenti: -17,6% il dato relativo alla produzione e –15% quello del fatturato. Le imprese con oltre 50 dipendenti, invece, contengono la flessione della produzione al –14,5% e del fatturato al –13,2%, con un miglioramento complessivo rispetto alle performance messe a segno del I trimestre dell’anno.  A livello territoriale, per le Regioni del Nord si assiste a un recupero rispetto al I trimestre, pur in presenza di tassi di variazione più bassi del Centro e del Sud. Produzione e fatturato si attestano infatti al –16,5% e al –14,3% nel Nord-Ovest (nel primo erano rispettivamente –18,9% e –18,1%) e al –16,1% e –14,9% nel Nord-Est (dove a marzo scorso, rispetto allo stesso trimestre 2008, avevano toccato il –16,6% e –15,2%). Centro (-15,5% e –12,6%) e soprattutto Sud (-14,6% e –12,9%) si posizionano al di sotto della media. Tuttavia, mentre il Centro peggiora l’andamento della produzione di 3 punti percentuali e del fatturato di solo 0,1 punto percentuale, il Mezzogiorno passa dal –5,4% della produzione nello scorso trimestre al –14,6% del secondo e dal -5,6% del fatturato a gennaio-marzo a –12,9% di aprile-giugno. Dal calo a due cifre si salvano solo le industrie alimentari (-3,7% la produzione e –2,2% il fatturato) e la Filiera Energia (-1,8% e –2,2%).
Analoga a quella della produzione e del fatturato è la riduzione degli ordinativi (15,2% la variazione anno su anno, in lieve recupero rispetto al –15,8% del I trimestre). Nel II trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, l’industria manifatturiera registra una flessione maggiore nelle imprese fino a 49 dipendenti (-15,9%) rispetto a quelle con oltre 50 dipendenti (-14,5%) che, anzi, recuperano rispetto agli andamenti del periodo gennaio-marzo (quando la variazione degli ordini complessivi era del -16,3%). Il calo maggiore interessa il Centro (-16,1%), seguito dal Nord-Ovest (-15,8%) e dal Nord-Est (-14,9%) che, invece, nel trimestre precedente si attestavano su livelli più bassi (rispettivamente –18,2% e –17,3%); decisamente peggiore rispetto al recente passato è la flessione al Sud (-12,7% contro –7,2% del I trimestre). Anche in questo caso più contenute della media sono le riduzioni dell’industria alimentare (-2,3%) e della filiera energia (-2,6%). Consistente appare l’arretramento delle industrie dei metalli (-26,4%).
Il calo dell’export (-12,3%) interessa in maniera maggiore le regioni settentrionali più vocate al commercio internazionale. In particolare, il Nord-Ovest incassa una riduzione del –13,8% e il Nord-Est del –12,6%. Più contenute le perdite per il Centro (-10,5%) e soprattutto per il Mezzogiorno (-8,5%). La maggiore propensione all’export delle imprese con oltre 50 dipendenti determina un più forte contraccolpo della flessione della domanda internazionale (-13,9% il risultato di questa dimensione di impresa), che coinvolge invece in misura minore le aziende con 1-49 dipendenti (-10,5%). A contenere i danni sono la Filiera Energia (-2,0%), le Industrie alimentari (-1,5%), le Altre industrie (-5,0%), le Industrie chimiche e delle materie plastiche (-9,9%). Pesante il bilancio per le Industrie dei metalli (-22%), per quelle elettriche ed elettroniche (-18%) e per il sistema moda (-13,2%).
Il sistema artigiano riflette le difficoltà dell’industria manifatturiera di piccole e medie dimensioni. Produzione e fatturato arretrano nel secondo trimestre, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, rispettivamente del –19,4% e del –18,4%. Anche gli ordinativi risultano in calo del 18,3%, mentre sul fronte delle esportazioni l’artigianato non si allontana di molto dalla media (-12,7% il dato del trimestre), pur mantenendosi comunque al di sotto del valore rilevato per le imprese con meno di 50 dipendenti.

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