LA CRISI: SCUOLA DI VITA PER LE IMPRESE

LA CRISI: SCUOLA DI VITA PER LE IMPRESE Parlando tra "saggi", in merito alle varie professioni che l'essere umano si impegna a svolgere, il Ragioniere, il Medico, il Commercialista, l'Ingegnere, l'Idraulico, il Muratore, l'Avvocato, il Giudice, il Politico, ... l'IMPRENDITORE... si suol dire che prima di tutto bisogna essere " uomini veri".

17/nov/2009 17.16.38 Fox & Parker Contatta l'autore

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Parlando tra “saggi”, in merito alle varie professioni che l’essere umano si impegna a svolgere, il Ragioniere, il Medico, il Commercialista, l’Ingegnere, l’Idraulico, il Muratore, l’Avvocato, il Giudice, il Politico, ... l’IMPRENDITORE... si suol dire che prima di tutto bisogna essere “ uomini veri”.

Questo per dire che in particolare nel mondo imprenditoriale, prima di tutto bisognerebbe essere “ Impresa Vera “: che cosa significa?
 

Dal Dopoguerra agli anni Novanta, l’Italia ha vissuto i migliori anni dello sviluppo economico-culturale e industriale. La necessità di ricostruire e la rabbia di riscattarsi da anni di miseria, hanno innescato l’accensione di quel motore imprenditoriale, per lo più improvvisato e fondato su modesti basi culturali e finanziarie... elementi indispensabili per una corretta e lungimirante Gestione d’Impresa.

La facilità con cui si poteva accedere al credito bancario e ad altre forme di finanziamento a medio–lungo termine, hanno fatto sì che non ci si preoccupasse molto di come strutturare e rendere solida la propria impresa; la spinta consumistica ed i buoni margini operativi, sembravano sufficienti per la gestione day by day.

In altre parole, si era diffusa l’opinione che per fare l’Imprenditore fosse sufficiente avere delle “idee” e tanta voglia di fare! Con questa impostazione, salvo eccezioni, con alti e bassi ..si è arrivati fino agli anni Novanta.

Intanto prende forma più concreta la Comunità Europea, viene introdotta la moneta unica, cadono le frontiere, il mondo si globalizza e l’integrazione tra i popoli e le culture diverse è sempre più realtà.

Inoltre, di recente vengono rivisti ed ENFATIZZATI i nuovi parametri di BASILEA2 che modificano sostanzialmente i rapporti Banca–Impresa. Ciò che è avvenuto poi nel mondo economico-finanziario mondiale, è sotto gli occhi di tutti.
 

Ma il nostro IMPRENDITORE, medio piccolo e non solo, rimane per lo più sempre uguale.
 

“Lui” non ha bisogno di imparare niente di nuovo, non crede nelle ristrutturazioni, non ha bisogno di adeguamenti culturali e strutturali della Sua impresa, non si preoccupa del passaggio generazionale, guarda con diffidenza chi cerca di spiegargli che i tempi sono cambiati e che i mutamenti non sono ancora finiti….tutto gli scivola addosso con disarmante autolesionismo!
 

Poi arrivano le crisi.
 

La prima si supera, la seconda con un po' di fatica e di ingegno tipico italiano si fa quadrare…alla terza, quella targata 2008-2009-2010 si crolla!
 

Ora viene spontaneo chiedersi: ma che cosa si è fatto per far tesoro dei ricorsi storici?
 

Fare impresa oggi significa, prima di tutto, NON PIU’ IMPROVVISAZIONE!
 

Non è più realistico pensare di “lavorare” con i soldi delle Banche e dei Fornitori e solo pochi

possono contare sugli aiuti dello Stato. E’ ormai INDISPENSABILE aver ben presenti i due pilastri della Gestione d’Impresa: il primo è l’analisi andamentale mensile (contabilità analitica), il secondo è la corretta gestione dei crediti accordati ai clienti.

SENZA QUESTI DUE PILASTRI BEN SOLIDI, NON SI VA DA NESSUNA PARTE!
 

Dopo aver fatto il budget previsionale di inizio anno (Business Plan),ogni mese bisogna verificare l’andamento dei punti focali per la positiva creazione del valore e se ci sono criticità, intervenire subito. Di pari passo occorre una precisa procedura/politica/piattaforma per l’attribuzione dei FIDI ai CLIENTI e seguirne costantemente il corretto andamento, finché le fatture emesse non sono saldate.
 

Ricordiamoci che non è difficile e neppure importante vendere, ma è fondamentale incassare ed incassare nel minor tempo possibile. Leggendo i giornali degli ultimi tempi, avrete sicuramente notato la nuova terminologia utilizzata nel mondo degli affari internazionali: stress economico-finanziari, credit crunch, rischio di default, chapter 11, delinquency risk ecc…Sono tutti termini che indicano le difficoltà ad avere relazioni di affari AFFIDABILI, ONESTE, TRANQUILLE, così come era in linea di massima negli anni Sessanta/Settanta.
 

Infine, poiché l’ottimismo e positività devono sempre prevalere, direi che non tutti i mali vengono per nuocere…ma guai ad essere recidivi.
 

Le prospettive di mercato globale impongono delle precise scelte: ristrutturare, adeguare la propria azienda, cercare dei partners/sinergie, cedere l’attività oppure chiudere!

Nelle prime due ipotesi, significa essere prima di tutto una “IMPRESA VERA”, ben strutturata, organizzata e solida in tutte le sue parti…e non diamo sempre la colpa agli altri delle nostre disgrazie. Solo così si potranno affrontare e superare le crisi che ciclicamente ritornano. Tiriamo fuori la vera anima del modello vincente “Made in Italy”: l’Innovazione continua e la Qualità Totale.

www.fox-parker.it
 

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